GIRO, ISRAELE E IL FRONTE DELL'ODIO ALL'UNIVERSITÀ

STORIA | 16/04/2018 | 10:10
All'università Statale di Milano sale in cattedra il fronte dell'odio. Domani, in via Festa del Perdono va in scena un evento contro Israele.

Due sigle organizzatrici: Assemblea della Statale (studenti) e «Fronte Palestina». E questo gruppo, che nel nome si richiama alla «lotta internazionalista», è lo stesso che promuove la cacciata della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile, e lo ha già fatto fra l'altro con un documento delirante nella cui versione on line compariva una foto eloquente come poche: un gruppo di miliziani armati (probabilmente militanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) e la scritta: «Al fianco dei partigiani palestinesi».


L'appuntamento in Statale è intitolato «Cambia Giro. La Palestina e il Giro d'Italia» e parte dal pretesto della «Corsa rosa» per innestarsi nel filone di odio in cui si incontrano non solo i «boicottatori» di Israele, ma gli estimatori della «rivolta palestinese». E a Milano l'odio anti-sionista ha dato ampia prova di sé a dicembre, nel corso dei cortei «per Gerusalemme» in cui sono risuonati indisturbati anche slogan antisemiti. In via Festa del Perdono, si partirà dal No al Giro in Israele per passare a materiali di «informazione», video sulla «rivolta in corso» e domande di questo tipo: «Come lo sport può essere utilizzato per giustificare un'oppressione?».


Un evento del genere, ovviamente, suscita preoccupazione, nel mondo ebraico e non solo: «Molti non capiranno la gravità di questo evento ospitato dall'università milanese - commenta Davide Romano, portavoce della sinagoga Beth Shlomo - ma se in Francia abbiamo visto le tante aggressioni agli ebrei, gli attentati dei kamikaze e le bombe stragiste, è anche perché la società civile aveva acceso la miccia dell'odio, accogliendo a partire proprio dalle università questi pensieri fanatici di chi vuole cancellare Israele, gli ebrei e l'occidente intero. Faccio appello al magnifico rettore affinché annulli il convegno e insieme a lui faccio appello alle autorità politiche nazionali, regionali e cittadine perché condannino la manifestazione e chiedano di cancellarla, prima che diventi un problema di sicurezza per tutti».

«L'Università - rimarca Roberta Vital, dell'Osservatorio Solomon contro le discriminazioni, consigliera dell'Associazione delle donne ebree d'Italia - dovrebbe educare al rispetto della convivenza e della democrazia, attraverso dialogo e confronto, non con occasioni di odio e discriminazione senza contraddittorio». «La difesa dei palestinesi - aggiunge - non dovrebbe avere come obiettivo l'eliminazione di uno Stato democratico, ma cercare nella democrazia la soluzione». Vital vede i pericoli di una «ideologia che scomoda valori universali» per «incitare all'odio» di uno Stato descritto come un «male assoluto da eliminare», quando «al contrario offre esempi, come all'università di Haifa, di integrazione e convivenza tra ebrei e arabi israeliani».

da Il Giornale, pagine di Milano, a firma di Alberto Giannoni
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COMMENTI
israele
17 aprile 2018 12:36 siluro1946
In questi giorni in una pubblicità il sommo Indro afferma \"chi non conosce la storia non può capire il futuro\" figuriamoci il presente.

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