E’ il 16 luglio 1978, si corre la tappa numero 16 del Tour de France, Saint Etienne – Alpe d’Huez (240,5 km). In maglia gialla c’è il coriaceo belga Joseph Bruyere, capitano della C & A dopo l’addio all’attività di Eddy Merckx. Sulla cima più mitica del Tour de France l’eccellente Bruyere perde la maglia gialla. Vince la tappa il belga Michel Pollentier della Velda-Flandria. Pollentier non è notoriamente uno stilista in bici: zigzaga molto e disperde energie. Comunque il corridore nato il 13 febbraio 1951 è potente, va forte e in alcuni casi diventa irresistibile.
Pollentier all’ Alpe d’Huez precede il quotato olandese Hennie Kuiper, Campione olimpico di Monaco 1972. Michel è nuovo leader in classifica generale. Pollentier sul palco indossa la maglia gialla festeggiatissimo e poi va al controllo medico. Nella sede antidoping del comitato di tappa non riesce a versare liquido nella provetta. “Sono disidratato, ho perso due chili di peso durante la tappa”, sostiene. E così viene consentito al nuovo leader del Tour di sottoporsi al controllo medico nel proprio hotel, scortato dal medico antidoping e dal giudice di gara designato dall’UCI come ispettore, Renato Sacconi, milanese classe 1924.
C’è il medico con l’ispettore, tutto sembra normale, coi numerosi tifosi belgi all’esterno della struttura che scandiscono slogan pro-Pollentier, vincitore l’anno prima del Giro d’Italia davanti a Francesco Moser e Gibi Baronchelli. Tuttavia la maglia gialla di Pollentier ha veramente i minuti contati. L’alfiere Velda-Flandria si ripresenta al controllo medico con un abbigliamento abbastanza robusto malgrado la temperatura di giornata decisamente elevata. Ha anche la maglia “della salute”, contrariamente a tutti gli altri sorteggiati che si presentano da medico dell’antidoping e ispettore Uci in canottiera.
Michel approfitta dell’imbarazzo che un uomo prova osservando un simile che urina: si mette di spalle, e dai pantaloncini fa uscire un tubetto. Mentre Pollentier versa il liquido nella provetta, i movimenti delle sue spalle catturano l’attenzione del commissario internazionale Sacconi. Il giudice lombardo si accorge che Michel in modo ritmato estende e contrae le braccia. E da qui tutto esce alla luce del sole: sotto le ascelle la nuova maglia gialla ha delle pompette che favoriscono il passaggio di liquido organico “immacolato” da un serbatoio.
Praticamente Pollentier non sta orinando bensì pompa liquido privo di sospetti nella provetta. Renato Sacconi (nel gennaio 1981 venne eletto consigliere nazionale FCI) segnala immediatamente il pacchiano tentativo di frode-doping a presidente di giuria e all’organizzatore Felix Levitan. Alle ore 20,20 del 16 luglio 1978 Pollentier è estromesso dal Tour de France, con vittoria di tappa assegnata a Kuiper. Nella tappa del giorno dopo sarà Joop Zoetemelk a partire con la maglia da leader della Grande Boucle.
A Pollentier il mondo casca addosso. Quella frode diventa un macigno senza però rappresentare un muro per la sua carriera. Il Tour de France 1978 se lo aggiudicherà Bernard Hinault in virtù di un’impresa nella cronometro individuale di 72 chilometri del terz’ultimo giorno. Pollentier nel 1978 riesce comunque a gareggiare nel finale di stagione e poi per altri 6 anni, 2 in maglia Splendor, gli altri alla Safir. Tra i successi di Michel nel post-frode Alpe d’Huez anche Freccia del Brabante e Giro delle Fiandre (edizione 1980, beffò Francesco Moser), e una tappa alla Vuelta a Espana.
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