LE STORIE DEL FIGIO. GLI UOMINI NASCOSTI. GALLERY

STORIA | 07/08/2017 | 07:05
Erano i PAZZAGLINI, ora sono i RO.FRA. Sono oramai quarantadue anni che Pazzaglini, poi diventato Ro.Fra. sono una presenza costante in tutte le corse del calendario professionistico – e pure dilettantistico, almeno quello di vertice – delle gare ciclistiche italiane. Non sono nomi conosciuti dal grande pubblico degli appassionati che, giustamente vien da dire, hanno occhi e cuore soprattutto per i corridori ma sono ben noti agli organizzatori e agli addetti ai lavori di varie tipologie.

Nei primi anni 1970 è Ivo Pazzaglini di Gemmano, borgo collinare alle spalle di Rimini, nota per le vicende belliche della seconda guerra mondiale come la “Cassino dell’Adriatico”, che inizia l’attività d’allestimento di partenze e arrivi di corse ciclistiche con transenne e palchi che allestisce con celerità. Ivo Pazzaglini, grande appassionato di ciclismo, è scomparso da pochi giorni, domenica 16 luglio, all’età di settantotto anni.

Allora le prime transenne erano in legno e fra i primi clienti annovera il Velo Club Forze Sportive Romane di patron Franco Mealli e i numerosi circuiti organizzati dal milanese Nino Recalcati. Il primo “incontro” fra le strutture di Pazzaglini e il Giro d’Italia avviene nel 1974, nella tappa di Sorrento del Giro d’Italia, coordinata allora da Carmine Castellano. Quattrocento metri di transenne, su entrambi i lati, erano allora un “lusso” perché l’organizzazione disponeva solo di poco più di cento metri di transenne del tipo a V rovesciata. Per coprire il rettilineo d’arrivo ci si affidava sempre alle risorse locali, così come per la diffusione fonica, con esiti non sempre rispondenti e consoni per la difformità e la scarsità delle strutture di cui disponevano gli enti locali solitamente.

Nel 1975 Pazzaglini con il suo autotreno di transenne di legno a listelli bianco-rossi e una verde Fiat 127 in appoggio, è arruolato direttamente dal Giro d’Italia per tutta la durata della manifestazione, operando di conserva con le strutture dell’arrivo e della partenza più pesanti e articolate gestite dalla OTAT di Sanremo, seguendo le indicazioni di Mimmo Filippi, scomparso di recente. Con Pazzaglini inizia la sua attività, occupandosi della diffusione fonica, la ditta Marchetti di Chieti di “don” Alberto Marchetti che, in due, con l’amico Giustino, assicurano ogni giorno l’amplificazione sonora sicura di oltre 500 metri dell’arrivo.

I Pazzaglini, oltre al titolare Ivo, mettono in campo Graziano Geri, detto "Grazianino", Graziano Casadei, “Grazianone” – per la struttura fisica – e il baffuto e segaligno Gino Morelli di Mondaino, allora giovanissimo, che ancora oggi, all’età di sessantacinque anni, è sempre in strada. I baffi sono bianchi ora ma il fisico con la caratteristica andatura fra dinoccolata e un po’ sgangherata, la vigoria e l’entusiasmo sono quelli di sempre per il “marchigiano” come viene scherzosamente indicato nel gruppo già dai tempi di Recalcati, attributo che respinge sempre con vigoria  con la sua sintetica eloquenza – se così si può dire -, rivendicando a pieno titolo la sua matrice orgogliosamente romagnola.

Con gli anni i Pazzaglini diventano in pratica una sorta d’istituzione nel settore dell’organizzazione ciclistica e in molteplici altre manifestazioni sportive, ma non solo operando anche per concerti, feste, eventi vari con strutture adeguate e modulate a secondo delle necessità con il record di transenne stese per le visite del papa. Oltre 24 chilometri di transenne sono state stese da Ro.Fra. al campo volo di Bresso, nei pressi del Parco Nord di Milano, in occasione della visita di papa Benedetto XVI nel giugno 2012.

Nel 1992 entra in società con Ivo Pazzaglini Guerrino Filanti, il papà di Roberto Filanti, uno degli attuali titolari della Ro.Fra. (acronimo di Roberto e Franco) con Franco Balzi e il figlio Fabio, sempre con in testa il suo cappello tipo “cow-boy”.

Ora la sede della Ro.Fra. Service è a Taverna di Montescudo di Monte Colombo, sempre sulle colline riminesi, dove è ricoverato il materiale che si è notevolmente moltiplicato e dove avviene la manutenzione dello stesso, aspetto importante dell’attività che richiede particolare cura.

Quello che non è cambiato dagli inizi, nonostante tutte le tecnologie, è il modo di scaricare, stendere e ricaricare le transenne dai mezzi, sempre con le braccia, in modo manuale, con notevole sforzo, mitigato dall’allenamento e dall’esperienza, ma sempre sforzo.

Da una quindicina d’anni il gruppo operativo Ro.Fra. è stato integrato da un nucleo di giovani, più o meno, siciliani della zona di Avola, il comune in provincia di Siracusa a forte vocazione ciclistica luogo d’origine di Carmelo Barone, Paolo Tiralongo e Giampaolo Caruso, professionisti con lunghe e valorose carriere.

Sono figure che si notano poco, ma lavorano molto e che hanno integrato all’originale vernacolo siciliano quello romagnolo, che si muovono con discrezione e cordialità sia agli arrivi, sia alle partenze.

Per la realizzazione delle strutture Ro.Fra. alle partenze della corsa rosa già da qualche anno opera un gruppo di maestri di sci della stazione piemontese di Sauze d’Oulx.

Il traguardo dei primi cinquant’anni d’attività è assai prossimo per i Pazzaglini e/o i Ro.Fra., come dir si voglia. E ne hanno percorsa tanta di strada, in tutti i sensi, nel ciclismo e in altre attività, con discrezione e spirito di servizio sempre apprezzati da tutte le componenti e le strutture di vario tipo che operano nelle aree di partenza e d’arrivo.

Sole, pioggia, talvolta neve, non importa, sono variabili che non condizionano più di tanto i ragazzi, di varia età, della Pazzaglini-Ro.Fra.


Giuseppe Figini
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