«Noi siamo quella banca lì»
In un momento storico di "risiko bancario" dove le banche si assaltano e si assorbono a suon di Opas e titoli azionari, c'è chi resiste a difesa della propria identità. Prima banca di Lombardia e di Milano, quarta a livello nazionale, 24 miliardi di capitalizzazione in borsa, tre stelle polari: vicinanza alle famiglie e alle PMI, attenzione al territorio, nessuna velleità di espansione internazionale bensì l'ambizione di far le cose bene in Italia.
Si tratta di Banco BPM, evoluzione della specie di ciò che furono Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, che quest'anno festeggia il cinquantesimo anniversario con la Coppa Bernocchi e dallo scorso decennio abbraccia l'intero Trittico Lombardo. Nell'occasione, abbiamo parlato col direttore territoriale per Milano e la Lombardia settentrionale Marco Aldeghi, per farci raccontare sport e ciclismo come elementi fortemente strategici in tal senso.
Cosa significa per Banco BPM sponsorizzare lo sport?
«In un'epoca dove ci si accorge che le agenzie non possono estinguersi tutte per entrare nei telefoni e nelle app, lo sport è sia una passione che uno strumento di presenza concreta. Per noi la sponsorizzazione non è solo un impegno finanziario, ma vuol dire essere partner a 360 gradi: non mettere solo il marchio sulle maglie del Milan femminile, ma supportare concretamente le formazioni giovanili; non mettere solo il marchio nel giorno di una gara ciclistica, ma promuovere per tutto l'anno eventi legati a educazione stradale e cultura sostenibile; non limitarci a prendere atto dell'evento di cui siamo partner, ma esserne parte attiva dello sviluppo, come quando ci siamo spesi per arricchire la storica Tre Valli Varesine con la prova femminile. Significa investire nella socialità, restituire al territorio ciò che il territorio ci dà, ricordare alle persone che il mondo tutt'intorno può prendere varie direzioni ma noi rimaniamo sempre "quella banca lì"».
In quante e quali altre discipline siete attivi oltre a calcio e ciclismo?
«Un elenco esaustivo di ogni singola realtà è quasi impossibile, tanto siamo impegnati nell'ambito sportivo; dalla pallavolo, con la Vero Volley Milano di cui siamo stati partner per un decennio, per poi passare il testimone al nostro partner di pagamenti digitali Numia, fino alla Igor Volley Novara, passando per le squadre della Milano Padel e per corse campestri internazionali come il Campaccio (a San Giorgio su Legnano, vinto per due anni di fila da Nadia Battocletti) e la Cinque Mulini di San Vittore Olona. Inoltre, una chicca che testimonia l'impegno di Banco BPM in diverse parti d'Italia: il team di pallamano femminile di Erice, magnifico borgo siciliano, dove contribuiamo pure al palazzetto, in una regione dove magari certi investimenti faticano ad arrivare».
Cosa rappresenta per voi il ciclismo?
«Se parliamo di presenza sul territorio, cosa c'è di meglio dello sport che va direttamente sulle strade e tra le case in maniera capillare? Paesi pieni di gente, l'alchimia di corridori e ammiraglie, un tifo che è lo stesso di quando correvano Coppi e Bartali, Gimondi e Merckx, Moser e Saronni, uno sport che evolve a ritmi vertiginosi ma al contempo racchiude gli stessi valori, lo stesso entusiasmo, la stessa fatica. Poter dare un "tocco di colore" in più con gli striscioni Banco BPM e fornire un contributo reale all'indotto socioeconomico e alle manifestazioni, da quelle professionistiche a quelle giovanili, è già un ritorno per noi».
E cosa rappresenta, nello specifico, il Trittico Lombardo?
«Un modo per stare vicini alla Regione con la R maiuscola, quella istituzionale, e alla regione intesa come l'intero tessuto locale. Procedendo dalla sponsorizzazione più "antica" a quella più recente, la Coppa Bernocchi ci lega all'Altomilanese e a Legnano, il campanile più importante tra quelli che non fanno provincia. La Coppa Agostoni comprende la produttiva e laboriosa Brianza, la Tre Valli il fondamentale triangolo varesotto-bustese-gallaratese. Ci siamo presi a cuore la solidità e la continuità di questo appuntamento, che vogliamo proseguire a sostenere finché sarà possibile. Per questo siamo sensibili su un tema che per fortuna è emerso mediaticamente e speriamo sia preso in considerazione da chi governa il ciclismo mondiale: da crocevia della preparazione per la rassegna iridata, il Trittico ha finito per essere persino sovrapposto agli Europei...»
C'è un momento del Trittico che ricorda con particolare emozione?
«Di successi e imprese ce ne sono e ce ne saranno tante, viverle dall'interno è sempre bello. Vorrei però menzionare due momenti difficili e significativi. In primis il 2020, anno del Covid in cui le gare furono sospese a marzo e ripresero ad agosto. Si decise di organizzare una gara unica, un Gran Trittico Lombardo da Legnano a Varese il 3 agosto: senza pubblico e con ricavi economici nulli, trovare un grosso sponsor era difficile, ma noi decidemmo di sponsorizzarlo per la passione che ci unisce. Dopodiché passerei al 2024 e a una foto che ha fatto il giro del mondo: Renzo Oldani, incarnazione dell'amore per il ciclismo, che abbraccia Tadej Pogacar sotto il metro d'acqua piovuto su Varese; quel giorno Oldani dovette annullare la Tre Valli per un bene superiore, la salvaguardia degli atleti e l'applicazione di nuovi e migliori standard per la sicurezza».
Questa è la decima stagione senza una squadra italiana nel World Tour: dati i vostri sforzi nel ciclismo e la vostra dimensione fortemente italiana, vi piacerebbe essere coinvolti in un eventuale progetto?
«Nel caso dovremmo effettuare valutazioni estremamente oculate, comunque nessuno si è mai rivolto a noi».
Al di là di Banco BPM, qual è il rapporto di Marco Aldeghi col ciclismo?
«Un bambino che, come tantissimi, rimaneva incantato quando andava a vedere di persona il passaggio del Giro d'Italia. Un uomo che vede e prova lo stesso incanto pure oggi, nel ciclismo super tecnologico e coperto da telecamere fin dal chilometro zero. Mi piace inoltre andare in bici, soprattutto mountain bike. Da quando ho scoperto le e-bike mi è venuta ancora più voglia di prima: se prima scoppiavo sullo Stelvio, con l'assistita riesco a girare più a lungo e scalare 3-4 passi a ogni uscita».
Anche l'amministratore delegato Giuseppe Castagna è ciclista?
«No, ma ha un grande passato da nuotatore in acque aperte: ha attraversato il canale di Suez e ha partecipato alla Capri-Napoli, solo per citarne due; è stato campione italiano e partecipò alle Olimpiadi a Montreal nel 1976. Alla guida di Banco BPM c'è un vero Sportivo».
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