Per Remco Evenepoel il sogno di indossare la maglia gialla è solo rimandato e il campione belga ha ammesso di essere soddisfatto del risultato, anche se ha parlato di un ritmo imposto dai compagni. «Sono stato battuto dai migliori, non posso lamentarmi». Queste sono state le parole che Evenepoel ha pronunciato ieri al termine della cronometro, quando ormai era rientrato ai pullman e aveva avuto il tempo di metabolizzare il risultato ottenuto.
La prima maglia gialla del Tour de France non è arrivata, ma il belga archivia la pèima tappa con la consapevolezza di essere ancora pienamente in corsa per i grandi obiettivi della Grande Boucle. Nella cronometro a squadre inaugurale, il leader della Red Bull-BORA-hansgrohe ha chiuso al quinto posto, pagando 19 secondi dalla Visma-Lease a Bike di Jonas Vingegaard, vincitrice della tappa.
Nella classifica generale, il campione del mondo a cronometro si ritrova alle spalle dello stesso Vingegaard, di Filippo Ganna, Tadej Pogacar e Juan Ayuso. Non era l'inizio che sperava: alla vigilia aveva dichiarato di voler conquistare la cronometro e indossare la prima maglia gialla del Tour. Il verdetto della strada, però, ha premiato altri.
Evenepoel ha accolto il risultato con serenità, senza cercare giustificazioni. «Sono stato battuto dai migliori corridori dei grandi giri della nostra generazione e non posso lamentarmi.»
Una frase che racconta tutta la consapevolezza del belga, ben deciso a guardare il bicchiere mezzo pieno. «La cosa più importante è osservare la classifica generale e non ci sono molti corridori davanti a me. Per coincidenza ci sono i due migliori uomini da grandi giri della nostra generazione.»
Un riferimento evidente a Vingegaard e Pogacar, i due grandi rivali nella corsa alla maglia gialla Il quinto posto finale non lascia soddisfazione piena, ma Evenepoel ha riconosciuto il buon lavoro della sua squadra.
«È stato un risultato che ci aspettavamo. Non abbiamo perso molto tempo sul tratto pianeggiante rispetto alla INEOS, che aveva sicuramente una formazione molto adatta a quel tipo di percorso.»
Qualche piccolo contrattempo, però, ha impedito alla Red Bull-BORA-hansgrohe di esprimere tutto il proprio potenziale.
«Due piccoli dettagli sono andati meno bene. Alcuni corridori hanno dovuto staccarsi un po' prima del previsto, ma ognuno dà quello che può e lavora con le proprie caratteristiche. Per il resto, la squadra ha disputato una buona prova.»
Come previsto alla vigilia, Evenepoel si è assunto gran parte del lavoro nella fase decisiva della cronometro.
«Sapevo che avrei dovuto portare il peso maggiore della squadra. Ho cercato di andare il più forte possibile fin dal primo chilometro.»
Il campione olimpico e mondiale della cronometro ha poi spiegato il proprio approccio alla gara. «Ho pedalato seguendo il ritmo che mi era stato imposto e così sapevo che sarei rimasto vicino agli altri favoriti della classifica generale.» Missione riuscita: il ritardo accumulato è contenuto e lascia aperte tutte le prospettive in vista delle prossime settimane.
Anche il team manager della Red Bull – Bora Hansgrohe, Klaas Lodewyck, ha analizzato con soddisfazione la prestazione della squadra. «Si spera sempre di vincere, ma dobbiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto.»
La strategia era chiara fin dai giorni scorsi e ogni passaggio era stabilito nei minimi dettagli, per cercare di ottenere il miglior risultato possibile e puntando sicuramente alla vittoria.
«Non volevamo iniziare troppo forte. Abbiamo visto che molte squadre hanno pagato lo sforzo nella parte finale e per questo abbiamo scelto una cronometro a ritmo costante.»
Secondo Lodewyck la tattica era quella corretta, ma c’è stato chi è andato più forte. «Abbiamo perso qualcosa soprattutto nella prima parte del percorso, dove c'erano molte curve e non era facile mantenere alta la velocità. Ma sosteniamo pienamente la scelta che abbiamo fatto.»
La Red Bull-BORA-hansgrohe aveva costruito la prova attorno ai suoi due uomini di classifica, Remco Evenepoel e Florian Lipowitz. «Il piano prevedeva che Remco facesse gran parte del lavoro, mentre sull'ultima salita sia lui che Lipowitz avrebbero potuto scegliere il proprio ritmo.»
Una gestione che consentirà ai due leader di affrontare le prossime tappe praticamente nelle stesse condizioni.
Il sogno di vestire il simbolo del primato non è svanito e alla domanda se la maglia gialla sia ancora un obiettivo realistico, Lodewyck ha risposto senza esitazioni: «Tutti sogniamo la maglia gialla. Altrimenti non saremmo qui».
A Barcellona il belga sperava di indossare subito il simbolo del primato. Non ci è riuscito, ma ha limitato i danni contro i suoi principali rivali e ha confermato di essere pronto a giocarsi un ruolo da protagonista. La maglia gialla dovrà attendere, ma la sua corsa è appena cominciata.