LIVIGNO E BIKE ZONE 1816, UN COMPLESSO DI ECCELLENZE PER ESALTARE GLI AMANTI DELLE DUE RUOTE

TURISMO | 01/07/2026 | 08:18
di Federico Guido


Quello di Livigno è un nome che da anni rimbalza tra gli appassionati di ciclismo. Sempre più di frequente, infatti, nelle ultime stagioni professionisti, amatori o anche semplici vacanzieri hanno fatto visita alla località dell’Alta Valtellina riportandone entusiasti pregi e predisposizione ad accogliere loro e altri esigenti pedalatori provenienti da tutta Europa (e non solo).


Se ciò è avvenuto è perché Livigno, incastonata in quota tra lo Stelvio e l’Engadina, ha saputo creare concretamente un ecosistema, la sua Bike Zone 1816, in grado con i suoi fiori all’occhiello di soddisfare i bisogni di ciclisti di ogni livello ed esperienza mettendoli tutti nelle condizioni di divertirsi in sella ed essere coccolati una volta smontati dal proprio mezzo.

Tutto parte dal mix di passi mitici (dalla Forcola al Passo Eira fino al Foscagno), segmenti ufficiali certificati Strava (3), seducenti vallate, sentieri nei boschi e allenanti pendii che, componendo una variegata rete di oltre 3.500 chilometri attorno al centro del paese, permettono a stradisti, biker, praticanti di Enduro e Downhill ma anche a famiglie e cicloturisti di lanciarsi in ride, allenamenti e uscite a pedali usufruendo di possibilità praticamente illimitate.

Attorno a quest’accattivante rosa di alternative, Livigno ha saputo allestire un altrettanto ricca offerta di servizi dedicati (dai noleggi ai bike shop), eventi a tema (su tutti il Riva Bike Festival e la Granfondo Alè che quest’anno ha raggiunto la sua terza edizione) e strutture ricettive di livello (numerosi sono gli hotel con spa, centri benesseri e quotati ristoranti) che consente a tutti coloro che decidono di recarsi a quest’altitudine per solcare gli itinerari della zona di vivere una permanenza senza intoppi, stimolante e appagante.

In questo modo, Livigno ha attivamente messo la bicicletta e tutto ciò che ad essa è collegato al centro della propria comunità riuscendo, tramite questa precisa operazione, ad evidenziare in maniera ancor più ampia l’ospitalità, la tipicità e le eccellenze che la contraddistinguono. Le due ruote, in pratica, sono diventate volano per l’economia turistica del posto e hanno finito con l’evidenziare ulteriormente le peculiarità che hanno trasformato questa località in una sempre più ambita e frequentata destinazione per gli sportivi di ogni genere.

Sapere che, dopo essersi allenati, ossigenati o semplicemente mossi in uno scenario di bellezza stordente, è possibile contare su officine specializzate per sistemare il proprio mezzo, reintegrare il proprio corpo allietando il palato con squisitezze locali come la slinzega e i formaggi d’alpeggio o rilassarsi in un gioiellino come l’Acquagranda (struttura d’avanguardia che con le sue aree e infrastrutture è diventato nel 2022 un Centro di Preparazione Olimpica del CONI e un apprezzatissimo punto di riferimento per gli atleti di varie discipline) rappresenta indubbiamente un incentivo a raggiungere quest’angolo d’Italia al confine con la Svizzera e ad ambientare le proprie escursioni pedalate in questo contesto.

Che tu lo faccia per piacere o per professione, a Livigno (il cui valore è stato rimarcato dai tanti volti celebri dello sport che negli ultimi tempi ne hanno fatto la base per i propri allenamenti tra cui Sonny Colbrelli e Elia Viviani) insomma viene proprio voglia di pedalare e non solo per qualche ora ma, complici le temperature in estate più gradevoli che altrove e l’invitante alternanza di vette e declivi, per più giorni, godendosi con calma tutto ciò che il luogo propone e lasciando che la meravigliosa cornice in cui il profilo del paese è cesellato attecchisca in maniera permanente in fondo all’animo.

Photo credit: Tuttobiciweb


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