Il ciclismo e il Coni lanciano l'allarme: Disastro doping

| 02/12/2008 | 16:50
E’ stato Gianni Petrucci stesso a lanciare l’allarme. Il presidente del Coni è stato lapidario. «Con eventuali, ulteriori tagli di bilancio, il ciclismo italiano rischia di non poter partecipare alle qualificazioni e alle prove di coppa del mondo». Lo sport italiano in generale non naviga nell’oro, e se il Governo ridurrà i finanziamenti al Coni, le prime vittime saranno proprio le federazioni più importanti, e quella ciclistica è una di queste,con tagli che inciderebbero dal 25 al 35 per cento. «Attualmente il contributo annuale Coni dichiarato è di 5 milioni, 619 mila euro - spiega la signora Cristina Gabriotti, segretaria generale della federciclistica, validissima collaboratrice del presidente Di Rocco - ma in realtà in questa somma sono incluse anche le spese per le risorse umane (il personale: 70 dipendenti tra Roma e Milano- ndr) che ammontano a 576 mila euro e vi sono compresi 70 mila euro che il Coni deve ancora darci». La sopravvivenza. E’ un problema quasi di sopravvivenza per il ciclismo, già alle prese con una seria crisi di immagine e di comunicazione per le storiacce di doping che lo tormentano. Già, il doping. E’ uno dei costi che incide sensibilmente sul bilancio. La prevenzione e i controlli hanno un costo altissimo per una federazione che vuole mantenere alto il livello di guardia. Quest’anno sonostati spesi 500 mila euro per i controlli antidoping effettuati: 450 più 100 a sorpresa decisi da Coni e Uci. Il presidente. Renato Di Rocco, romano, 62 anni è da una vita nel ciclismo e nello sport in generale. E’ stato uno dei migliori maestri dello sport laureati nel’71 dalla grande scuola Coni, ideata dal mitico presidente Giulio Onesti. Di Rocco è nato con la bici, si può dire, la sua famiglia costruiva le “Bici Romeo”, quelle con cui Vittorio Adorni, Livio Trapé e tanti altri cominciarono a la carriera. «Nel 2005, quando sono stato eletto, ho trovato una situazione disastrosa - ricorda Di Rocco - c’era un deficit che superava i quattro milioni di euro, 4200 per la precisione, in questi anni l’abbiamo praticamente abbattuto, siamo fuori di circa un milione e mezzo circa. Abbiamo abbattuto circa tre milioni riducendo o annullando moltissimi costi e aumentato il bilancio, portandolo da nove milioni e mezzo a circa dodici. Abbiamo avuto dal Coni un prestito di 800 mila euro da estinguere nel 2009, in due anni. Per partecipare alla coppa del mondo su pista - spiega Di Rocco - bisogna partecipare a tutte le prove di qualificazione, sparse in tutto il globo, americhe comprese, e queste hanno un costo altissimo. Basti pensare che i campionati del mondo ci costano oltre un milione e mezzo di euro». Un supporto di circa 2 milioni arriva dai main sponsor, Skoda e Aams, le scommesse di stato. A marzo ci saranno le elezioni, all’orizzonte non ci sono avversari in grado di scalfire la solida posizione dell’attuale presidente. Il problema maggiore. E’ il doping. «Ho deciso a suo tempo di affidare i controlli al Coni, proprio per una maggior efficacia e serietà. Ma questi controlli - spiega Di Rocco - incidono parecchio nel nostro bilancio». La signora Gabriotti esemplifica: «Ogni singolo controllo urina ci costa 280 euro, quelli del sangue 220 e per trovare l’Epo 380. Nel 2008 abbiamo fatto 550 controlli: 450 più i 100 a sorpresa. Fate un pò i conti. Più di 500 mila euro spesi. E per contenere le spese molti li facciamo fare al laboratorio di Atene, molto meno caro di quello del Coni all’Acquaacetosa». «E purtroppo la trasparenza non paga - sottolinea Di Rocco - ci procura anzi gravi danni di immagine». I risultati sportivi. Il bilancio tecnico è ottimo. «Nel 2007 abbiamo vinto 25 medaglie e questo è stato l’anno record in 123 anni di vita della federazione - dice il presidente Di Rocco - ben 26 medaglie, sarebbero state 27 senza la squalifica della Bastianelli». In quattro anni sono aumentati i tesserati: ben 8.462 atleti in più dal 2005 a oggi e sono nate altre 138 società. Il futuro, dal punto di vista tecnico, è assicurato. Voterà Petrucci. Prossime elezioni Coni: Di Rocco voterà Petrucci. «Non si discute. Gianni ha lavorato bene, benissimo nelle attuali difficoltà. Petrucci è una garanzia per lo sport italiano». da Il Messsaggero a firma di Walter Gallone
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