I VOTI DI STAGI. L'UOMO CHE INCANTA LE MONTAGNE INCANTATO DAL FRIULI E DA QUELL'IMMENSO AMORE

I VOTI DEL DIRETTORE | 30/05/2026 | 18:00
di Pier Augusto Stagi

Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Ci ha messo la firma, la faccia, il cuore su questo Giro stradominato, anche se non ha mai voluto ucciderlo, solo tramortirlo: poco poco. Ha fatto quello che ha voluto, anche oggi. Parte a undici chilometri dal traguardo e si gode la passerella finale di Piancavallo che precede quella finale di Roma. Si dona alla passione furlana, che risponde come nessuno mai in questo Giro, invadendo le strade con la passione di sempre, che rende questa Regione simbolo di passione ciclistica unica e autentica. Lui lo respira, c’è l’ha scritto sulla maglia rosa che il Friuli è qualcosa di speciale, che questa è gente speciale, che questa è una terra dura e severa, ma sa anche essere ospitale, generosa e feconda come poche altre. Lui percepisce perfettamente tutto, perché Jonas è corridore di sentimento, che bacerà anche il manubrio con l’immagine dei suoi amori e l’anello che ne certifica il loro amore, ma ci mette il cuore, per tutto quell’immenso amore.


Felix GALL. 7. Non riesce mai a tenere il passo di Vingegaard, ma in questo finale di Giro fatica a tenere anche il suo, tanto è vero che prende il largo con il danese, guadagna sui diretti avversari ma poi viene regolarmente ripreso, perché “gna’ fa”. Suda le cosiddette sette camicie, ma conquista con pieno merito il posto d’onore: con onore.


Jay HINDLEY. 7. Tiene alto il nome di un grande team, la Red Bull Bora Hansgrohe, che perde per un virus il nostro Giulio Pellizzari, e rischia per lo stesso motivo di perdere anche l’australiano, che però si mette in modalità lotta dura senza paura e con cocciuta determinazione arriva sul podio. Arrivo odierno, podio di domani. Piancavallo pesa il valore: che è poi quello assoluto.

Thymen ARENSMAN. 6. Oggi vive una giornata da sfinimento, dà l’idea e l’impressione di essere davvero in riserva, ma sulla sua strada trova un Egan Bernal immenso (voto 8), che lo scorta, lo salva, lo eleva. Lo tiene là davanti. Va bene così.

Derek GEE. 6,5. Che faticaccia, anche oggi. È l’uomo designato a fare classifica e alla fine, il canadese, la classifica per la Lidl-Trek la fa. Arriva nei dieci, ma arriva quinto. Un paio di gradini dal podio, che sono montagna: insuperabile.

Afonso EULALIO. 8. L’uomo che sorride al mondo se la ride anche dopo il traguardo. Dopo nove giorni in rosa, si porta a Roma e quindi a casa la maglia bianca di miglior giovane. Ingaggia un braccio di ferro con il nostro Davide Piganzoli bello e intenso: duro. Sembra cedere, poi resiste, tiene, rilancia e lo lascia là. La maglia è sua. Sorride: non potrebbe essere altrimenti.

Damiano CARUSO. 8. Otto per tutto: per quello che ha fatto nella sua carriera, per quello che ha fatto in questo Giro e per quello che farà perché, ne sono certo, farà bene: è troppo persona diligente e intelligente per non farlo. Decide che questo è il suo ultimo Giro. Decide sicuramente bene, ma non c’è da stare allegri. Io semplicemente lo ringrazio: felice di averlo trovato sulla mia strada.

Michael STORER. 6,5. Che tigna: se fossi il marketing manager delle pile Duracell lo ingaggerei come testimonial: dura a lungo, molto più a lungo. Non si scarica mai.

Davide PIGANZOLI. 6,5. Decimo di tappa, 8° nella generale: in generale il suo Giro è da applausi. Ma calma con i facili entusiasmi. Lasciamolo crescere in tranquillità. Non chiediamogli la luna, andare in ombra è un attimo.

Ludovico CRESCIOLI. 7. Altra testa da ciclista, che non ne vuole sapere di mollare, che non sa cosa significhi rallentare. Arriva 12° di tappa, nella terza settimana: qualcosa vuol dire.

Mathys RONDEL, 6,5. Chiude la terza settimana in calando, ma non è un crollo, è un lento planare senza perdere mai davvero quota.

Giulio CICCONE. 7. Fa quello che gli rimaneva di fare: vincere la maglia azzurra Mediolanum degli scalatori. Chiaro che la maglia del migliore grimpeur non va al miglior arrampicatore del Giro, perché quello, oggi, ha preferito la tappa. Anche l’abruzzese avrebbe preferito la tappa, ma ha dovuto accontentarsi di quello che passa il convento.

Manuele TAROZZI. 6. Il faentino della Bardiani CSF 7 Saber è uno nato per fuggire: non dalle proprie responsabilità.

Mattia BAIS. 6. Il ragazzo della Polti VisitMalta è il primo a scatenare l’inferno nell’ultima tappa di montagna di questo Giro. Ha fretta di andare via, come del resto Andreas Leknessund (Uno X) che è il più lesto a prendergli la ruota.

PIANCAVALLO. 10 e lode. Finalmente una montagna di passione, di folla e partecipazione. Una marea di umanità, rigorosamente in bicicletta. Rigorosamente in tenuta da ciclista. Rigorosamente festante. Braciole e pinte di birra, salamelle e cabernet come se piovesse, musica a palla e “cretinismo” al potere: un rave in piena regola, che sul filo di lana rende omaggio al Giro 109 che va in archivio. “Io sono il Friuli” è il claim della maglia rosa; loro sono molto di più, perché il Friuli ringrazia e non dimentica: e sono passione. Che bel finale! Peccato per la narrazione generale di questo intero Giro, molto sottotono e molto meno partecipato. I numeri sono in calo, ma in futuro sarà meglio: il giro 110 partirà dal Friuli (Trieste?): e già questa è una buona notizia. Noi siamo per il Friuli.


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COMMENTI
Vingegaard
30 maggio 2026 18:21 Arrivo1991
Anche oggi una bella tappa, che incorona il migliore.

Passione furlana ????
30 maggio 2026 18:48 Arrivo1991
E che cosa sarebbe ?

Tappa ben fatta
30 maggio 2026 18:54 Craven
Sul disegno e sulla scelta di metterla il fine settimana, cosa che spesso si dimentica, su questa tappa nulla da dire, sembrava di tornare a tanti anni fa. Però il Giro ha bisogno di molto di più per non sparire come un reperto storico.

Piganzoli
30 maggio 2026 19:01 Frank46
Ha fatto sicuramente un bel salto di qualità passando in una world Tour ma obiettivamente ne serve un altro per giocarsi un podio in un GT

@ arrivo
30 maggio 2026 19:10 Greg1981
La furlana è una danza. Passione furlana non saprei.
Vince con pieno merito Jonas.
Giro bello davvero

Bernal
30 maggio 2026 19:49 Frank46
Meriterebbe di essere citato e meriterebbe anche un voto alto. Avesse fatto tutto il Giro con la gamba di questa seconda parte di gara probabilmente avrebbe migliorato il 7° posto dello scorso anno.

Ormai questo è il suo livello, l'ho detto già prima che iniziasse il Giro, ha tanta grinta e voglia di fare ma non credo che potrà più rivincere un GT... Sarebbe molto bello se mi sbagliassi su questa cosa. Per me al massimo potrà centrare qualche top 5.. Lo vedrei molto bene come cacciatore di tappe però pure andare a caccia di successi di tappa non è cosa facile, Ciccone docet.

Viva Vingegaard
30 maggio 2026 21:02 ghorio
Il danese ha dimostrato di essere il più forte, Adesso vediamo cosa succede al Tour. Per noi italiani qualche soddisfazione, tipo la maglòia del migliore scalatore di Ciccone,anche se il suo carattere non lo apprezzo, il nono posto di Caruso, il talento Piganzoli, Pellizzari che si è ripreso, etc. IN ogni caso non ho capito come gli scalatori perdono un sacco di minuti nelle tappe non di montagna. Davvero singolare.

RISPETTO PER GLI ATLETI
30 maggio 2026 21:57 PEDIVELLA
E' quello che manca quando si progetta un grande giro come questo. Troppi trasferimenti per di più anche di lunghi. I ciclisti hanno bisogno di riposare adeguatamente e invece non glielo permettono. Ma i rappresentanti di categoria che ci stanno a fare? o il dio denaro prevale sempre? Per non parlare degli addetti ai lavori, muti come pesci.
Ultima nota Vingo ha meritato ma non è colpa sua se non c'è stata lotta, troppo forte lui, come fu nel 2024 con Pogy. Un Giro così non attira più di tanto. Quello dello scorso anno fu certamente più attraente.

Gall, Hyndley, Ciccone
30 maggio 2026 23:30 apprendista passista
per me meritano 9 tutti e 3. Gall, perchè il migliore sul passo dopo l'alieno Vingo, secondo sul podio; Hyndley, tostissimo e decisissimo anche lui, lottatore fino alla fine e terzo sul podio; Ciccone, maglia azzurra, ogni giorno in fuga, un giorno in rosa, vittorie di tappe sfiorate.

Percorso discutibile
31 maggio 2026 00:10 pickett
Ci voleva una seconda crono,e almeno una delle salite sacre del Giro,e non sto ad elencarle,le conosciamo tutti.Il Giau é una salita come tante,e lo strappetto di 5 km di Piani di Pezzè spero proprio non lo propongano +,visto che sulle Alpi ci saranno almeno 70/80 arrivi + significativi.

Passioni
31 maggio 2026 00:30 Gnikke
“Passione furlana” significa “passione alla maniera dei friulani”, quindi “passione friulana”! Chiarisco per alcuni amici!!

Furlan
31 maggio 2026 08:09 kristi
Signica semplicemente FRIULANO in dialetto .

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