LUCA RAGGIO. «ATTENTI AL FINALE DI CHIAVARI. LA LIGURIA? CRESCE IN SCIA A FINN E RACCAGNI NOVIERO»

INTERVISTA | 20/05/2026 | 08:25
di Aldo Peinetti

Non sorprende che Luca Raggio abbia un occhio di riguardo speciale per i piccoli interpreti dei minisprint sul traguardo di Chiavari, qualche ora prima che arrivi il Giro. Diremmo che è un compito statutario, trattandosi del (giovanissimo) presidente del comitato regionale ligure, eppure nell’impegno del 31enne ex professionista in favore delle attività promozionali c’è dell’altro.


Scelta precisa quella di mettersi a disposizione del movimento al termine della carriera?


«Si, quando ho fondato il Team Più Sport pensavo proprio all’importanza di trasferire la mia esperienza a chi si avvicinava al nostro sport. Sono sempre stato interessato al fattore della preparazione ed è stato conseguente dar vita ad un sodalizio, partendo da giovanissimi ed esordienti».

Un momento però: parliamo con Luca Raggio vincitore della Fausto Coppi?

«Ebbene sì, era il 2022 e mi sono ancora cimentato nelle granfondo, per togliermi qualche soddisfazione ciclistica e per favorire il progetto Più Sport che era in fase embrionale».

La Val Fontababuona cos’è per le due ruote liguri?

«Uno spazio di riconosciuto attivismo, anche con il ciclocross e poi come punto di riferimento ideale per gli allenamenti. Quando la costa si fa troppo trafficata, si sale dalle nostre parti, non distante dalle strade su cui transiterà la frazione di Chiavari».

Già che tappa sarà?

«Penso che dopo la lunga cronometro ci siano le condizioni per una fuga da lontano che va in porto (o porticciolo, ndr), certo per assistere ad un finale scoppiettante. Salite brevi da un quarto d’ora d’ascesa, tipicamente liguri, con uno sviluppo del tracciato che vivacizza ulteriormente la situazione di corsa».

Chissà, magari ci sarà anche il chiavarese doc Raccagni Noviero.

«Gli vanno fatti i complimenti per come ha interpretato il Giro fin qui, mettendo a frutto anche la sua recente trasformazione a ciclista più completo, partendo dal ruolo di uomo di fiducia per Paul Magnier».

Colla dei Sciolli segnerà l’avvio delle ostilità?

«Innanzitutto gli uomini di classifica non potranno farsi trovare impreparati. Ci sono delle salite già prima, ma è quell’erta il punto in cui la tappa potrebbe esplodere. Mancheranno ancora 28 chilometri allo scenografico traguardo, ma in mezzo c’è pure la pendenza di 306 metri tra bivio per Cogorno e km Redbull, con un liebe tratto al 15 e comunque 6,7 di media».

Da presidente qual è lo stato di salute del ciclismo ligure?

«Benissimo che ci sia l’esempio di Finn e anche di Raccagni Noviero, così come il dinamismo di località come Chiavari, già dimostrato con eventi del calibro di Appennino e Lunigiana, premesse per la corsa rosa. Con dinamiche sul numero di praticanti analoghe a quelli di altre regioni, in ogni provincia si cerca di garantire un calendario omogeneo e nel segno della continuità, specie tra i giovanissimi. Se quest’anno noi siamo in grado come Più Sport di coprire tre fronti, dai giovanissimi fino agli Allievi, diventa cruciale la collaborazione tra società per garantire il ventaglio delle categorie».

Che efffetto fa un tuffo personale nell’ambiente frequentato fino al professionismo?

«Rivedo amici, nel gruppo ed anche tra gli addetti ai lavori. Convivo bene con la mia dimensione di ex, godendomi la giornata in tutte le sue sfumature».

E giovedì?

«Da Coreglia, il piccolo comune di 250 anime dove vivo, andrò a lavorare in quel di Rezzoaglio, dove sono direttore dell’ufficio postale. Ho fatto anche il postino, ma non in bici, voglio precisarlo».


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