TRE VALLI VARESINE 1961, GIGI MELE E QUEL NASCERE TRA I GIGANTI

STORIA | 23/01/2026 | 08:21
di Silver Mele

Il sole di agosto cadeva sulla strada come un incendio lento. La Tre Valli Varesine era davanti a noi, 241 chilometri di valli e colline, di boschi e asfalto rovente, tra Valcuvia, Valganna, Valceresio. Ogni salita era un avvertimento: Alpe Tedesco, Cuasso al Monte, Porto Ceresio… nomi che già sussurravano fatica e gloria.


E io c’ero. Primo anno tra i professionisti. Alle spalle avevo delusioni e fantasmi: il Giro d’Italia, il ritiro, il peso di vedere Alessandro Fantini cadere a Treviri e non rialzarsi mai più. Ma qui, adesso, il passato era solo un ricordo distante.


Gastone Nencini, la leggenda del Tour vinto l’anno prima, guidava la fuga con la leggerezza di chi conosce la strada e la forza di chi sembra sfidare la gravità. La sua maglia Ignis brillava sotto il sole, la stretta delle sue mani sul manubrio faceva vibrare la bicicletta. Dietro di lui, Carlo Brugnami, Dino Bruni, e io, piccolo Gigi Mele, ultimo del gruppetto, cercavo di assorbire la loro energia, respirare il loro ritmo, capire se potevo davvero stare lì.

Pedalavamo tra alberi e cielo, il vento e il sudore incollati alla pelle. Non sentivo le gambe, non sentivo la fatica: sentivo solo di esistere, di appartenere a quel mondo che fino a poco tempo fa mi pareva un sogno lontano. Gli strappi duri arrivavano come muri d’acciaio, ma tenevo botta. Ogni pedalata era un’affermazione silenziosa: “Io ci sono, anche io posso.”

Il traguardo arrivava come una tempesta di volti e nomi che avevo visto solo in foto e in riviste. Willy Vannitsen, Carlo Azzini, Ronchini, Defilippis, Balmamion, Massignan, Cribiori, tutti lampeggiavano davanti a me in un minuto che sembrava eterno. Nencini chiuse ottavo, io poco dietro, insieme a Bruni e Aldo Moser. Tra i giganti, misi la ruota davanti a Taccone e Baldini. E in quell’istante, il cuore mi esplose: potevo stare lì.

Poi la voce di Gastone: “Bravo Mele, stai andando forte.” Non era un complimento: era un sigillo sul mio coraggio, sulla mia forza, sulla mia capacità di credere in me stesso tra i campioni. Quelle parole pesavano più di qualsiasi medaglia. Più di qualsiasi trionfo.

Quella Tre Valli non fu solo una gara. Fu una nascita, il mio battesimo tra i miti, il primo passo verso ciò che sarei diventato. Ogni pedalata, ogni strappo, ogni sguardo al gruppo davanti era un frammento di storia che mi entrava dentro.

Ancora oggi, chiudo gli occhi e li vedo: Gastone che mi sorride, il sole sulle strade delle valli, il rumore dei pedali e del cuore che batte forte. E so che, in quel momento, io ero vivo. Ero davvero lì. E forse, per la prima volta, sapevo chi ero.



Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Rispetto a un paio di anni fa, la stagione europea ha anticipato ancora la sua data di inizio. Il Challenge Mallorca, che solitamente fungeva da calcio d’inizio per il grande ciclismo del vecchio Continente, è ora preceduto da tre classiche...


Si chiude nel segno di una straripante Li Ning Star la prima storica edizione del Bajaj Pune Grande Tour. Come nelle tre giornate precedenti, anche l’ultima tappa (la breve Pune-Pimpri-Chinchwad di 95 chilometri) ha visto esultare un portacolori...


Domani, sabato 24 gennaio, ricorre il primo anniversario della morte di Sara Piffer, la giovane ciclista trentina di Palù di Giovo che un anno fa fu investita e uccisa da un automobilista sulle strade della Piana Rotaliana durante un’uscita d’allenamento....


Spesso viene messo da parte e trattato molto meno rispetto a micro elementi tanto in voga che siamo abituati a cercare per rimetterci in forma in situazioni di stress o per sostenerci durante i periodi di preparazione, ma sappiatelo,  il...


Per la prima volta nella sua storia il Trofeo Laigueglia partirà da Albenga. Una novità di grande rilievo che nasce dalla collaborazione tra le amministrazioni comunali di Laigueglia e Albenga con l'obiettivo di condividere e valorizzare uno degli eventi sportivi...


Forse la morte di Bjorg potrà davvero salvare i suoi colleghi. Si chiamava Bjorg Lambrecht, era un giovane professionista belga di Gand, e prometteva bene: secondo al Mondiale Under 23 nel 2018. Il 5 agosto 2019, durante la terza tappa...


L'Australia brucia in un'estate rovente e anche il Santos Tour Down Under è costretto a fare i conti con l'emergenza. A causa del livello di pericolo di incendio "Extreme" sui Monti Lofty e delle temperature massime previste addirittura a 43...


Dopo aver approfondito in precedenza come si è arrivati a comporre il roster 2026 e quali saranno le scelte di calendario, abbiamo continuato la nostra chiacchierata con il Presidente dello Swatt Club Carlo Beretta concentrandoci su curiosità e aspetti...


«Avevo una sensazione che non mi piaceva al petto e ho capito che qualcosa non andava». Sono queste le parole del velocista irlandese Sam Bennett, 35 anni, uno di quei corridori capaci di conquistare tappe in tutti i grandi giri:...


«È una decisione dolorosa ma necessaria per la nostra azienda». Con queste parole Fran Millar, Ceo dell’azienda Rapha, ha annunciato la chiusura dei Rapha Cycle Club di Manchester, Miami, Seattle, Boulder e Chicago. L’azienda statunitense specializzata in abbigliamento tecnico per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024