OSCAR TUTTOBICI. MANUEL OIOLI, CRESCIUTO NEL SEGNO DI CONTADOR E ORA...

INTERVISTA | 19/11/2021 | 08:00
di Giulia De Maio

Quando era un bambino e usciva in mtb con il nonno faceva finta di essere Alberto Contador, il campione che spopolava in quegli anni nei grandi giri e ammirava alla tv. Ora che è un ragazzo di 18 anni Manuel Oioli è pronto a realizzare un sogno: correrà con il suo idolo nella Fondazione che porta il suo nome. Prima però il novarese di Cureggio riceverà l'Oscar tuttoBICI Gran Premio Aude Kitchen riservato al miglior atleta junior della stagione. Il portacolori della Bustese Olonia Bike Tartaggia, quinto al mondiale in maglia azzurra, ha chiuso la stagione con 117 punti all'attivo, solo tre in più rispetto al veneto Alessandro Pinarello della Borgo Molino Rinascita Ormelle. In terza posizione ha chiuso il lombardo Alessandro Romele della Ciclistica Trevigliese, ma oggi i riflettori sono puntati sul vincitore.


Manuel, chi ti ha trasmesso la passione per le due ruote?


«Nonno Ferruccio, il papà di papà, era un cicloturista e quando avevo 8 anni mi ha fatto scoprire la mtb. Dopo la scuola facevo dei giri con lui e fingevo di essere il professionista di turno, Contador soprattutto, che dominava in quegli anni, il nonno che mi accompagnava interpretava il gregario più fidato del Pistolero».

L'anno prossimo chiuderai il cerchio: sei stato ingaggiato dalla Fundaciòn Contador?

«Esatto. Passo alla Eolo Kometa Under 23 e non vedo l'ora di conoscere Alberto. Nonno Ferruccio non sta nella pelle, sapere che correrò per il nostro idolo è quasi più un sogno per lui che per me, nonno è il mio primo tifoso. Ringrazio il ds che mi ha seguito quest'anno, Marco Della Vedova, è quello con cui ho trovato più feeling e tutta la Bustese per il percorso affrontato insieme».

Immagini il ciclismo diventerà il tuo lavoro?

«Lo spero. Il piano A è di avere una buona carriera da corridore. Un piano B a oggi non c'è di preciso, di sicuro vorrei restare nel mondo dello sport e regalare delle belle soddisfazioni alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto. Mamma Augusta è titolare con il nonno materno Siro di una azienda di Autotrasporti a Gattico, papà Fabrizio fa il magazziniere in una ditta di rubinetterie. Ho una sorella minore, Nicole, che pratica ginnastica».

Cosa studi?

«Frequento il Liceo Linguistico Galileo Galilei di Gozzano, sono al quinto anno, finito il quale non penso mi iscriverò all'università. Proverò a dedicarmi a pieno al ciclismo, le lingue studiate (spagnolo, inglese e francese) di sicuro mi torneranno utili visto che lo sport è ormai un mondo internazionale. Il ciclismo richiede sacrifici ma io li affronto con piacere, se sto senza bici mi manca, ti insegna a conoscere te stesso bene. Ho giocato a calcio fino ai 13 anni, durante le elementari praticavo entrambi gli sport, poi ho scelto la bici al pallone perchè mi divertiva di più ed ero più portato».

Quest'anno hai vinto 6 gare, che atleta pensi di poter diventare?

«Nelle categorie giovanili ho dimostrato di tenere in salita e di avere un buono spunto in volata, sono abbastanza completo, vedremo cosa dirà la strada. Il momento chiave della stagione da poco conclusa è stata la prima tappa che ho vinto al Giro della Lunigiana (si è imposto nella 2a e nella 4a, ndr), era già settembre, mi mancava alzare le braccia su strada».

Per chi fai il tifo?

«Non ho un campione di riferimento, tra quelli in attività però il mio preferito è sicuramente Van Aert, è completo e ho proprio un debole per lui, anche per come si comporta al di fuori delle gare. C'è una bella rivalità tra lui e Van der Poel, dividono la tifoseria. Io sono schierato con Wout».

Il tempo libero lo trascorri davanti a un pc o un tablet come la maggior parte dei tuoi coetanei?

«No, per me zero videogiochi. Non ho mai avuto una console in vita mia. Quando sono libero dal ciclismo e dalla scuola sto con i miei amici, mi dedico a loro».

Per conoscere tutti i dettagli e la classifica finale del Gran Premio Aude Kitchen CLICCA QUI

ALBO D'ORO OSCAR TUTTOBICI JUNIORES

1995    Valentino China
1996    Claudio Astolfi
1997    Crescenzo D’Amore
1998    Filippo Pozzato
1999    Damiano Cunego
2000    Antonio Bucciero
2001    Andrea Luppino
2002    Vincenzo Nibali
2003    Valerio Agnoli
2004    Eros Capecchi
2005    Jacopo Guarnieri
2006    Diego Ulissi
2007    Diego Ulissi
2008    Fabio Felline
2009    Luca Wackermann
2010    Paolo Simion
2011    Valerio Conti
2012    Umberto Orsini
2013    Simone Velasco
2014    Edoardo Affini
2015    Daniel Savini
2016    Alessandro Covi
2017    Michele Gazzoli
2018    Andrea Piccolo
2019    Andrea Piccolo
2020    Andrea Montoli
2021    Manuel OIOLI

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COMMENTI
meno male che c'è la famiglia
19 novembre 2021 11:13 geo
Con tutto il merito dei ragazzi e ragazze, bene o male c'è sempre una famiglia che aiuta, accompagna, trasporta e si fa in quattro per sostenere la passione dei figli.

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