ABC di COSTA. I TWEET DI CONTADOR: E LA SPIEGAZIONE?

GIRO D'ITALIA | 06/05/2017 | 17:04
di Angelo Costa     -

C come Contador. Nel senso di Alberto, vincitore di due Giri d’Italia (un terzo gli è stato tolto dopo un complicato caso doping). Il giorno della partenza, via twitter, lo spagnolo ha fatto sapere ai suoi seguaci che «oggi è cominciata quella che per me è la corsa più bella del mondo». Siamo tutti in attesa del tweet che spieghi come mai, allora, non si è presentato al via.
 
P come Postlberger. Nel senso di Lukas, primo vincitore e leader di questo Giro. E primo austriaco a vestirsi di rosa: succede alla centesima edizione della corsa, anche la storia ha i suoi tempi. Nel suo primo giorno di gloria, ha affrontato situazioni inedite, dalle premiazioni alla conferenza stampa, fino a quella più imbarazzante: dover correggere i tanti che ancora non hanno capito come si pronunci il suo nome. C’è chi lo chiama Postepay, anche se non sembra che possa bastare un semplice versamento per andare in testa alla classifica. C’è chi lo chiama Poltergeist, anche se la presenza di Lukas in cima al Giro non ha l’aria di esser demoniaca. C’è chi lo chiama Pastamatic, anche se non risultano particolari predilezioni del ragazzo per le tagliatelle fatte in casa. C’è chi lo chiama Postalmarket, anche se è tutto da dimostrare che, spedendogli un vaglia, ti mandi a casa un ferro da stiro o un frullatore. A questo punto, meglio non chiamarlo: come è successo a Olbia, arriva da solo.
 
R come Rai. Nel senso di televisione ufficiale del Giro d’Italia. All’edizione numero cento si è presentata in pompa magna, con novità rivoluzionarie: ad esempio, si è inventata uno studio a Roma, a centinaia di chilometri dalla corsa, affidandolo a conduttori che di bicicletta conoscono quella per andare al supermercato e con un cast di ospiti da far rimpiangere il mitico Gigggetto Sgarbozza. Ma la straordinaria innovazione, che presto sarà presa a modello dai principali broadcast internazionali, è il Processo alla Tappa, appuntamento che di storico ha ormai soltanto il titolo: ovviamente, arriva sempre al termine della diretta, ma ha un limite tassativo fissato alle 17,45, orario in cui la linea torna al programma da studio. In pratica, dipende dalla durata della tappa: se questa si allunga fin quasi alle 18, addio Processo, come è successo nelle prime due giornate in Sardegna. E’ stato come dare ai ciclisti un telecomando: se la trasmissione non piace, basta semplicemente rallentare.
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COMMENTI
RAI
6 maggio 2017 17:30 teos
Come al solito un contenitore di enigmi (giusto per non andarci sul pesante visto che siamo ancora al secondo giorno di gara): ma dico, è proprio necessaria tutta questa giostra di orari ostaggi della programmazione di Rai 2, quando hanno quel bel canale tematico sul 57 e 58? Che ce li hanno a fare due canali di Rai Sport se non li usano nemmeno per le dirette di quei 4 eventi rimasti (Coppa Italia per il calcio e gare di ciclismo) che si contano sulle dita di una mano? Ieri convinto, a rigor di logica che appuro non venga tanto usata a Viale Mazzini, che la gara fosse su Rai Sport mi sintonizzo sul 57 e con sbigottimento constato che avevano dirottato il Giro su Rai 2 per trasmettere sul canale tematico una replica della DOMENICA SPORTIVA DELL'84!! Speechless, direbbero gli anglofoni.

il circo
7 maggio 2017 09:48 andy48
Alla RAI non hanno ancora capito, o forse lo sapevano 30 anni fa ma l'hanno dimenticato, che il Giro e' una corsa ciclistica. A me, e penso ad altri, non m'importa nulla di VIP di dubbia provenienza, insomma gente che di ciclismo non capisce assolutamente nulla, ma che trova spazi nei vari siparietti mattutini o nel primo pomeriggio, creando dei programmi inguardabili e perfino imbarazzanti. A parte la telecronaca, ne esce una zuppa immangiabile, con collegamenti di qua e di la' che nulla aggiungono alla narrativa della corsa, anzi, distolgono la concentrazione.

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