PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

ABBIGLIAMENTO | 23/07/2026 | 08:03
di Aldo Peinetti

Sull’asfalto incandescente, un Jasper fa clic come un interruttore. Vale a dire “Si accende Philipsen”, come titola Gazzetta, che affida a Sergio Arcobelli la sottolineatura del fondamentale contributo di Van der Poel ai fini del primo trionfo in volata da parte del belga(il suo diventa “viag­gio fatto di cadute emo­tive, delu­sioni, cri­ti­che e, final­mente, di una libe­ra­zione”. 


E’un Tour che va in verticale, parafrasando il Corriere, e Marco Bonarrigo fotografa il predominio dellle multinazionali delle due ruote: “Vin­cono sem­pre loro: cin­que tappe su 17 alla Uae Emi­ra­tes (Poga­car + Del Toro), cin­que alla Sou­dal Quick-step (Mer­lier + Eve­ne­poel) e, ieri, la seconda per l’olan­dese Alpe­cin che dopo aver trion­fato con il divino Van Der Poel a Ussel ha uti­liz­zato il fuo­ri­classe olan­dese come loco­mo­tiva”.


Il “sentiment” dell’inviato di Repubblica si traduce in una sinistra apertura d’articolo: “Si sussurra in gruppo che il Tour stia vivendo un nuovo 1998 e non c’è nulla di cui essere felici”, racconta Cosimo Cito, dando conto della linea dura dell’Uci circa i test. Orcieres e la doppia Alpe d’Huez, almeno, abbasseranno un pò la media generale di 44,475 km/h, soprattutto facciamo nostro il monito di Pier Augusto Stagi su Il Giornale: “E adesso teneti forte, perché si fa sul serio. Non che fino a questo momento abbiano scherzato, perchè e da quindici giorni che vanno tutti come delle ventole”. Teniamoci forte allora.

Nel frattempo, sentito grazie ad Alexandre Roos de L’Equipe, per aver ricordato al lettore l’esistenza di una serie tv chiamata Mad Max: lo ha fatto giocando felicemente sul contrasto tra l’atmosfera di quiete dei bagnanti attorno al Lac Bourget e “lo scenario di pura furia” che si consumava sul nastro d’asfalto lungo la riva. Immagini piuttosto in antitesi, ma come sa comprendere tutto il Tour…

GAZZETTTA DELLO SPORT
SI ACCENDE PHILIPSEN
Come una mon­ta­gna russa. È l’imma­gine scelta da Jasper Phi­lip­sen per rac­con­tare il suo Tour de France, un viag­gio fatto di cadute emo­tive, delu­sioni, cri­ti­che e, final­mente, di una libe­ra­zione. Al ter­mine dei 174,7 chi­lo­me­tri da Cham­béry a Voi­ron, nella fra­zione di tran­si­zione tra la cro­no­me­tro e il ter­ri­bile trit­tico alpino con oltre 10.000 metri di disli­vello com­ples­sivi, il velo­ci­sta belga ha final­mente potuto alzare le brac­cia al cielo. «Ho dovuto aspet­tare la dicias­set­te­sima tappa...», sor­ride Phi­lip­sen, con quella miscela di sol­lievo e incre­du­lità che rac­conta più di qual­siasi parola. (Sergio Arcobelli)

CORRIERE DELLA SERA
LIBERAZIONE PHILIPSEM, ADESSO IL TOUR VA IN VERTICALE 
Vin­cono sem­pre loro, le mul­ti­na­zio­nali delle due ruote: cin­que tappe su 17 alla Uae Emi­ra­tes (Poga­car + Del Toro), cin­que alla Sou­dal Quick-step (Mer­lier + Eve­ne­poel) e, ieri, la seconda per l’olan­dese Alpe­cin che dopo aver trion­fato con il divino Van Der Poel a Ussel ha uti­liz­zato il fuo­ri­classe olan­dese come loco­mo­tiva per lan­ciare lo sprint vin­cente dell’amico Jasper Phi­lip­sen. Jasper The Disa­ster (cade e fa cadere spesso e non di rado pastic­cia a tenere la posi­zione) aveva già con­qui­stato dieci fra­zioni nelle quat­tro edi­zioni pre­ce­denti e ieri ha com­ple­tato la col­le­zione. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
TOUR, RESTA LA LINEA DURA SUI TEST
«LA LOTTA AL DOPINF E' LA PRIORITA'»
Si sussurra in gruppo che il Tour stia vivendo un nuovo 1998 e non c’è nulla di cui essere felici. Ieri in Savoia si passava sulle strade della famosa protesta contro i blitz della  
Gendarmerie che avevano portato all’affaire Festina, alla fuga di sei squadre, a pagine da dimenticare di un’edizione, per gli italiani, indimenticabile. La foto di Pantani seduto a centro strada, il clamoroso sciopero: i paragoni al momento si fermano qui, però se ne parla anche in corsa. Intanto si va a tutta. 47 di media ieri da Chambéry a Voiron con vittoria del belga Jasper Philipsen, che ha riaperto la sfida a Pedersen per la maglia verde della classifica a punti. Nel bel mezzo della tappa l’Uci ha preso per la prima volta parola. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE 
ASSIST VAN DER POEL E PHILIPSEN SI SBLOCCA
E adesso teneti forte, perché si fa sul serio. Non che fino a questo momento abbiano scherzato, perchè e da quindici giorni che vanno tutti come delle ventole(media generale 44,475 KM/h), alla faccia dei controlli a notte fonda che sollecitano le reazioni dei corridori, che minacciano di non voler più sostenere economicamente i test. (Pier Augusto Stagi)

L'EQUIPE
UNA GIORNATA FOLLE
Due atmosfere contrastanti si sono intrecciate ieri all'ora di pranzo, quando la corsa ha lasciato Chambéry: da un lato i bagnanti di luglio in tenute leggere e colorate e le acque turchesi del Lac du Bourget – una scena di quiete degna di Caillebotte o Seurat – e dall'altro una versione ciclistica di “Mad Max” che si consumava sul nastro d'asfalto lungo la riva. Era uno scenario di pura furia – un'orda di duri temprati dalla strada, lucidi di sudore e con la bava alla bocca – e c'era qualcosa di ultraterreno nel vedere questi due mondi scontrarsi e convivere per qualche istante fugace. (Alexandre Roos) 


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