ZEROSBATTI. 5 PUNTI FERMI PER LA SICUREZZA DEI CICLISTI (IN ATTESA DELLE CONSULTAZIONI MIT) - 4

APPROFONDIMENTI | 19/10/2026 | 08:30
di Federico Balconi, avvocato

12 Settembre 2026: il termine che il MIT (Ministero infrastrutture e Trasporti) aveva indicato, a noi di ZEROSBATTI e ad altre associazioni coinvolte, per inviare la risposta alla richiesta di consultazioni per la stesura del nuovo codice della strada. Non più di cinque punti, con indicate criticità e soluzioni, queste le regole per poter contribuire alla formazione della riforma.


Non ripetiamo qui il numero di incidenti, di ciclisti uccisi, di aggressioni che abbiamo registrato anche quest’anno, troppi e in costante aumento, e di come oggi la cultura sia lontana rispetto agli altri paesi Europei, ma che ci sia l’urgenza è ormai un fatto noto.


Le falle normative e culturali sarebbero ben più di cinque, a partire dall’obbligo dell’uso del casco, dall’impegno che dovrebbero mettere le realtà locali territoriali nel cambio culturale, ma anche sul piano pratico, agendo sulle situazioni di pericolo che si ripetono, come ad esempio nelle rotonde, nelle svolte o nei sorpassi…

Una norma però dovrebbe valere sempre e in ogni situazione: la PRUDENZA, che deve essere raddoppiata e triplicate quando sulla strada ci sono parti vulnerabili, ciclisti, pedoni e motociclisti, evitando qualsiasi manovra che possa anche solo ipoteticamente mettere in pericolo la vita di qualcuno.

Tra tutte ne abbiamo dovuto scegliere 5: ve le proponiamo in una serie di articoli per facilitare la lettura, la comprensione e, se volete, anche il dibattito.

4) IL SORPASSO SOLO IN SICUREZZA

La manovra che in assoluto ha la maggior criticità è quella che regola il sorpasso. L’attuale codice imporrebbe una distanza minima dal ciclista di almeno 1,5 mt, ma con una condizione: “ove le condizioni della strada lo consentano”.

Nessun cenno alla velocità e alla prudenza e a come si debba svolgere questa manovra. La condizione svolta il dispositivo e nessuno, tra gli automobilisti, la rispetta e le conseguenze in caso di urto a forte velocità sono sempre gravi o gravissime o letali.

La sicurezza di questa manovra non dipende soltanto dalla distanza laterale, ma anche dalla velocità del veicolo sorpassante e dalla differenza con quella del ciclista, dalla visibilità, dalla larghezza disponibile e dalla possibilità di completare integralmente il sorpasso senza rientrare anticipatamente, tenendo conto appunto della vulnerabilità del ciclista, dei possibili sbandamenti cui è soggetto, del vuoto d’aria che si crea quando un veicolo sorpassa a forte velocità.

Occorre chiarire e imporre agli automobilisti che, se non è possibile garantire la distanza di sicurezza prevista, e se non vi sono le condizioni per garantire un sorpasso sicuro, il sorpasso non va effettuato.

La norma dovrebbe disporre in questo modo: «Il conducente del veicolo a motore che debba sorpassare uno o più ciclisti deve iniziare la manovra soltanto quando disponga di visibilità e spazio sufficienti per compierla integralmente in condizioni di totale sicurezza. Prima e durante la manovra di sorpasso il conducente del veicolo a motore deve adeguare la velocità alla situazione concreta, riducendo il differenziale di velocità rispetto al ciclista di Massimo 10 km orari in piu, mantenendo per tutta la manovra una distanza laterale non inferiore a 1,5 metri.

Qualora la larghezza della carreggiata, la presenza di traffico proveniente in senso opposto, la visibilità, la segnaletica o qualsiasi altra condizione non consentano di rispettare la distanza laterale prescritta di almeno 1,5 mt e di completare la manovra in sicurezza, il sorpasso è vietato e il conducente deve attendere che sussistano condizioni idonee.

Quando le norme sulla segnaletica e sulla circolazione lo consentono, il conducente può impegnare in tutto o in parte la porzione di carreggiata posta oltre la linea di mezzeria esclusivamente nella misura necessaria al sorpasso e previa verifica dell’assenza di pericolo per i veicoli provenienti in senso opposto e per ogni altro utente della strada.

Il rientro nella corsia a fine sorpasso deve avvenire lasciando al ciclista un margine di spazio sufficiente per la sua sicurezza, senza costringerlo a rallentare, frenare, deviare o modificare la propria traiettoria.»

La distanza laterale di almeno 1,5 metri è considerate di legge una condizione imperativa per effettuare la manovra: qualora non possa essere rispettata per le condizioni della strada, il conducente del veicolo a motore deve attendere finché non vi siano le condizioni qui enunciate.

Il conducente del veicolo a motore che si accinge alla manovra di sorpasso di uno o piu ciclisti deve tener conto della vulnerabilità degli stessi, del fatto che siano soggetti a sbandamenti e oscillazioni, su equilibrio precario e pertanto dovrà usare le maggiori cautele possibili nel compiere tale manovra per garantire loro di passare incolumi”.

La modifica mira a trasformare la distanza laterale di sicurezza da mera indicazione a requisito effettivo ed essenziale per poter compiere la manovra, insieme a velocità e cautela verso la parte debole.

LA VELOCITA’ degli altri NEMICA DEI CICLISTI

Un dato certo emerge dalla nostra esperienza e soprattutto dalle casistiche raccolte dal 2017 ad oggi: l’eccessiva velocità è causa o concausa della maggior parte degli incidenti, non solo come causa diretta ma anche perché spesso non consente nemmeno una minima reazione alle normali oscillazioni di traiettoria del ciclista, irregolarità del fondo stradale, ostacoli, vento laterale o altre circostanze non imputabili al ciclista.

Gli automobilisti non sono abituati a tener conto della vulnerabilità e instabilità del ciclista, quindi una norma che imponga loro condotte di prudenza aiuterebbe ad alzare il livello di cautela e attenzione.

La legge, in questo caso il Cds deve quindi richiamare gli automobilisti all’attenzione quando trovano ciclisti sul loro cammino, ed adeguare la velocità, aumentare il livello di guardia, di cautele.

L’automobilista deve essere responsabilizzato nel prevenire situazioni di pericolo derivanti anche da possibili variazioni della traiettoria del ciclista. In particolare, nell’approssimarsi a uno o più ciclisti e durante l’eventuale manovra di sorpasso, il conducente deve ridurre la velocità in misura adeguata alla situazione concreta e mantenere una condotta tale da consentire l’arresto o altra manovra di emergenza in condizioni di sicurezza.»

In questo modo si darebbe forma alla qualificazione del ciclista quale utente vulnerabile della strada, traducendo la definizione in uno specifico obbligo comportamentale.

LIMITI INADEGUATI

La sicurezza nella convivenza tra veicoli a motore e biciclette non dipende esclusivamente dal rispetto del limite massimo di velocità, ma soprattutto dalla velocità da adeguare alla situazione concreta, e quando ci sono ciclisti, la legge deve imporre agli utenti più forti una Maggiore cautela anche nella velocità.

La bicicletta può essere fisiologicamente soggetta a variazioni di traiettoria determinate da buche, dissesti, detriti, vento laterale o normali esigenze di equilibrio.

4 - continua

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