RWANDA 2025. CAPPELLOTTO: «VEDRETE QUANTO CRESCERÀ IL CICLISMO AFRICANO»

INTERVISTA | 02/10/2025 | 08:20
di Aldo Peinetti

Alessandra Cappellotto e il ciclismo africano: un legame che la campionessa del Mondo su strada a San Sebastian nel 1997 ha consolidato nei giorni scorsi dando incisività sempre maggiore al lavoro nel Continente da parte di “Road to Equality“, il progetto che ha proprio nella ex ciclista vicentina (anima e managing director di Cpa Women) la sua figura di spicco.


La domanda su cui ruota la chiaccherata nella hall dell’albergo Radisson, a 50 metri dalla finish line, è la seguente: riuscirà la rassegna iridata di Kigali 2025 ad affermare il valore dell’inclusione e delle pari opportunità tra uomo e donna in materia di attività ciclistica in Africa? “Il mio non è ottimismo ingiustificato, perchè si avverte realmente un cambio di passo nel connettere il ciclismo maschile a quello femminile, anche a queste latitudini, dove le differenze si misurano anche tra nazione e nazione in termini di emancipazione della donna”. 


Cappellotto sa di cosa parla, richiama il proprio senso pratico, ben sapendo che l’orizzonte di riferimento sono gli sforzi compiuti dalle istituzioni sportive, in questo caso l’Uci, in favore del movimento ciclistico africano. “Qui in Rwanda ci sono condizioni particolarmente favorevoli per sviluppare la passione e la pratica del nostro sport in ambito femminile, tanto che il ministro dello Sport è una donna. Ho appena parlato con il Direttore del Tour du Rwanda e non posso che essere contenta quando sento dire che vogliono estendere anche alle donne il principale evento continentale, non a caso 2.1” ci ha raccontato nel week end iridato.

Un momento però: al di là delle benvenute gare il focus di Cappellotto è tutto rivolto alla diffusione e promozione anche in stati senza tradizione ciclistica, sapendo quanto la presenza di campionesse possa fare da traino: “Idoli positivi che mettono al centro il valore dell’immedesimazione. Le bambine e le ragazze in Africa meritano l’attenzione che l’Uci sta dedicando loro, ben venga l’apertura di un centro satellite del World Cycling Center qui in Rwanda, ma parallelamente ottimali sono le academy di base, dove il principale slancio ad ogni iniziativa rimane la disponibilità di bici con cui iniziare”. Parla con cognizione di causa Alessandra, pragmatica quando mostra un messaggio sul cellulare di un dirigente di società italiana che dispone di 7 biciclettine usate da far arrivare in terra africana: “Io stessa sono andata ai Mondiale di Glasgow guidando una Station Wagon piena zeppa di materiale per le cicliste provenienti dai Paesi seguiti da Road to Equality. A volte non c’è bisogno di azioni faraoniche”.

Conosciuta, stimata ed insignita per quanto di meritorio fatto propiziando il salvifico arrivo delle afgane in Italia nell’ambito del corridoio umanitario realizzatosi nell’estate del 2022, Cappellotto si coccola le sue ragazze come le atlete cresciute nella Valcar ed approdate a compagini come la Ceratizit. “È emozionante vedere quanto giovani come l’etiope Tsige Kiros abbiano saputo mettersi in luce al Tour de l’Avenir 2025, prima di disputare un bellissimo mondiale in Rwanda. Nella top ten di questa forte atleta c’è il potente messaggio che si trasmette ad una platea intera di potenziali praticanti”.

Insomma, quanto c’è di inespresso sul versante del ciclismo femminile in Africa? “Il 99% si può dire, perchè i margini sono inesplorati e c’è una volontà precisa di cogliere l’eredità di Kigali 2025. Ribadisco come l’attività di base e la presenza sulla ribalta internazionale non siano dimensioni opposte, anzi. Ottimale è la nascita di un calendario 2.2 in Africa, già ci sono state corse emergenti quest’estate (in Namibia, ad esempio, ndr), anche se poi occorre badare ad un altro tema”. Quale? “In accordo con le istituzioni, penso all’apporto del presidente della Lega Ciclismo Prof, su scala europea vogliamo rendere più agevole l’ottenimento dei visti per le cicliste di questi Paesi”.

Sul piano dell’emancipazione, intanto, sostiene Alessandra che non andrà lasciato nulla d’intentato in quei Paesi dove la condizione femminile resta più svantaggiata. Premiando al tempo stesso il dialogo con le federazioni più sensibili, e spendendo una sottolineatura non banale: nel board dell’Unione Ciclistica internazionale spicca la presenza della direttrice generale Amina Lanaya, di nazionalità marocchina e protagonista di un’ascesa importante nei ranghi dell’organizzazione con sede ad Aigle.

da www.raggidafrica.it


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Jonas Vingegaard continua a dominare ogni arrivo in salita e anche oggi, sulle pendenze al 15% della strada che portava al Santuario di Queralt, ha imposto il suo sigillo nel Giro di Catalogna. Quinta vittoria stagionale (bis consecutivo nella corsa...


Durante la quarta tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, si è verificato un incidente che ha coinvolto due tifosi in stato di ebbrezza. Uno di loro è salito sull'ammiraglia del Team Visma | Lease a Bike e ha tentato...


Ennesima prova di forza di Jonas Vingegaard in salita. Il danese della Visma–Lease a Bike trionfa nella sesta tappa della Volta a Catalunya, la Berga–Queralt di 158 chilometri, e consolida ulteriormente il suo primato in classifica generale. L’attacco decisivo arriva...


Axel Laurance, già vincitore a Barolo, si prende anche la  Ponte di Piave / Valdobbiadene, quarta tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali e torna al comando della classifica generale. L'atleta classe 2001 della Ineos Grenadiers ha ottenuto il successo superando ...


Sigillo del figlio d'arte Ashlin Barry nella quarta tappa del Metec Olympia's Tour in Olanda. Il giovane canadese della - Visma Lease a Bike Devo, 18anni, si è imposto per distacco sul traguardo di Col du VAM dove ha preceduto...


Un sospiro di sollievo grande così, con l'aria che va a perdersi nel vento e porta con sè un profumo di felicità. Michael Zarate, il ragazzo messicano dell Petrolike, vittima di una brutta caduta nella prima tappa della Settimana Coppi&Bartali,...


Il portoghese Iuri Leitao ha vinto il Classic Loire Atlantique gara francese di classe 1.2 che si è conclusa a Nantes. Il velocista della Caja Rural-Seguros RGA ha superato il polacco Marcin Budzinski della MBH Bank Ballan Telecom Fort mentre...


Il settantacinquesimo Gran Premio Fiera della Possenta va a Matteo Fiorin. Il portacolori della Solme Olmo Arvedi ha conquistato il successo precedendo sul traguardo lo svizzero Mats Poot (Velo Club Mendrisio) e Andrii Zozulia (Nazionale Ucraina), secondo e terzo. La gara svoltasi...


Alexis Guerin, francese della squadra portoghese Anicolor Campicam, ha colto il successo nella quarta tappa della Volta ao Alentejo che oggi è arrivata a Serra de Sao Mamede dopo 153 chilometri. Guerin ha colto l'attimo fuggente per imporsi in solitaria...


Il vincitore uscente Mads Pedersen non prenderà il via alla Flanders Fields (nuova denominazione della Gand-Wevelgem) domani a causa di un malanno di stagione. Il tre volte vincitore è recentemente tornato alle competizioni dopo la convalescenza lampo per una frattura...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024