I TRENT'ANNI DI TUTTOBICI, COME RACCONTARE IN POCHE RIGHE UN'AVVENTURA COME LA NOSTRA?

TUTTOBICI | 01/06/2025 | 08:30
di Pier Augusto Stagi

Come si fa a condensare trent’anni di storia in poche righe? Come si fa a farci stare dentro tutto? Non è facile raccontare una storia lunga e complessa come la nostra, iniziata nel secolo scorso, in piena eccitazione pantaniana, ripercorrendo un cammino fatto di tante piccole grandi cose che hanno reso tuttoBICI in questi anni un punto di riferimento dell’informazione per il mondo della bicicletta e del ciclismo in particolare. Quel mondo fatto di corse e corridori, direttori sportivi e massaggiatori, accompagnatori dottori e biomeccanici, oggi alimentaristi, psicologi e mental coach.


Come si può stipare tutto in una paginetta, quando la nostra storia, quella di tutti e di tutti i giorni, è molto più complessa e ricca di sfumature, fatta di momenti alti e alcuni bassi, di giornate scivolate via lente e altre velocissime, alcune con il vento a favore, altre travolte dal libeccio? Maggio 1995, il via di una nuova avventura: Gianfranco Josti che mi chiama e mi propone a una casa editrice (EuroSp) che non era ancora Prima Pagina Edizioni (quella sarebbe nata nel dicembre dell’anno successivo, quando il sottoscritto, il monumentale Paolo Broggi e la rassicurante Maria Beatrice Ajraghi, per tutti “Bibi”, comprammo la testata creando una nostra casa editrice), e con essa salpiamo verso le rotte del ciclismo, con a bordo un gruppo di amici che ancora oggi ci accompagnano e ci supportano: da Angelo Costa a Cristiano Gatti, amici e colleghi, insostituibili e preziosi, talentuosi e generosi come pochi, così come Silvano e Silvana Rodella e i loro fantastici ragazzi Paolo e Fabio, punto di riferimento non solo della famiglia tuttoBICI, ma del ciclismo tutto da oltre mezzo secolo.


Anche noi facciamo parte di quella “piccola parrocchia” del ciclismo come ebbe modo di definirla una delle firme più felici e luminose del giornalismo e mai ricordate abbastanza come Mario Fossati. Una “piccola parrocchia” che si ritrova e si rigenera, che si abbraccia senza smancerie e a suo modo continua a volersi bene. Come si fa a stipare una vita come la nostra in poche righe e dare un senso al tutto che c’è stato, perché tutto non ci sta, perché questo tutto fatto anche di piccole cose, almeno per noi – e potete ben capirlo - è troppo importante? Una vita fatta di sfumature, di momenti dolorosi e momenti indimenticabili, come la vita di ognuno di noi. Ecco, la nostra vita che si accosta, si fonde e si confonde con la vostra, che ci accomuna, che si rigenera assieme a voi.

Momenti tristi, dicevo, fatti di gravi perdite, che non sono le sconfitte, ma veder volar via troppo presto coloro che abbiamo amato, stimato e ai quali abbiamo voluto un mondo di bene. Sono tanti, sono troppi: da Fabio Casartelli a Marco Pantani fino a Michele Scarponi; da Marzio Marzorati a Fulvio Acquati, da Ugo De Rosa a Gino Sala al quale devo molto più di quanto sia stato in grado di restituirgli. Come mi mancano Gianpaolo Ormezzano e Gianni Mura, con i quali avrei voluto festeggiare il nostro genetliaco, senza dimenticare chi ci permise di partire, proseguire e continuare, come Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli, i quali ci garantirono un’autonomia serena e sicura che ci rese liberi: ancora oggi possiamo beneficiare della passione e della vicinanza della famiglia Mapei, grazie a Veronica e Marco Squinzi, così come quella di Claudio Pecci con il suo Centro. E lo stesso posso dire di Ennio Doris, con il quale ho condiviso la passione pura per il ciclismo: con lui mi sono cibato di conoscenza ed etica del lavoro. Come faccio a dire grazie a tutti, ai tanti che ci vogliono ancora del bene: da Ernesto Colnago ad Alcide Cerato, da Antonio Colombo a Giovanni Mazzola, da Alessia Piccolo a Federico Zecchetto, per arrivare a Gaspare Lucchetta e alla grande famiglia Euromobil. Come si fa a trasmettere il nostro grazie pieno zeppo di gratitudine? È difficile, quasi impossibile. Come si fa a stipare trent’anni di storia in poche righe?

Forse l’unico modo che abbiamo a disposizione è quello di proseguire il nostro cammino che poi si fa racconto provando a guardare avanti, consapevoli che una storia non si cancella, ma va semplicemente aggiornata e arricchita come sempre abbiamo fatto. Siamo passati per primi dalla carta al digitale, da tuttoBICI a tuttobiciweb, che in oltre vent’anni di storia si è fatto largo nel mare magnum dell’informazione diventando il sito di riferimento del ciclismo mondiale. E lo stesso con tuttobicitech, che ha fatto della tecnica il proprio credo e anch’esso cresce anno dopo anno, così come il nostro podcast, Blablabike, nato tra le nubi di una pandemia che ci ha costretti ai domiciliari e che oggi è una delle voci più libere di un ciclismo che si aggiorna e si rinnova. Quante cose belle abbiamo fatto in questi anni con una squadra di giovani che ci garantiscono il futuro nel rispetto della nostra storia. Grazie a Giulia De Maio e Nicolò Vallone, Carlo Malvestio e Luca Galimberti, Francesca Monzone e Giorgia Monguzzi, Francesca Cazzaniga e Giorgio Perugini, Valerio Zeccato e Danilo Viganò, così come Mariangela Codenotti, Alessandro Brambilla, Federico Guido, Patrick Iannarelli e firme di riferimento e talento come Marco Pastonesi e Gian Paolo Porreca, senza dimenticare la memoria dello schivo Giuseppe Figini e di Diego Murari, che metto per ultimo, perché so che a lui piacerebbe così, anche perché è Unico.

Un grazie va anche a Enrico Ceriani e a Marina Bello, i nostri angeli custodi, che ci fan di conto e sui quali noi contiamo da sempre. Senza dimenticare due colonne della nostra struttura: Emanuela “Emy” La Torre, la nostra creativa sognante e il jolly che tutto può, perché tutto sa fare e parlo di Emanuele “Lele” Santagostino, che non è in odore di santità, ma in quanto a pazienza lo è per davvero.

Non ho mai amato parlare di noi e mi sono sforzato di farlo perché era giusto così, mi hanno detto. Almeno un po’, mi ha sussurrato Valeria, mia moglie, almeno quando serve. E così ho fatto. Ho pensato che fosse giusto non tanto per noi, ma soprattutto per voi, che ci avete scelto e che ci accompagnate mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno in questa corrispondenza di amorosi sensi. Come si fa a condensare tutto in una paginetta? Occorrerebbe un libro e forse altri trent’anni per raccontarli tutti, prima di raccontarne altri trenta e magari altri ancora.


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