IL TOUR DEI TRE POTERI: POGAČAR GOVERNA IL TEMPO, LA FRANCIA DIFENDE IL FUTURO E ASO...

APPROFONDIMENTI | 13/07/2026 | 11:37
di Giovanni Di Trapani

Il Tour corre velocissimo, ma politicamente sta cambiando ancora più in fretta. L’ottava tappa, 180,4 chilometri da Périgueux a Bergerac, è stata coperta da Tim Merlier in 3 ore 52’50”, alla media di 46,49 km/h. È stata la seconda vittoria consecutiva del belga, ottenuta dopo essere rimasto chiuso nell’ultima curva e avere lanciato lo sprint a circa 250 metri dal traguardo. Davanti si produce spettacolo; dietro, invece, gli uomini della classifica hanno trasformato la prudenza in strategia collettiva.


Pogačar ha spiegato che tra i candidati alla maglia gialla si è consolidata una sorta di accordo: restare più indietro nei finali destinati alla volata, sfruttando anche la zona di protezione dei cinque chilometri, per ridurre il rischio di cadute. È un passaggio tecnico, ma anche politico: i corridori non subiscono più soltanto le regole, contribuiscono informalmente a governare la sicurezza della corsa. Il risultato è misurabile. Nell’ottava tappa tutti i primi dieci della generale hanno concluso con il medesimo tempo attribuito al gruppo principale. Possiamo definire un Indice di neutralizzazione della classifica, calcolato come rapporto percentuale tra i componenti della top ten che non perdono secondi e il totale dei primi dieci. A Bergerac il KPI è stato pari al 100%: dieci su dieci. Non significa che non sia accaduto nulla; significa che il sistema ha privilegiato la conservazione del capitale cronometrico rispetto alla conquista di vantaggi improbabili.


La quiete, tuttavia, è soltanto apparente. Dopo nove tappe Pogačar guida la classifica generale in 32h17’04”, con 2’42” su Vingegaard, 3’27” su Del Toro, 3’30” su Evenepoel e 3’34” su Ayuso. La nona frazione non ha modificato i distacchi tra i primi nove, ma ha ampliato la dispersione complessiva della top ten: tra il leader e il decimo, ora Egan Bernal, intercorrono 552 secondi, pari a 9’12”; di questi, 162 secondi sono concentrati tra Pogačar e Vingegaard. L’Indice di polarizzazione del vertice, calcolato come rapporto tra il distacco del secondo e quello del decimo rispetto al leader, moltiplicato per cento, passa pertanto dal 37,7% registrato dopo l’ottava tappa al 29,3%: [IPV = (162 / 552) × 100 = 29,3%]. La diminuzione dell’indicatore non segnala però un indebolimento della supremazia di Pogačar: il margine su Vingegaard è rimasto invariato. È invece l’effetto dell’allargamento della coda della top ten, determinato dall’ingresso di Bernal a 9’12”. Il vertice resta dunque fortemente separato, mentre la classifica assume una struttura ancora più netta: Pogačar davanti, un gruppo di otto inseguitori raccolto entro 4’57” e, subito dopo, una frattura di 4’15” tra il nono Skjelmose e il decimo Bernal.

Alle spalle dei due grandi, invece, la corsa è compressa. Dal terzo Del Toro all’ottavo Lenny Martinez passano appena 54 secondi. Qui si trova il vero spazio competitivo: non ancora la lotta diretta per il giallo, ma una battaglia ad altissima densità per il podio, nella quale sei corridori possono scambiarsi posizione attraverso un solo attacco, una crisi o un errore di alimentazione.

In questo gruppo c’è Paul Seixas, sesto a 3’55”. È distante 235 secondi da Pogačar, ma appena 28 dal terzo posto: soltanto l’11,9% del suo ritardo complessivo. È il KPI che trasforma la retorica del “predestinato” in una misura concreta. La Francia occupa il 20% della top ten grazie a Seixas e Martinez, ma aspetta un vincitore dal 1985. Quarantuno anni senza un francese in giallo a Parigi spiegano perché Emmanuel Macron abbia invitato pubblicamente Seixas a proseguire il proprio percorso nella Decathlon CMA CGM.

Non è mercato nel significato contrattuale del termine. È protezione simbolica di un capitale sportivo nazionale. Il Tour è la massima vetrina globale di squadre, sponsor e interessi transnazionali; quando però emerge un possibile vincitore francese, lo Stato torna a parlare il linguaggio dell’appartenenza. Seixas non è più soltanto un corridore: diventa un asset reputazionale, industriale e culturale. Il ciclismo si trasforma così in geopolitica dolce, competizione per trattenere talento, immagine e futuro.
Anche il clima entra ormai nel governo della corsa. La nona tappa del 12 luglio è stata ridotta da 185,5 a 155,5 chilometri per l’allerta rossa in Corrèze: trenta chilometri in meno, pari al 16,2% del tracciato originario. Non una concessione allo spettacolo, ma una decisione assunta coinvolgendo autorità pubbliche, servizi sanitari, forze di sicurezza e protezione civile. Il Tour non misura più soltanto watt e distacchi. Misura la capacità delle istituzioni di adattare una manifestazione globale ai limiti ambientali, di proteggere gli atleti e di preservare la sostenibilità sociale della corsa.

Dopo nove tappe, dunque, la fotografia è netta. Pogačar governa il tempo. Macron (nuovo manager per il Tour??) prova a governare il futuro. L’organizzazione governa il rischio. In mezzo, il gruppo corre a quasi cinquanta all’ora, ma il vero Tour si decide ormai su tre terreni contemporaneamente: la strada, il potere e i dati.

Giovanni Di Trapani è primo ricercatore al CNR attualmente in distacco presso la Presidenza del Consiglio: coordina la struttura di supporto del Commissario Bagnoli Coroglio.


Copyright © TBW
COMMENTI
Cipolla alla cintura
13 luglio 2026 16:24 carloprimavera
"Tipo quella volta che ho preso il traghetto per Shelbyville. Mi serviva un nuovo tacco per la scarpa. Così, ho deciso di andare a Morganville, che era come chiamavano Shelbyville a quei tempi. Quindi mi sono legato una cipolla alla cintura, che era la moda del momento. Ora, prendere il traghetto costava un nichelino, e a quei tempi sui nichelini c'erano le api. Dammi cinque api per un quarto di dollaro, dicevi. Ora ero... Ah sì! La cosa importante era che avevo una cipolla legata alla cintura in quel momento. Non si trovavano le cipolle, a causa della guerra. L'unica cosa che si trovava erano quelle grosse gialle".

AHAHAH Carlo sei un grande!
14 luglio 2026 00:14 VanDerPogi
Nonno Simpson. Ci sta tutto...
...CNR? Andiamo bene...

carloprimavera
14 luglio 2026 09:03 BuIlet
esatto... non avrei saputo dirlo meglio, fratello!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Titoli tricolori per Stefano Moro, Matteo Ghirelli e Maya Ferrante nelle finali della giornata pista. Nel Keirin élite, Moro delle Fiamme Azzurre si prende l’oro con uno sprint deciso che gli permette di precedere Matteo Bianchi e Nicolò Callegaro, chiudendo...


Alberto Donà regala il titolo italiano alla Autozai Contri di patron Nicola Vighini, dominando la Corsa a Punti juniores al termine dei 50 giri e 10 sprint previsti. Il padovano ha impostato la prova con autorevolezza fin dalle prime tornate,...


Dopo giorni di apprensione, oggi Elena Miglioranza è tornata nella sua casa a Portogruaro. Volti stanchi, ma finalmente sereni. "Sono stati giorni difficili, ma ce l'abbiamo fatta. Il personale è stato molto disponibile. E' andato tutto bene", racconta la ciclista...


Secondo titolo tricolore per Paolo Marangon ai Campionati Italiani Assoluti su pista. Il torinese del Team Guerrini‑Senaghese, già oro nella velocità a squadre, concede il bis conquistando la gara a Eliminazione juniores sul velodromo Francone di San Francesco al Campo....


Lutto nel ciclismo trevigiano. Si è spento Vittorio Marcon, 83 anni di Albaredo di Vedelago. La vittima, lunedì 27 luglio, si trovava sul suo trattore quando è stato colpito da un malore improvviso. È spirato dopo essere stato trasportato all’ospedale...


Dopo il recente titolo europeo nell’Inseguimento a squadre, Maria Acuti aggiunge un’altra perla alla sua stagione conquistando la maglia tricolore nell’Eliminazione donne juniores. Sul velodromo Francone di San Francesco al Campo, la mantovana della Biesse Carrera Zambelli si impone con...


Assegnati i titoli italiani dell’Omnium elite al velodromo Francone di San Francesco al Campo. Tra gli uomini, giornata da incorniciare per Matteo Fiorin, che si laurea Campione d’Italia dopo aver interpretato da protagonista tutte e quattro le prove del programma,...


Si è risolta con la volata vincente di Noah Hobbs la prima tappa del Tour de l’Ain 2026. Sul traguardo di Bourg-en-Bresse, sede d’arrivo di una frazione inaugurale di 160.9 chilometri partita da Parc des Oiseaux, il ventiduenne...


Dal modello Bikone Aero di 77 grammi,  sviluppato in collaborazione con UAE Team Emirates,  nasce una edizione speciale di soli 500 esemplari che abbina un esclusivo design celebrativo a prestazioni progettate per ottenere ogni possibile vantaggio marginale. per proseguire nella lettura...


La seconda giornata dei Campionati Italiani Assoluti su pista al velodromo Francone di San Francesco al Campo (Torino) si apre nel segno di Miriam Vece, che conquista il titolo tricolore nel Keirin donne elite. La cremonese delle Fiamme Oro ha...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra