LE STORIE DEL FIGIO. MARIA TALAMONI, L'UNICA PILOTA DI STAYER ABILITATA UCI. GALLERY

STORIA | 12/08/2026 | 08:26
di Giuseppe Figini

Presentiamo in quest’occasione un “unicum” mondiale del ciclismo, ciclismo su pista, con un occhio che guarda al passato, passato quasi un po’ remoto, dato che si tratta della specialità del mezzofondo o stayer che dir si voglia. Le prove degli stayer ai campionati del mondo sono state abolite dall’UCI nel 1992 per i professionisti e, due anni dopo, la coda che esibiva l’etichetta “open”.


I mondiali del mezzofondo erano inseriti nelle contese su pista dei mondiali dal 1895 e furono vinti dal gallese James Michael che inaugurò la serie di grandi, diversi e storici stayer nel corso degli anni.


È sempre stata una specialità altamente spettacolare con le mastodontiche moto Indian con trasmissione a volano al cui rullo si accucciavano i pedalatori  con le speciali biciclette attrezzate e rapporti spacca gambe adatti però a sviluppare velocità molto elevate. Nei catini dei velodromi con curve sopraelevate collaudati per le velocità anche altissime  degli stayer, soprattutto nel nord Europa e dapprima anche negli U.S.A., andavano sovente in scena duelli rusticani fra i concorrenti con tattiche e strategie dettate – talvolta pure concordate – per mettere nel vento gli avversari e tenere protetto al rullo il proprio corridore.

Era una specialità che implicava ingenti spese per la manutenzione e il trasporto e gli spostamenti dei mezzi motivi per i quali, ufficialmente, il consesso mondiale del ciclismo ne decise l’abolizione. Un po’ una sorta di foglia di fico per non dichiarare che nello svolgimento delle attività su pista gli stayer – allenatori e corridori – sovente mettevano in atto comportamenti che non sempre (eufemismo) si ispiravano al puro spirito decoubertiniano….

L’intento della premessa di questo scritto è per fornire almeno un’indicazione di quella che è stata una lunga e rombante storia. E, all’interno di questa, uno spazio di ricordo è dedicabile a una signora, Maria Talamoni, l’unica donna che sia riuscita a conseguire il brevetto di pilota-stayer a livello mondiale, Un lampo rosa in un ambiente dominato in modo totalitario da nerboruti e scafati (corridori e guidatori)  con prevalenza numerica dei paesi nordeuropei, salvo alcune eccezioni, anche italiane. di primo valore.

E la signora Talamoni, a 56 anni dalla nascita, ricorda che ha rischiato di venire alla luce in moto in quanto la mamma per tutto il periodo di gravidanza, guidava la motocicletta, come era solita fare così come per il marito, nella quotidianità. E sempre una moto Guzzi. La famosa marca con sede a Mandello del Lario (Lecco), frequentata con assiduità dalla famiglia Talamoni per i vari eventi. Il marchio lariano era anche il fornitore ufficiale, per molto tempo, del Giro d’Italia e dei motomezzi della Polizia Stradale.

Il papà, Pierluigi, nato nel 1926 e scomparso nel 2010, era un eclettico e polivalente artista  fra pittura, scultura, disegno e realizzatore di pregiate ceramiche, seguendo le orme del papà, Giuseppe, che fu tra i fondatori dell’Accademia Bosina,istituzione culturale per la valorizzazione delle caratteristiche del territorio e delle specificità, in vari settori, di Varese e dintorni.

La passione motociclistica si è  poi allargata alla bicicletta e la specialità del mezzofondo – o stayer - per dirla con il termine inglese che si può rendere in italiano come “prova di resistenza” era la mediazione maturale, quasi ovvia. Il connubio l’ha condotto a gestire, per una quindicina d’anni, eventi al velodromo varesino di Masnago, con fondo in cemento, unitamente al compianto Alfredo Maranesi, figura storica del Velo Club Mendrisio, blasonata società di primo piano con sede el vicino Canton Ticino e teatro di campionati del mondo di notevole valenza, in anni più recenti.

Una passione condivisa anche con il maestro dello sport Giancarlo Bassani e del suo collega-amico Angelo Lavarda, recentemente scomparso, entrambi residenti nel territorio varesino.

Con tutte le specialità della pista, il settore del mezzofondo godeva del loro particolare interesse per l’incidenza notevole del mezzo meccanico, messo in competizione con la dovuta, accurata preparazione per ottenere il miglior rendimento in pista, con lo spirito di vero cultore e curatore, di Pierluigi Talamoni.

Era una sorta di “club dei manetta” – così sono definiti in gergo milanese gli allenatori su moto, termine traslato da quello con il quale sono definiti in meneghino, i conducenti dei tram di Milano.

Era un po’ il polo lombardo della specialità, sovente in serrato confronto con il polo romano degli stayer. E per gli appassionati della specialità con i capelli bianchi (o anche senza..) sarà un buon esercizio di memoria ricordare corridori, allenatori e addetti vari.

E per la giovane Maria Talamoni è stato un tutt’uno condividere l’ambiente accanto al padre iniziando a girare in pista per accumulare esperienza guidando le moto Cagiva, marchio varesino dei Fratelli Castiglioni che aveva realizzato modelli speciali per lo svolgimento dell’attività stayer.

E nel 1992 ottiene il brevetto FCI per entrare nei ranghi degli stayer abilitati, unica “quota rosa”  che risulti nel settore a livello mondiale. La commissione d’esame nel 1992 era presieduta da Domenico De Lillo, specialista di primo livello, che Maria Talamoni ricorda sempre con un divertito sorriso così come la famiglia Dagnoni, depositaria di vari cimeli della specialità cara al loro papà Mario continuata ed esercitata anche dai figli, Cordiano e Christian, e molti altri colleghi, sovente amici nella vita ma sempre rivali (sportivamente) quando aprivano la manopola del gas del motore in pista e compivano manovre azzardate, al limite del regolamento, per mettere in difficoltà l’avversario di turno.

Maria ricorda quell’esperienza sempre con piacere anche se la scure dell’UCI nella prima metà degli anni 1990 le ha impedito di proseguirla con continuità

La moto, sebbene senza la “coda” del rullo, è comunque sempre il suo mezzo di trasporto preferito anche nella vita di tutti i giorni tuttora. Il mezzofondo, da tempo, prevede una versione definibile “light” con gli scoppiettanti derny, ciclomotori attrezzati ora anche con silenziosi motori elettrici e pedali, che comunque non rimandano più alle sensazioni ed emozioni del rombare e delle evoluzioni delle storiche motociclette nei caroselli della specialità.







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