TOUR OF MAGNIFICENT QINGHAI. BAGATIN, UNA VITTORIA CON UN PIZZICO DI FOLLIA

PROFESSIONISTI | 15/07/2026 | 11:00
di Giorgia Monguzzi

Per tutti un attacco a 38 chilometri dalla fine sarebbe stata una follia ma non per Christian Bagatin che oggi nella quinta tappa del Tour of Magnificent Qinghai ha fatto una vera e propria impresa. In una delle giornate più fredde della storia della corsa cinese il varesino del team MBH Bank CSN Telecom Fort ha colto la sua seconda vittoria stagionale con un’azione che nemmeno lui si sarebbe immaginato di fare.


«Sinceramente non so bene come ho fatto, sono stati degli ultimi 38 chilometri infiniti. Avevo già nella testa di provare ad attaccare, nel gruppetto di testa ero uno dei pochi non in classifica volevo andare, avevo troppo freddo. Ho preso subito un buon vantaggio, ma all’inizio non ci credevo, ho iniziato a capire che potevo arrivare quando a 2 km c’era un lungo rettilineo, mi sono girato e non c’era nessuno. Tutto quello che è successo è assurdo, anche in Turchia mi era capitata una cosa del genere e ho capito che ho una buona capacità di gestione, ma alcune volte questo può essere un male perché c’è il rischio di non riuscire mai ad andare a tutta. Oggi nemmeno ho guardato i Watt, sono andato letteralmente a sensazione, mi sono detto “vado, se mi prendono ho comunque provato a dare il massimo”. » ha raccontato Christian a tuttobicieb, ancora incredulo. Intanto tutto intorno si radunava la folla delle grandi occasioni. Sotto una pioggia fastidiosa il pubblico ha guardato la sua impresa sul maxischermo, rimanendo a bocca aperta anche perché qui vedere l’arrivo di un corridore è un fatto più unico che raro.


In una giornata fredda come questa è stato essenziale coprirsi il prima possibile, a differenza dei suoi avversari Bagatin ci è riuscito prima del gpm riuscendo così a resistere alle bassissime temperature.  La prima parte di tappa è stata tutt’altro che semplice, una pioggia battente ed una salita di oltre 30 km, il varesino è riuscito a gestire bene le energie e ad entrare nei giochi di tappa. «Sono arrivato in Cina dopo un periodo di altura, avevo una buona gamba, ma nella seconda tappa ho avuto problemi di stomaco e ho perso tantissimo terreno. Già da ieri ho iniziato a stare meglio, ho raggiunto un sesto posto che mi ha veramente motivato – ha spiegato Bagatin – la salita era lunga circa 30 km, ho cercato di andare su del mi passo e a  circa 3 km dal gpm sono rientrato nel gruppetto che era all’inseguimento dei due uomini Astana. Fortunatamente ho avuto la prontezza di mettermi la mantellina, non so come ho fatto perché non mi sentivo le braccia, ma è stato fondamentale. Quando poi davanti siamo rimasti in 6 mi sono accorto subito che i miei avversari tremavano dal freddo, io tutto sommato stavo bene. Zamparella, il mio diesse mi ha detto di tirare dritto e così ho fatto»

Quella di oggi può essere paragonata ad una vera e propria impresa, un arrivo trionfale in solitario raggiunto in un modo per certi versi contro ogni logica. Questa vittoria ci richiama subito alla mente quella messa a punto in Turchia in cui una fuga nata per caso l’aveva portato al successo stagionale. Due vittorie, due follie che ci fanno sorgere una domanda spontanea: non è che Christian ci ha ormai preso gusto? «Quello che sta succedendo è veramente assurdo, l’anno scorso tra gli elite e gli under 23 non avevo mai vinto e invece quest’anno sono due successi 2.pro. In questa stagione sono molto più sereno, seguo il flusso dei momenti, ma soprattutto sono maturato davvero tanto. Negli allenamenti non è cambiato molto ma l’anno scorso è stata dura a livello di testa, sicuramente ha aiutato il passaggio a team Professional, in squadra abbiamo tutti una mentalità diversa. Io sono ancora incredulo, sono due vittorie uscite letteralmente dal nulla, mi sa proprio che occorrerà che mi specializzi. » prosegue Bagatin scherzando, ma è chiaro che quest’anno un salto di qualità c sia stato eccome e queste due vittorie sembrano essere solo l’inizio di qualcosa di molto più grande.

Il clima in squadra è sereno, il varesino dal canto suo ha trovato finalmente il suo ruolo sia come gregario per i suoi compagni ma anche come battitore libero pronto ad ogni follia. Dopo un sesto posto di ieri e la vittoria odierna sicuramente il viaggio di Christian in Cina sarà un ricordo che si porterà stretto in attesa di compiere un’altra improbabile impresa.


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