SALUS SEREGNO DE ROSA. GUALTIERI RIPORTA A SEREGNO IL TRICOLORE 50 ANNI DOPO SANTAMBROGIO

ALLIEVI | 07/07/2026 | 08:05
di Danilo Viganò

Cinquant’anni dopo il trionfo di Massimo Santambrogio a Campagnano di Roma, il titolo italiano su strada della categoria allievi torna a Seregno. A firmare l’impresa è Matteo Jacopo Gualtieri, 16 anni di Monza, che a Laives, alle porte di Bolzano, ha compiuto il capolavoro più luminoso della sua ancora giovane carriera: la conquista della maglia tricolore con i colori della Salus Seregno De Rosa di Marco Moretto. Un successo che si aggiunge a una stagione semplicemente straordinaria. Gualtieri era già diventato campione italiano sette giorni prima nel Cross Country, e prima ancora nello Short Track MTB, nel Team Relay MTB (Staffetta Mista) e nella Staffetta Mista di Ciclocross. Un filotto di titoli che racconta la versatilità, la solidità e la crescita di un talento ormai riconosciuto a livello nazionale. A Laives, il brianzolo ha concretizzato la sua magia sportiva battendo in volata il compagno di fuga Marco Casetta, veneto della Sacilese, al termine di una gara intensa, tatticamente impeccabile e gestita con sorprendente maturità. Sul terzo gradino del podio è salito il marchigiano Giulio Vitali della Ethica Zero24 Cycling Team. Un risultato che non è solo un titolo: è un ritorno alla storia, un ponte ideale tra generazioni, un nuovo capitolo per la Salus Seregno De Rosa e per tutto il movimento lombardo.

"Sono partito pensando – e sperando – di poter entrare nei primi cinque, magari salire sul podio-racconta Gualtieri che studia al Liceo Scientifico Scienze Applicate di Monza-. Sinceramente non immaginavo che potesse finire così. Volevo rendere la corsa dura e provare a infilarmi in qualche attacco, ma all’inizio ho faticato a restare nelle prime posizioni del gruppo. Sono anche rimasto coinvolto in un paio di cadute, per fortuna senza conseguenze. Avevo in mente di attaccare, ma nell’ultima salita mi ha anticipato Casetta: la Santuaria, 650 metri con pendenze in doppia cifra, ripetuta sette volte. Sono scattato subito anch’io e abbiamo collaborato fino all’ultimo chilometro. Quando ho visto che i tre inseguitori non erano lontani, per evitare che rientrassero mi sono messo davanti a tirare. Ho aspettato fino all’ultimo a lanciare la volata, più o meno ai 150 metri, e sono riuscito a vincere”.

Per papà Fabio e mamma Lucia è stata un’emozione incredibile, la gioia pura di vedere il proprio figlio indossare la maglia tricolore che in Salus mancava da cinquant’anni. 



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