Franziska KOCH. 10. È la 25enne campionessa di Germania a promuovere l’azione decisiva scattando nel settore numero 10. Ha una gamba straordinaria, risponde agli attacchi di Vos e Ferrand Prevot, accelera su ogni tratto di pavé, cerca addirittura di isolare le avversarie e si gioca tutto con una volata magistrale, costringendo all’esterno Vos e impedendole così la rimonta. Semplicemente perfetta.
Marianne VOS. 9. Torna a correre dopo aver saltato Sanremo e Fiandre per stare vicina al padre al quale pochi giorni fa ha dato l’estremo saluto. Con la sua Visma Lease a Bike fa subito capire di voler fare la corsa e di voler centrare quel successo che le manca. É chiaro che è lei la capitana di giornata, ma Koch oggi era imbattibile.
Pauline FERRAND PREVOT. 7. Correva con il numero 1, ha sciolto le riserve sulla partecipazione solo pochi giorni prima della corsa e ora abbiamo capito il perché: la sua condizione non è eccezionale, più volte ha perso terreno sul pavé, nel finale quando è rientrata su Koch e Vos avrebbe dovuto lanciare un attacco secco, invece ha accelerato per pochi metri per poi risedersi e anche nel giro di pista non è riuscita ad essere veramente utile a Vos.
Lotte KOPECKY. 4. Un voto da dividere con Lorena Wiebes e con l’ammiraglia della SD Worx: quando hanno Vas nel quartetto in fuga, impiegano più di venti chilometri per decidere come muoversi tatticamente e intanto il vantaggio delle atlete al comando si dilata fino a diventare incolmabile. Quando Kopecky si muove, oltre ad essere tardi, non recupera nemmeno un secondo sulle avversarie. E poco aggiunge il sesto posto di Wiebes che vince la volata delle staccate.
Megan JASTRAB. 7. Un quinto posto che vale molto, quella della ventiduenne statunitense della UAE ADQ, chiamata a guidare una squadra priva della sua capitana Longo Borghini. Brava a tenere testa a Kopecky e a restare con lei nel finale.
Kata Blanka VAS. 6,5. Perfetta lettura della corsa da parte della campionessa ungherese che non si fa sorprendere da Koch e dal duo della Visma Lease a Bike. Purtroppo per lei non ha le gambe per reggere l’accelerazione di Koch a 23 km dalla conclusione e si deve arrendere.
Elisa BALSAMO. 5. Due forature possono mettere in ginocchio chiunque e la piemontese della Lidl Trek non fa eccezione. La seconda foratura arriva nel settore di Orchies, la vediamo inseguire a ruota della compagna di squadra Hanson ma senza avere nelle gambe la forza per colmare il gap. E i sogni di gloria scivolano via.
Chiara CONSONNI. 6. Sufficienza politica per la migliore delle italiane, alla fine giunta 18a nel gruppetto regolato da Wiebes, senza però trovare mai spazio nel vivo della corsa. La primavera sotto tono del nostro movimento rosa purtroppo continua…
Rosa Maria KLÖSER. 7. La portacolori della CANYON//SRAM zondacrypto è la prima ad attaccare dopo soli 13 km: ci vuol coraggio per gettarsi da sole in fuga nella classica più dura di tutte. Per più di 70 km è stata il faro della corsa, si è arresa poi al gran ritmo imposto dalla Visma Lease a Bike: applausi.
Lucinda BRAND. 17. Un voto a lei da condividere con tutte le atlete che hanno dovuto fare i conti con le cadute: al Carrefour de l’Arbre sceglie di pedalare a bordo strada e aggancia un tifoso finendo pesantemente a terra mentre inseguiva con Kopecky e Jastrab.