TOUR DE LANGKAWI MALUCELLI «PICKRELL MI RICORDA IL MATTEO DI DUE ANNI FA, INTANTO LA MIA MENTE E’ GIA’ SULLE TRE TAPPE FINALI»

PROFESSIONISTI | 29/09/2026 | 14:10
di Giorgia Monguzzi

Ormai è storia risaputa, quando Matteo Malucelli arriva in Asia si trasforma e negli sprint diventa praticamente imbattibile. Ormai superstar totale del Tour de Langawi, oggi a  Kuala Kngstar ha regalato al folto pubblico presente una volata imperiale che gli ha permesso di conquistare la terza tappa. Una giornata  caldissima quasi infinita che gli ha però permesso di salire a quota 8 vittorie totali nella corsa malese.  «La cosa difficile in queste corse è che ti chiedono di vincere proprio quel giorno, la squadra lavora tutta per te e non puoi sbagliare. Con il tempo ho imparato a gestire lo stress, i miei compagni mi motivano perché danno tutto per portarmi al traguardo nella migliore posizione possibile. A casa si sono allenati apposta per questo momento, stanno sacrificando le loro ambizioni personali per me, io non posso deluderli. »


Analizzando la giornata di Malucelli è evidente come la squadra sia stata praticamente perfetta fin dalla partenza, prima il grande lavoro di Alessio delle Vedove per controllare la fuga e poi il treno guidato da Syritsa che gli ha permesso di risalire velocemente il gruppo e lanciarsi nello sprint. «E’ stato uno sprint caotico, nell’ultima curva eravamo un po’ dietro e abbiamo dovuto recuperare. La squadra per le volate è perfetta, Syrista, Gonov e Gate sono straordinari, è il secondo anno che corriamo insieme, ci capiamo bene senza dover parlare e spero che anche nella prossima stagione ci sia la possibilità di lavorare bene e vedere quanti altri risultati possiamo raggiungere» ha spiegato Malucelli sottolineando poi il grande lavoro del giovane delle Vedove che in questi giorni malesi si è messo a totale disposizione della squadra faticando, ma anche imparando davvero tanto. «Delle Vedove è un bravissimo ragazzo, è venuto in Malesia per lavorare e sta cogliendo questa occasione per imparare il più possibile. Oggi ha tirato da solo per tantissimi chilometri permettendoci di arrivare freschi in volata. Il tour de Langkawi non è una corsa dura a livello altimetrico, ma se tiri tutto il giorno la fatica si fa sentire. E’ un velocista, eppure non si tira indietro quando bisogna aiutare la squadra»


Nel caldo infernale della Malesia, il portacolori del team XDS Astana ha dovuto vedersela ancora una volta con l’australiano Riley Pickrell che fino all’ultimo ha cercato di dargli filo da torcere. «Ho già corso con lui ad Alula e al Uae Tour dove è andato veramente forte, non è assolutamente l’ultimo arrivato. In questi giorni mi sta dimostrando particolarmente determinato, gli manca solo la vittoria e credo prima o poi ci riuscirà. Mi ricorda molto il me del 2024: continuavo a prendere batoste da de Kleijn ma poi alla fine mi sono rifatto alla grande. Oggi dopo l’arrivo gli ho detto “credici perché sei forte, il giorno arriva”, personalmente speriamo arrivi dopo il Langkawi» Nella prossima volata Pickrell proverà sicuramente a prendersi una rivincita, ma per il momento i fatti parlano di un Malucelli più forte. Il romagnolo ha tutti i favori del pronostico ma non soffre il peso delle aspettative, ormai sa come gestire il peso sulle sue spalle.

Domani il Tour de Langkawi entra nelle sue giornate decisive, due tappe per scalatori puri in cui Malucelli dovrà solo pensare a gestirsi in attesa delle tre frazioni finali. Cameron Highlands, Genting Highlands, l’obiettivo sarà solo quello di portare la bici al traguardo, ma la domanda viene spontanea, un velocista puro come vive queste scalate infernali? «Spero che le prossime due giornate passino velocemente, mentalmente saranno durissime perché parti senza un obiettivo, devi solo arrivare al traguardo. Da una parte è più semplice perché non hai la pressione di dover fare un risultato a tutti i costi, è come essere in allenamento, ma non devi rilassarti troppo altrimenti rischi di finire fuori tempo massimo. Fortunatamente con gli anni ho imparato a gestire queste situazioni, a sapere aspettare, al Giro ho fatto da Napoli a Milano aspettando una volata, oltre una settimana tutta in salita, qui fortunatamente sono solo due giorni»


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