Alla fine ha parlato. È riuscito a battere e abbattere la timidezza Stefano Cinerari, uno che è abituato ad tirare giù barriere e strutture con la “sua” Armofer, società di riferimento nelle demolizioni di proprietà della famiglia Cinerari (Andrea, Emilio e appunto Stefano, ndr).
Ieri sera tutti assieme appassionatamente con un sacco di amici e sponsor che poi sono amici, per una cena di ringraziamento verso chi si adopera per dare una mano a due realtà nazionali, il Pedale Casalese e il Casano Cycling team. Il “vernissage” è stato presentato dalla collaudata coppia Luca Gregorio e Riccardo Magrini (attenti a quei due) si è svolta nella casa che fu padiglione della Romania all’Expo di Milano 2015, perché Armofer demolisce, ma ama anche costruire, mantenere e portare avanti progetti non solo industriali, ma anche sociali e solidali. Una casa nel bosco, all’ombra della splendida Chiesetta del Gesiolo, "l’Oratorio di Casatico", che si erge in aperta campagna a Siziano (PV).
Alla fine ha parlato, sin dall’inizio. Si è lasciato andare, davanti ai suoi ragazzi Peter e Enea, che l’hanno incoraggiato e lui non si è abbattuto, non si è tirato giù, ha ringraziato quanti si danno da fare e contribuiscono come tante società di base a dare un futuro a tanti ragazzi. «I miei ragazzi mi hanno consigliato di pensare che davanti a me ho un pubblico senza vestiti, tutto nudo: è un modo vincente per superare l’imbarazzo. Ma come faccio a pensare Miceli nudo?... ». (risate in sala).
Che Winston Churchil usasse questa tecnica (tra le altre) per superare le sue paure di parlare in pubblico (a quanto pare raccomandava anche alle persone di esercitare i loro discorsi davanti a uno specchio) non è certo, sicuro che ieri sera Stefano Cinerari ha fatto la sua bellissima figura, parlando davanti ad una platea di oltre 130 persone, tra le quali spiccavano il decano dei team Manager, Bruno Reverberi, accompagnato dal nipote Gabriele. E poi una serie di ex corridori come Davide Bramati, Mario Scirea e il già citato Nicola Miceli accompagnato da Ambrogio Romanò, il signor System Cars. E poi Emanuele Bombini, Omar Piscina, Eugenio Berzin in forma come da anni non lo vedevamo e, con lui Gibo Simoni, Danilo Gioia, Dario Cataldo, Giacomo Nizzolo e Maurizio Spreafico, il signor Velo+. Presente il presidente regionale Stefano Pedrinazzi e poi una nutrita delegazione del Casano, ad incominciare dal direttore generale Lucio Petacchi e dall’amministratore delegato Michele Ricci. Così come preziosa è la presenza di Gian Luca Pozzi, amministratore delegato della Cicli Drali, che da due anni è partner della Armofer. Applauditissimo il professor Mario Sturla, il primo medico inserito nella Hall of Fame del pugilato italiano e un ospite d’eccezione, Carlo Genta, voce sportiva di Radio 24, che dopo anni è tornato a respirare aria di ciclismo grazie a Stefano Cinerari che l’ha “convocato” per l’occasione.
A fare gli onori di casa la responsabile marketing e comunicazione della Armofer Federica Delucchi, che si è occupata di tutto, con la solita attenzione e passione, e Luca Colombo, braccio destro di Stefano Cinerari, anima di questo progetto lodevole e meritevole in tempi difficili come questi. Insomma, una serata in amicizia, con tanti ospiti e una infinità di brindisi e risate, tra ricordi e battute copiose per far venire un po' di appetito agonistico: i ragazzi ci sono, la struttura pure, ora tocca a loro. Alla fine, non sono mancati i pronostici. Gregorio e Magrini chiedono all’unisono: chi vincerà la Roubaix? Gli “interrogati” da “quei due” Mario Scirea, Dario Cataldo e Davide Bramati. Per Scirea la vittoria andrà a Filippo Ganna. Per Dario Cataldo al suo Davide Ballerini. Per Davide Bramati («se non vince un mio corridore»), spero Filippo Ganna. Giù il sipario, in senso buono.
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