IL PREMIO RIZZETTO A PELLA: «L'ITALIA PUO' TORNARE GRANDE»

PREMI | 06/06/2026 | 08:22

Il Premio Guido Rizzetto, giunto alla 22^ edizione, istituito dal Gs Cadidavid e dalla redazione sportiva de L’Arena, sarà assegnato mercoledì 10 giugno a Roberto Pella. Biellese, sindaco di Valdengo, deputato al Parlamento dall’aprile 2024, è presidente della Lega ciclismo professionistico e come tale ha dato vita a iniziative a sostegno del ciclismo, non solo quello dei big, ma anche quello giovanile.


Presidente Pella, come è nata la sua passione per il ciclismo?


“In famiglia avevamo Adriano Pella e Celestino Vercelli, professionisti negli anni Settanta, e sin da piccolo seguivo le tappe del Giro. Nel mio comune organizzavano il Circuito del Castello, il Giro della mura e altre manifestazioni”.

E poi è stato lei ad organizzare.

“Da sindaco, con due società, anche corse importanti sino a quando ho avuto il piacere di incontrare Rcs e abbiamo organizzato una tappa del Giro-E e una a Oropa. Il presidente Cairo, con Bellino e Vegni, mi hanno chiesto di fare il presidente della Lega e mi sono buttato in questo ruolo dando vita ad alcuni progetti”.

Ad esempio Bici in Comune e la Coppa Italia delle Regioni.

“La bici è salute, qualità urbana e sviluppo sostenibile per i territori e il progetto già finanzia un gran numero di iniziative. La Coppa Italia vede il coinvolgimento di 17 Regioni e questo ci ha consentito di aumentare il numero delle corse italiane a 36 per gli uomini, a 14 per le donne. E’ stato bello che le nostre quattro squadre Professional abbiano concordato la collaborazione con le Continental per dare modo agli atleti più giovani di confrontarsi in gare di spessore. E’ un progetto aperto, rivolto ai cittadini, capace di portare lo sport nelle piazze, nei borghi, dalle vette più alte ai lungomare. Promuove il territorio e le bellezze del nostro Paese, valorizza comunità grandi e piccole e promuove inclusione, accessibilità, parità”.

Non solo gare, insomma.

“Il ciclismo non è solo questo, ma strumento di coesione sociale attraverso lo sport e promozione di salute e sviluppo economico e turistico. Per vedere il ciclismo, fatto unico, non si paga ed è giusto che vada sostenuto e valorizzato. Per la prima volta abbiamo coinvolto Unioncamere. E’ molto importante fare rete”.

Guardando oltre?

“L’idea che stiamo mettendo a punto è la “televisione del ciclismo” sulle tracce di quello che ha fatto Binaghi per il tennis, aiutando i giovani a crescere. C’è chi è campione a vent’anni, chi lo può diventare a 25 e dobbiamo sostenere tutti indipendentemente dall’età. E’ stato importante, inoltre, parificare le donne agli uomini anche nei premi. Voglio, soprattutto, lavorare in un gioco di squadra. Qui conta solo il bianco, rosso e verde della bandiera italiana e tutti dobbiamo collaborare. Abbiamo tanto da fare, ma intanto vedo con piacere che molti imprenditori si stanno avvicinando al ciclismo”.

Un toccasana sarebbe tornare ad avere almeno un gruppo World Tour, altrimenti sarà difficile vedere un… Sinner in bicicletta.

“Magari. Lavoriamo con il concreto obiettivo di far tornare il ciclismo italiano competitivo come è stato in passato, un passaggio che anche dare stimoli ai giovani atleti”.

E’ impegnato anche per la sicurezza.

“Dopo aver promosso la legge che assegna alle Prefetture la facoltà di emettere l’ordinanza di sospensione temporanea del traffico per l’intero percorso della manifestazione senza attendere l’ordinanza di tutti i Comuni interessati, siamo alla prima audizione del progetto presentato in Parlamento, elaborato con l’apporto dei nostri otto campioni del mondo Fondriest, Ballan, Bettini, Moser, Saronni, Cipollini. Bugno, Argentin”.

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