L'ultima edizione del Giro del Piemonte ad aver premiato un corridore della Regione riporta a Italo Zilioli. Era Il 1970, si partiva e arrivava nel piccolo Comune novarese di Marano Ticino, e quel successo subalpino, datato 30 luglio era la conclusione più degna di un mese memorabile per l'allora corridore della Faema-Faemino, capace di vestire la maglia gialla al Tour de France, grazie al successo nella La Rochelle -Angers, simbolo del primato conservato fino a Valenciennes.
All'atto pratico Zilioli, legato da inossidabile amicizia ad Eddy Merckx, tenne in caldo Il primo posto nella classifica generale proprio al "Cannibale". Che, peraltro, vuoi mica si facesse poi mancare la vittoria al Giro del Piemonte, cosa che puntualmente avvenne nel 1972. Dove? Ancora (scalando il Mottarone) nella lillipuziana Marano, sede dell'evento grazie al patron Adriano Bossetti, ingegnere a capo della locale S.I.T.I. Una pagina di mecenatismo diventato via via sempre piu' raro nel ciclismo italiano.
Tornando a Zilioli, proveniente direttamente dai circuiti post-Tour, si presentò relativamente a fari spenti a quella che era indicativa per i Mondiali di Leicester. In gara l'oggi 85enne residente a Ruffia, in provincia di Cuneo, fece la voce grossa, guadagnandosi una convocazione in azzurro che era peraltro giustificatissima.
Ed è una settimana speciale dal punto di vista evocativo quella in corso per Italo Zilioli, che vinse la Tre Valli Varesine nel 1963 e la Coppa Agostoni nel 1964. Formidabili quegli anni sulla scena ciclistica torinese, guarda caso nel quartetto che monopolizzo' l'attuale Gran Piemonte figurava il canavesano Franco Balmamion, poi terzo alle spalle del toscano Simonetti, mentre la quarta piazza ando' a Pietro Guerra, con 30" dal vincitore. “Il toscano Simonetti, che aveva tentato di sorprendere il torinese scattando a meno di 2 chilometri dall'arrivo, è stato raggiunto e rimontato con irrisoria facilità quando Io striscione di Marano Ticino non distava ormai più di 700-800 metri. Balmamion e Guerra, gli altri due componenti del quartetto che aveva tenuto saldamente le redini di protagonista della corsa, non hanno avuto nemmeno la possibilità di tentare la loro carta nella volata per il successo. Altri quindici uomini, quelli che Zilioli aveva caparbiamente condotto all'attacco per più di 150 chilometri, sono giunti a più di un minuto dal vincitore, mentre il plotone con tutti i «grandi», da Basso a Gimondi, da Bitossi ad Adorni e Motta, "è finito a quasi 3 minuti da Zilioli” scriveva Gianni Pignata su La Stampa.
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