CICLISMO PIÙ SICURO COL NUOVO CODICE DELLA STRADA

APPROFONDIMENTI | 12/08/2026 | 17:33
di Silvano Antonelli

Finalmente buone notizie per la sicurezza dei ciclisti sportivi e delle gare ciclistiche. I giornali e le tv non ne hanno fatto praticamente cenno, ma nelle proposte di riforma del CdS, che il ministro Salvini ha sottoposto alla consultazione di operatori e associazioni del settore, ce ne sono diverse che riguardano il ciclismo. Un vero salto di qualità dopo anni e anni di rivendicazioni provenienti dagli operatori della sicurezza del nostro ciclismo e poco prese in considerazione se non in qualche caso. Modifiche che sono state messe a punto in questi mesi dal gruppo di lavoro incaricato dal Governo di predisporre la bozza definitiva del nuovo CdS secondo gli indirizzi della legge di riforma 177/2024. Per il ciclismo, va detto, un lavoro molto più trasversale di quello che politicamente è stato per la legge di riforma approvata a suo tempo coi voti della sola maggioranza. Vediamo insieme le  novità.


ABOLIZIONE DELL’AUTORIZZAZIONE – La norma, di carattere amministrativo, ma di grande impatto per organizzatori e direttori di corsa, è l’abolizione dell’autorizzazione fino ad oggi necessaria per poter svolgere le gare ciclistiche. Sostituita da una normale comunicazione preventiva da parte degli organizzatori contenente il programma della gara, le modalità di svolgimento e il numero dei partecipanti. 


Un atto di vera semplificazione e uno schiaffo a taluni atti vessatori che gli organizzatori sono costretti a subire per ottenere il diritto a svolgere manifestazioni che nella stragrande maggioranza sono un bene prezioso per la società e la formazione giovanile. Un atto di riduzione anche dei costi, vista l’insistenza di alcuni Enti per la richiesta di presentazione di ingiustificati nulla osta, piani di sicurezza, o per il sempre più diffuso pagamento degli oneri di istruttoria, addirittura di 300 euro come nel caso della Provincia di Oristano.  

Abolizione dell’autorizzazione coerente con l’ultima modifica dell’art. 9, che ha reso le competizioni consentite e non più vietate. Anche se andranno osservate le prescrizioni che gli Enti proprietari delle strade potranno far pervenire all’organizzatore per segnalare eventuali criticità.

Insieme a questo, interessante la novità, per chiunque partecipi alla competizione, dell’obbligo di rispettare le prescrizioni imposte dalle competenti autorità nonché quelle eventualmente imposte dagli organizzatori. Una violazione specifica a carico dei partecipanti che, nel testo vigente, rispondono invece in concorso con gli organizzatori.

Maggiore attenzione quindi alle comunicazioni (scritte e verbali) dell’organizzatore, quando queste contenessero prescrizioni aventi valenza di responsabilità per gli eventuali inadempienti.

ORDINANZE SEMPLIFICATE – Con sensibilità alla semplificazione di quanto burocraticamente è previsto per poter svolgere la gara ciclistica, quasi a sorpresa, ma molto opportunamente, viene introdotto il principio che la sospensione temporanea della circolazione o la chiusura della strada in occasione dello svolgimento di competizioni sportive, nel caso di più province interessate, il provvedimento è adottato dal prefetto del luogo in cui ha inizio la competizione, sentiti gli altri prefetti competenti. Fantastico. Una sola ordinanza per gara!

ESTENSIONE DEI POTERI DELLE SCORTE TECNICHE - Di grande efficacia e realismo pratico, è la modifica dei poteri delle scorte tecniche. Col nuovo CdS queste figure diventano “ausiliari di polizia” e come tali, limitatamente alle gare ciclistiche, assumeranno facoltà piena di segnalazione e di regolazione del traffico al pari dei normali agenti di polizia, con obbligo quindi per gli utenti della strada di sottostare alle loro indicazioni o richieste di alt. Facoltà estesa anche fuori dalla “bolla” inizio e fine gara, al fine di poter predisporre il miglior transito della competizione oppure far riprendere la circolazione immediatamente dopo il suo passaggio. Obblighi che la nuova normativa supporta, in altra parte del Codice, con l’aggiornamento dei casi in cui la circolazione è vietata, specificando ora anche il caso delle strade sulle quali si svolgono competizioni sportive in presenza di provvedimenti di chiusura della strada o di sospensione temporanea della circolazione.

Così come, in altra parte ancora, viene introdotto per gli utenti della strada l’obbligo di adeguare il proprio comportamento alle segnalazioni di regolazione del traffico anche degli “ausiliari di Polizia”, ovvero quindi anche delle scorte tecniche.

Precisazioni nuove e importanti che necessariamente dovranno trasferirsi nell’attività formativa delle autoscuole, con l’inevitabilmente obbligo di insegnare agli aspiranti patentati come le gare ciclistiche vengono segnalate, gestite, e con quali osservanze per i normali utenti della strada. 

ORDINANZE ED ESONERI – La specificità del ciclismo entra ulteriormente nel nuovo CdS con una precisazione che prima era solo contenuta nel Disciplinare, ossia che all’interno della “bolla” inizio e fine gara, cioè nell’ambito temporale ed entro il perimetro di efficacia dei provvedimenti di sospensione temporanea della circolazione, ai concorrenti e ai veicoli di supporto utilizzati per lo svolgimento della competizione, si applicano esclusivamente le regole sportive della disciplina di riferimento.

Questa norma, traslata dal Disciplinare al CdS e quindi fatta diventare legge di primo livello, assumerà particolare rilevanza in eventuali procedimenti giudiziari ai fini della tutela e delle responsabilità di quanti, al seguito della gara, dovessero subire sinistri con mezzi estranei alla gara.

LA SCORTA NEGLI ALLENAMENTI - Conseguentemente alla modifica dei loro poteri, le scorte tecniche potranno prossimamente essere utilizzate a protezione degli atleti in allenamento, quelli organizzati dalle società riconosciute dal Coni, secondo modalità che saranno meglio specificate nel relativo Disciplinare.  Al momento resta l’ipotesi che questi allenamenti “scortati” debbano godere di una specifica autorizzazione, ma non è detto che tale resti anche nel testo definitivo. Togliere l’autorizzazione per le gare ed introdurla per certi allenamenti qualche contraddizione si pone. Ma la riflessione è d’obbligo dal momento che il nuovo CdS, per questi particolari allenamenti, prevede che la scorta tecnica possa agire non solo come segnalazione ma anche come regolazione del traffico, ovvero di poterlo fermare all’occorrenza per consentire il transito degli atleti senza interferire sulla loro intensità d’azione.  

Allenamenti “scortati” introdotti come facoltà per le società sportive a cui vorranno farvi ricorso, lasciando alle altre di agire liberamente secondo i canoni tradizionali o le loro possibili risorse.

DOPPIA FILA – Allenamenti che nel nuovo CdS potranno beneficiare di una novità anche questa attesa da tempo, che ci mette al pari con altri paesi europei: quella, per i soli ciclisti sportivi, di poter transitare sulle strade extraurbane in doppia fila, con gruppi massimo di otto bici e distanziati tra loro di almeno 50 metri per agevolare comunque il sorpasso da parte dei veicoli a motore. Modalità non applicabile negli allenamenti protetti da scorta tecnica.

Il viaggiare affiancati e in piccoli gruppi, accoglie l’idea di dare ai ciclisti sportivi più sicurezza in ragione della loro maggiore visibilità, oltreché facilitare per i più giovani l’apprendimento delle tecniche di governo della bici quando insieme ad altri.

CASCO – È introdotto l’obbligo del casco per tutti i conducenti (e trasportati) di cicli a propulsione, le cosiddette e-bike o a pedalata assistita. Tale obbligo è esteso a tutti i conducenti di qualsiasi tipo di bici se di età inferiore a quattordici anni. Questa estensione, piuttosto riduttiva rispetto alle richieste di tanta parte del mondo sportivo, risente evidentemente delle pressioni di quelle associazioni che mai hanno voluto sentire parlare di obbligo. Averlo comunque introdotto per le bici a pedalata assistita, non è di poco conto visto il suo crescente utilizzo, così come è un segnale importante l’obbligatorietà per i minori di 14 anni, un oggettivo passo in avanti, che potrà lasciare sedimento nella cultura stradale anche dopo l’età adolescenziale.  

Complessivamente misure opportune per accrescere la sicurezza e ridurre il rischio di lesioni in caso di incidente. 

LUCE ROSSA POSTERIORE – Con l’intenzione di garantite maggiore protezione ai ciclisti, dando loro maggiore visibilità, compresi quelli con bici da corsa, è introdotto l’obbligo della luce posteriore rossa, da tenersi in funzione anche nelle ore diurne. Nulla di più saggio vista la costanza di sinistri che vede coinvolti i ciclisti lungo le strade extraurbane.

ESENZIONI DALLE PISTE CICLABILI – A tutela dei ciclisti che utilizzano la bici da corsa, è introdotta l’esenzione dall’obbligo di transitare sulle piste ciclabili ove queste presenti. Una norma indispensabile dal momento che i ciclisti sportivi su queste piste, per ragioni di spazio o di promiscuità con altri, non hanno l’effettiva possibilità di sviluppare la loro azione sportiva alla velocità necessaria, se non con eccessivo rischio. 

La possibilità dell’esenzione annulla il rischio di certe sanzioni e riduce  le responsabilità per sinistri eventualmente occorsi fuori dalla pista ciclabile.

HANDBIKE E BAMBINI – Per le bici handbike viene introdotta la segnalazione del mezzo con apposita bandierina. Una norma quanto mai opportuna, di fatto già praticata dagli interessati, che in questo caso viene estesa anche alle biciclette condotte da bambini minori di dodici anni.  

CICLISTI E ROTONDE – Per meglio tutelare i ciclisti all’interno delle rotonde, questi potranno transitare sulla corsia di sinistra, quella più vicina al centro, salvo poi le necessarie segnalazioni per uscire dalla rotonda stessa.

UN BUON LAVORO - Di queste norme, certamente perfettibili prima che il decreto-legge venga portato al voto del Parlamento, serve che il mondo del ciclismo, vista la consultazione indetta, le sappia apprezzare pienamente. Esse costituiscono una pagina innovativa e strategicamente importante per la tutela del ciclismo, dei corridori e delle loro competizioni. Sono il saggio e professionale contributo di tecnici e funzionari che il MIT ha giustamente coinvolto, alcuni dei quali molto vicini al movimento ciclistico, spesso presenti come esperti o relatori in convegni e seminari organizzati da società, gruppi di motostaffette o strutture federali. Dove altresì costante è sempre stata l’attenzione, la collaborazione e il sostegno progettuale del Servizio di Polizia Stradale del Ministero dell’Interno.

Presto si conosceranno gli esiti della consultazione avviata, e quindi anche l’importante giudizio che vorrà dare la nostra FCI insieme ai suoi organizzatori, società, corridori, tecnici, direttori di corsa ed operatori della sicurezza.

Ma intanto, per questo importante salto di qualità, un grazie e tanta riconoscenza a tutti i suoi protagonisti.


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COMMENTI
Le lucine sono a norma?
12 agosto 2026 22:33 Craven
Chi omologhera' la luce posteriore in strada? Perché per tutti i veicoli è previsto il controllo delle luci contestuale alla revisione del mezzo e la bicicletta ad ora non è soggetta a nessuna omologazione mctc.

Mi tocca essere d'accordo con Salvini?
12 agosto 2026 22:50 Miguelon
Sarebbe una prima volta!

Spiegatemi
13 agosto 2026 01:24 Smg1566
Quindi da domani con un gruppo di ciclisti tesserati possiamo viaggiare in doppia fila?

Prevedo
13 agosto 2026 07:26 GianEnri
Aumento di litigiosità con automobilisti ignari delle nuove norme.

CdS
13 agosto 2026 10:53 siluro1946
Più che un elenco di regole mi sembrano pii desideri. Se non si educano gli automobilisti ogni norma è vana, soprattutto non vengono elevate sanzioni e molte risorse non temono neanche quelle, tanto non le pagano.

per ora è soltanto una bozza
13 agosto 2026 11:42 Leonk80
vedremo se e cosa diventerà legge, ma visto le elezioni ormai prossime, e la pochezza di questa classe politica, temo che si preferirà accontentare il gruppo d'interesse più numeroso ovvero quello degli automobilisti.

Smg
13 agosto 2026 12:18 Craven
Questa cosa di dover essere tesserato per poter dire che ci si allena come ciclisti sportivi la trovo una gran cavolata. Se voglio mi alleno da sportivo anche senza essere tesserato, e che cavolo.

PASSO AVANTI, ORA VIGILARE
13 agosto 2026 16:09 motostaffetta
Molte delle tematiche riprendono questioni già emerse nelle diverse edizioni del Giorno della Scorta e nelle discussioni sul ruolo delle scorte tecniche.

Se le proposte verranno confermate, costituiranno un importante passo avanti per il ciclismo, sia sotto il profilo della sicurezza degli atleti sia per la semplificazione delle procedure relative alle competizioni, anche alla luce dell’evoluzione dell’art. 9 del Codice della Strada, che ha riconosciuto le competizioni sportive su strada non più come attività vietate, ma come attività consentite nel rispetto delle specifiche prescrizioni.

Particolarmente significativo è il rafforzamento delle funzioni delle scorte tecniche, che verrebbero riconosciute quali ausiliari di polizia con più ampi poteri di segnalazione e regolazione della circolazione. Proprio su questo, però, ritengo necessario un approfondimento per quanto riguarda l’impiego negli allenamenti: immaginare attività scortate anche in giornate lavorative, su percorsi ordinari e con elevati flussi di traffico, significa inevitabilmente aumentare impegno, responsabilità e oneri a carico delle scorte.

Ora occorre seguire con attenzione l’iter della riforma e soprattutto evitare che, nel passaggio dalla proposta al testo definitivo, vengano indebolite le disposizioni che oggi rappresentano un reale miglioramento per il ciclismo.

Sarà quindi importante che tutto il movimento — FCI, società, organizzatori, gruppi di scorte e operatori della sicurezza — faccia sentire la propria voce. Anche le prese di posizione dei singoli gruppi e delle società possono essere un primo, concreto strumento per sostenere queste proposte e accompagnarle fino alla definitiva approvazione.

Ma ci credete veramente?
14 agosto 2026 09:28 lupin3
Non passeranno mai tutte queste proposte, tanto più col clima di odio attuale in Italia verso il ciclismo sportivo. Sono solo parole e fumo negli occhi.

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