CRISTINA TONETTI, I SOGNI AZZURRI DELLA FIGLIA D'ARTE

DONNE ALLIEVE | 15/10/2018 | 07:53
di Luca Galimberti

Cristina Tonetti ha da poco concluso la sua stagione ciclistica, un anno decisamente soddisfacente che ha portato l’Allieva del team Bike Cadorago a conquistare due titoli di Campionessa Regionale della Lombardia (Strada e Crono n.d.r.); due medaglie ai Campionati Italiani su Pista (bronzo Corsa a Punti e bronzo Team Pursuit con la Lombardia n.d.r.); il quinto posto alla rassegna Tricolore su strada di Comano Terme e il quarto posto alla Coppa Rosa di Borgo Valsugana, oltre a diversi podi e piazzamenti sia su strada che in gare su pista.

Cristina ciao, presentati ai lettori di Tuttobiciweb.
«Sono nata il 6 luglio 2002, abito a Besana Brianza con papà Gianluca, mamma Gabriella e mia sorella Greta. Corro in bicicletta dalla categoria Giovanissimi; questa è la mia terza stagione con Bike Cadorago».

Come è nata la passione per il ciclismo?
«Fondamentalmente per curiosità: un giorno ho chiesto a mio papà, che è stato professionista, di farmi provare una bicicletta da corsa. Pedalare mi ha divertito da subito, così ho cominciato ad allenarmi e a fare delle gare. Ho praticato anche calcio ma ho interrotto per dedicarmi al ciclismo, sport che amo decisamente di più».

La tua prima squadra.
«Unione Ciclistica Costamasnaga».

Se torni con la mente alle tue prime gare, cosa ricordi con più piacere?
«La mia primissima gara, categoria G5. Quel giorno piovigginava e sono caduta nel riscaldamento. È stata anche la mia prima volta in ambulanza. Sembrerà strano ma nonostante tutto ero felicissima…. mamma un po’ meno». 

Il momento più emozionante della tua stagione 2018.
«Salire sul palco della Coppa Rosa per le premiazioni. Il quarto posto brucia un pochino, ma essere lì sopra con le migliori e vedere mamma e papà orgogliosi di me mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti».

Pensa alla stagione appena terminata, ci sono state gare che non sono andate come avresti voluto, piccoli rimpianti?
«La gara di Seren del Grappa mi ha lasciato l’amaro in bocca, mancava davvero poco alla vittoria. Per il resto sono contenta della mia stagione, sto crescendo piano piano e questo è l’importante».

Oltre alla bici che hobbies hai, cosa ti piace fare?
«Mi piace leggere ed ascoltare musica. Ho anche suonato nella banda giovanile del paese ma gestire gli impegni ciclistici, la banda e la scuola era difficile e quindi ho smesso».

Che strumento suonavi?
«Il corno».

Che scuola frequenti?
«Studio al Liceo Scientifico scienze applicate Bachelet di Oggiono».
 
Hai detto che ti piace leggere. Libro preferito?
«Qualcuno con cui correre, di David Grossman. L’avrò riletto due o tre volte!».


Canzone preferita.
«Non ne ho una in particolare. Ascolto spesso Ultimo».

A tavola.
«Amo mangiare la pizza. Durante la stagione mi controllo, ma di inverno non mi ferma più nessuno!».


Torniamo a parlare di ciclismo. Mi dici il nome di una atleta che ammiri?
«Ammiro molto Alice Gasparini. La conosco personalmente e la considero un esempio da seguire».

Tra i Prof al maschile, chi è il tuo “idolo”?
«Contador. Aveva un modo di correre diverso da tutti, manca al ciclismo pedalato un uomo come lui».
 
Ci sono, nel gruppo di Allieve, atlete che ammiri e a cui ti senti particolarmente legata?
«Sì. Eleonora Gasparrini, Francesca Barale e Sylvie Truc, sono grandi avversarie, ma il ciclismo va anche oltre il colore della maglia».

Per quanto ti riguarda come ti immagini la prossima stagione, la tua prima tra le Junior?
«Il passaggio di categoria non mi spaventa. Sono pronta a sbagliare, perché solo sbagliando si impara».
 
Resterai a Cadorago?
«Si. Bike Cadorago ormai è molto più di un team in cui correre, è la mia seconda famiglia».

Cosa sogni per il tuo futuro sportivo?
«Mi piacerebbe vestire la maglia azzurra, ma la strada è lunga».

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