VIVIANI, ULTIMO GIRO DI PISTA: «NON C'E' POSTO MIGLIORE DI GAND, PER DARE L'ADDIO»

PISTA | 23/11/2025 | 08:45
di Francesca Monzone

Questa sera andrà in scena l’ultimo ballo di Elia Viviani, il campione azzurro che nei suoi anni da professionista ha ottenuto 90 vittorie. Il  veneto ha scelto la Zesdaagse per chiudere la sua carriera. La Sei Giorni di Gand, l’iconico evento su pista dal sapore antico, questa sera vedrà per l’ultima volta correre il ragazzo di Isola della Scala. Viviani su questo anello ha avuto il privilegio di vincere nel 2018 e oggi lo vedremo chiudere la sua avventura in coppia con il compagno di squadra Jasper De Buyst (31 anni), con il quale  ha condiviso una stagione nella Lotto. In Belgio calerà il sipario sulla carriera agonistica di Elia, che sceso dalla bici salirà sulla macchina azzurra della nazionale dove porterà tutta la sua esperienza e passione, per continuare a far crescere il movimento italiano della pista.


«È strano però, la mia ultima, ultima gara. Stavo preparando la valigia per venire in Belgio: casco, scarpe, maglie da ciclismo – ha raccontato Viviani a Gand alla stampa presente alla Sei Giorni - Per anni, questa è stata la mia più grande preoccupazione: ho tutto ciò di cui ho bisogno? Se prendo l'aereo la prossima volta, non avrò nemmeno bisogno di tutto questo. Strano».


Vivani lo scorso inverno non aveva una squadra e rischiava di chiudere la sua carriera senza aver potuto fare un’ultima stagione, salutando e ringraziando quel mondo al quale per anni ha dato tutto se stesso.

«Lo scorso inverno ho dovuto cercare una nuova squadra e avevo un  brutto presentimento. Poi ho corso con la Lotto ed è stato un anno importante per molti aspetti e adesso mi trovo qui a Gand, per la mia ultima volta da professionista».

La fusione tra Lotto e Intermarché ha fatto saltare molti contratti: forse il veneto avrebbe potuto continuare ancora, se le  due squadre non si fossero unite.

«Quando ho firmato con Lotto a febbraio, l'accordo era: avremmo portato a termine il programma per un anno. Se fosse andato bene, avremmo potuto prolungarlo per un altro anno. Ma una volta annunciata la fusione tra Lotto e Intermarché, ho capito subito che con tutti quei corridori rimasti non ci sarebbe stato posto per me. Ho deciso subito che quello sarebbe stato il mio ultimo anno. Passo dopo passo, ho pianificato i miei ultimi appuntamenti. Prima, il Giro del Veneto, la mia ultima corsa su strada, ma forse troppo dura per me, ma c’era l'arrivo a Verona, sulle strade dove ho iniziato ad andare in bici.  Dopodiché, volevo andare ai Campionati del Mondo di ciclismo su pista per l'ultima volta. Sapete  come è finita, con un titolo mondiale nell'eliminazione e, perché no?, anche con l'ultima copertina che mi avere regalato voi di tuttoBICI. Semplicemente pazzesco».

Quel Mondiale è stato l’evento che ha portato Viviani a correre ancora e chiudere la sua carriera proprio con la pista e la Sei Giorni di Gand era la gara perfetta.

«Durante quel Mondiale, ho mandato un messaggio a Christophe Impens, dell'organizzazione Golazo. Era dal 2018 che non correvo la Sei Giorni, ma volevo davvero concludere definitivamente la mia carriera a Gand. Nel 2016, ho visto l'addio di Bradley Wiggins, il mio idolo. Quell'atmosfera unica, quel velodromo speciale e per un ciclista che ama la pista non c'è posto migliore di Gand per ritirarsi».

Il veneto è un corridore unico, straordinario su pista, dall’oro olimpico a quelli mondiali ed europei e anche su strada ha ottenuto molti successi. Viviani non ha rimpianti ed è felice di chiudere a Gand la sua carriera: saluterà stasera il mondo delle corse con il sorriso, perché sa che è un arrivederci e che ora è pronto a vivere questo sport da un'altra angolazione. 

«Non si può dire che sono stato uno specialista più della pista o della strada, dipende da come si guarda la mia carriera. L'anno scorso ero uno di quei quattro o cinque corridori con più di novanta vittorie su strada. Non è male. Così come sono orgoglioso di far parte del gruppo di corridori con vittorie di tappa al Tour, al Giro e alla Vuelta. Il mio unico rammarico è di non aver mai avuto successo nella Gand-Wevelgem o nella mia corsa dei sogni, la Milano-Sanremo.
Per me, strada e pista sono sempre andate di pari passo. Il che non è stato facile all'inizio. Con Milan, Ganna e Consonni, l'Italia ora ha una delle migliori squadre di pista al mondo. Ai Giochi di Londra, ero ancora solo. Io e un allenatore: tutto qui. Il nostro box nel campo centrale era così piccolo che nemmeno un meccanico ci entrava. Se tu, da ciclista su strada, dicevi di voler correre in pista, ti guardavano male. Ma non ho mai voluto rinunciare a una cosa per l'altra. Tranne durante gli anni olimpici. Poi i Giochi sono venuti prima di tutto. Lo si vede nel mio palmares. Nel 2016 ho vinto solo due gare su strada, nel 2021 solo un paio e nel 2024 nessuna. Ma ne è valsa la pena. Oro a Rio, bronzo a Tokyo, argento a Parigi: non c'è colore che non abbia. Sono felice, ho veramente fatto quello che amavo in questo sport e ora, finisco da uomo felice». 


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
In ritiro da martedì scorso al Servigroup Marina Playa Hotel di Mojacar, sulla costa di Almeria, la Polti VisitMalta durante questo training camp ha annunciato due nuovi sponsor: un fornitore tecnico, ovvero 226ERS (azienda d'integratori spagnola, che per la squadra...


Prosegue il dominio della Li Ning Star al Bajaj Pune Grande Tour. Dopo i due successi conseguiti da Luke Mudgway nella prima e nella seconda tappa, nella frazione più lunga della corsa indiana, la Purander-Baramati di 134 chilometri, è...


L’operazione è semplice: doppio spessore più doppia ammortizzqzione uguale comfort massimizzato. Questo è il risultato a cui punta la nuova proposta Nabico Roubaix Double,  un nastro pensato per chi nei percorsi gravel cerca controllo e comfort.  per leggere l'intero articolo vai su tuttobicitech.it


Nei mesi scorsi, chi vi scrive ha avuto modo di assistere a un convegno organizzato dalla Scuola dello Sport del CONI Lombardia, mirabilmente diretta da Adriana Lombardi. Il titolo della giornata era Colpi di testa e, attraverso una serie di interventi a rigoroso carattere...


La Bardiani CSF 7 Saber è pronta ad aprire ufficialmente la stagione 2026 sulle strade spagnole. Le prime tre corse dell’anno si svolgeranno tra il 23 e il 25 gennaio con la Classica Camp de Morvedre, Ruta de...


Oggi Matteo Milan compie 23 anni ed è pronto ad affrontare un 2026 con tanta voglia di mettersi alla prova. E’ l’anno del grande salto per il giovane friulano che dopo due stagioni nel team devo della Lidl Trek si...


I 2107 iscritti del 2025 certificano l’ottimo lavoro organizzativo della BERGHEM#molamia,  la Multicrono Race che ha fatto dell’accoglienza il proprio punto di forza e che si avvia con travolgente entusiasmo alla 7^ Edizione il 14 giugno 2026 a Gazzaniga (Bergamo). ...


L'Unione Ciclistica Bergamasca dell'allora team manager Antonio Bevilacqua, ex corridore di Ivano Fanini, fu il suo trampolino di lancio per l'approdo al professionismo. Stiamo riferendoci a Graziano Gasparre, codognese di nascita oggi 47enne socio nella Cooperativa piacentina Geocart, uno dei...


Il Tour El Salvador 2026 si è chiuso ieri con la vittoria di  Paula Patiño: l’esperta atleta colombiana della Laboral Kutxa - Fundación Euskadi ha messo a segno un doppio colpo conquistando sia la vittoria nell’ultima frazione della corsa sia...


Il Team Technipes #inEmiliaRomagna inizia il 2026 con una novità di grande rilievo: la squadra Continental nata nel 2019 per valorizzare i giovani talenti del ciclismo italiano si presenta con una nuova denominazione, Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone, che testimonia...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024