IL PASTO AL GIRO. I RACCONTI DI CALIMERO

STORIA | 13/06/2018 | 09:08
Quarantadue anni fa aveva deciso di smettere. “Era il 10 giugno. Giro d’Italia 1976, ventesima tappa, Vigo di Fassa-Terme di Comano, 170 km, con Manghen e Bondone. Fuga a due, io e Luciano Conati che, poveretto, non c’è più. Passo primo sul Bondone, e sarò l’unico italiano a essere passato primo su un gpm di prima categoria in quel Giro. Conati mi spiega che non può tirare, dietro ha i suoi capitani, e Gibì Baronchelli è in classifica. Così porto a spasso Conati per 70 km e lui, in volata, mi batte. Dopo le interviste, raggiungo il massaggiatore e gli dico: ‘Ti lascio la bici, mi cambio, metto i miei abiti, torno a casa, mollo il ciclismo’. E gli spiego: ‘Non è giusto, così’”.

Quarantadue anni dopo Enrico Guadrini (nella foto con Davide Martinelli), la bici non l’ha mai lasciata. Anzi: ne ha fatto casa e lavoro, sport e salute, eredità e testimonianza, una ragione di vita e una miniera di ricordi. Tra i 10 anni da professionista, poi quelli da direttore sportivo, infine – ancora e sempre – da ciclista, nel senso del negoziante e del meccanico, ma anche del pedalatore per passione, per necessità spirituale e fisica, i suoi racconti sono pezzi di storia e di teatro.

Il primo racconto: “L’ammiraglia della Molteni fonde, Eddy Merckx al rifornimento non ha nessuno e niente, gli allungo la mia sacchetta e gli dico di prendere quello che vuole, lui estrae solo una borraccia di acqua e una lattina di Coca-Cola, io insisto, lui rifiuta. Per me è finita lì. Invece la mattina dopo, alla partenza, Giorgio Albani, il suo direttore sportivo, si avvicina e mi fa: ‘Per quel gesto lì, per te la porta sarà sempre aperta’. Allora mi stupii, adesso mi commuovo”. Guadrini non chiese mai nulla, ma ci pensò Merckx.

Il secondo racconto: “Giro di Svizzera. Corro per i traguardi volanti, un po’ perché in squadra abbiamo corridori svizzeri, un po’ perché sono soldi, franchi svizzeri. E conquisto la maglia. Però la Brooklyn, uno squadrone, Franco Cribiori a dirigerlo, mi attacca. Ai meno 2 Merckx mi si avvicina e mi dice di prendergli la ruota, e fa una tirata che non finisce più, tant’è che ai 200 gli urlo, con quel poco fiato che mi rimane: ‘Eddy, siamo soli’. Lui e io, gli altri staccati. Allora lui si fa da parte e mi lascia vincere”.

Guadrini: detto “Calimero” da Ettore Milano, suo d.s. alla Zonca, perché gli bastava un po’ di sole per diventare nero, o detto semplicemente “Guadro” o “Quadro”, aveva Merckx così nel cuore da battezzare Eddy suo figlio. Il terzo racconto: “Incontro Merckx alla Fiera del ciclo di Milano. E sono lì con mio figlio. Allora prendo Eddy, che ha sette-otto anni, e lo porgo a Merckx, e gli dico: ‘Questo è il tuo bambino’. Lui lo prende fra le mani e lo fa volare”. Il quarto racconto: “Giro d’Italia, la tappa prima della Maielletta, sento José Manuel Fuente dire a Merckx: ‘Tu quando arrivi domani, io ho già fatto le premiazioni’. Pronti-via, la squadra di Merckx si mette a tirare come se non fosse domani, il gruppo si sfila, si sfilaccia, si spezza, si frantuma, dopo 60 km di Adriatica c’è già chi è a 10 minuti, E Merckx straccia Fuente”. Ma c’è anche una volta in cui… Il quinto racconto: “Giro d’Italia 1974, tappa Pietra Ligure-Sanremo, Merckx attacca, pensa di avere staccato Fuente, rimaniamo in una ventina, ma Fuente c’è, e quando Merckx se ne accorge, per la rabbia, in galleria pianta due frenate, noi inchiodiamo, forse qualcuno cade, fuori dalla galleria protestiamo, ‘Così non si fa, è antisportivo’”.

Così va la vita. Il sesto racconto: “Parigi-Nizza. Guardo Merckx e gli dico che pedala basso, quattro-cinque millimetri. Lui alza il bracco, chiama l’ammiraglia e cambia bici. Dopo quattro-cinque chilometri mi si affianca e mi chiede di guardarlo. Lo guardo e gli dico che è ok. Lui alza il braccia, chiama l’ammiraglia e ordina di regolare tutte le bici – ne aveva quattro o cinque – come quella su cui pedala”. Il settimo: “Un giorno Merckx mi dice: ‘Se mi arrivi davanti in salita, vuole dire che per me è ora di smettere. Al Giro del 1976 succede quattro-cinque volte. Fu di parola”. L’ottavo: “L’ultimo anno nella Zonca. Milano mi dice: ‘Ho fatto due conti, con il ciclismo non hai fatto i soldi, adesso devi rimboccarti le maniche e cominciare a lavorare’. E mi aiutò ad aprire il primo negozio”. Il nono: “I primi due anni da direttore sportivo con Dino Zandegù. La mia fortuna: lui a mangiare e bere, parlare e intrattenere gli sponsor, io con i corridori”. Il decimo: “La prossima volta”.
E “Calimero” va. Un pomeriggio al Giro d’Italia Under 23, lontano dall’officina e dal negozio di Casalmarano, non di più.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Un tempismo perfetto! Con uno scatto negli ultimi trecento metri della Novelda - Alto de Pinos, Giulio Ciccone è andato a prendersi la seconda tappa della Vuelta Valenciana 2023 disputata sulla distanza di 178 chilometri.  Il 28enne della Trek Segafredo  ha anticipato Tao Geoghegan...


Si sono conclusi a Roma, presso l’Hotel Hilton di Fiumicino, gli stati generali dello sport organizzati dall’Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi (ADICOSP) con il supporto di Lions H Corporate e in collaborazione con l'Università di Teramo. Presente, alla sua prima...


Ce lo aveva detto che aveva tanta voglia di vincere e oggi Davide Formolo è stato di parola, andando vicinissimo al successo nel scenografico arrivo di Harrat Uwayrid, quarta tappa del Saudi Tour 2023. Il corridore di Marano di Valpolicella...


La Bagard - Aubais, seconda tappa dell'Etoile de Besseges 2023, è stata neutralizzata a causa di una maxicaduta avvenuta quando mancavano 22 km dal traguardo e gli atleti ne avevano già percorsi 148. Al comando c'era un plotone di 18 uomini...


È un uomo felice, Paolo Belli, e lo racconta con una foto affidata ad Instagram. Tra una piece tratrale, un concerto e uno show, il cantante modenese non dimentica infatti il suo grande amore per la bicicletta e racconta: «Da...


Scalatori alla ribalta, come da copione, nella quarta tappa del Saudi Tour 2023, la Maraya - Harrat Uwayrid di 163.4 km. Ad imporsi è stato il portoghese Ruben Guerreiro, passato quest’anno alla Movistar, che ha preceduto Davide Formolo (UAE Team Emirates)...


L’edizione n. 46 del Tour of the Alps, l’evento ciclistico internazionale che andrà in scena dal 17 al 21 aprile sulle strade dell’Euregio, si profila in modo promettente. L’evento UCI Pro Series erede del Giro del Trentino ritrova tutto il...


Cresce l'attesa per la Milano-Sanremo presented by Crédit Agricole che, come da tradizione, aprirà la stagione delle Classiche Monumento. L'edizione 114 della "Classicissima", organizzata da RCS Sport e in programma sabato 18 marzo, farà registrare una novità importante in quanto prenderà il...


Turismo, Scatto (Lega – LV): “Il turismo parte preponderante dell’economia veneta. Il piano tratta di tematiche che partono dalla gestione dei flussi turistici allo sport in grado di attirare turisti” “Il turismo è parte fondamentale dell’economia del nostro Veneto e...


La Speedmax non è solo una semplice bici da triathlon,  è diventata leggenda a suon di record e vittorie ed è costantemente aggiornata e migliorata sotto ogni punto di vista dagli ingegneri Canyon. Con lei alcuni dei migliori atleti del pianeta hanno vinto...


TBRADIO

-

00:00
00:00
VIDEO





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Mental Coach