ARCO E TRENTO, SPARTIACQUE DEL TOUR OF THE ALPS. GALLERY

PROFESSIONISTI | 12/02/2026 | 12:03

Lo scorso anno fu San Lorenzo Dorsino a dare il via all’edizione 2025 del Tour of the Alps. Nel 2026, per la 49.esima edizione del progetto euro-regionale (20-24 aprile), le strade del Trentino saranno invece terreno di sfida nelle ultime tre giornate di gara, che vedranno gli atleti impegnati ad affrontare percorsi e salite destinati a segnare la classifica generale. Un’ulteriore conferma della forte vocazione ciclistica del territorio, che nel 2031 ospiterà i Campionati del Mondo di ciclismo multidisciplina.


All’indomani dell’arrivo in salita in Val Martello, mercoledì 22 aprile, il Tour of the Alps ripartirà da Laces, in Alto Adige, per arrivare ad Arco, in Trentino. Giovedì 23 sarà il giorno del tappone interamente trentino con partenza da Arco e arrivo a Trento. La città capoluogo ospiterà anche la partenza del gran finale di venerdì 24 aprile che si concluderà a Bolzano.


Dopo l’avvio della terza tappa dalla Val Venosta e la scalata al GPM di Passo Castrin (22,2 km al 5,7%), il Tour of the Alps entra in Provincia di Trento tuffandosi in discesa verso la Val di Non. Un omaggio alla storia di Melinda, il celebre consorzio frutticolo partner di lungo corso di Sport Alto Garda sin dai tempi del Giro del Trentino e sponsor della Maglia Verde di leader della Classifica Generale.

Superata la Val di Non, la carovana affronta il GPM di Andalo, in Paganella, territorio da sempre vocato alla bicicletta e in particolare alla mountain bike. La corsa prosegue quindi in discesa verso il Lago di Molveno, per poi attraversare il fondovalle che conduce al traguardo volante di Ponte Arche, sede municipale del comune sparso di Comano Terme, rinomata località termale celebre per le sue acque, note per le proprietà curative nel trattamento delle patologie dermatologiche.

Da Comano Terme la strada torna a salire verso il Passo del Ballino, per poi scendere in direzione del Lago di Tenno, bacino nato in seguito alla frana del dosso di Villa del Monte e oggi autentica perla del territorio. A Tenno il gruppo affronta un circuito caratterizzato dalla discesa dal versante di Pranzo e dalla successiva risalita verso il lago, con il passaggio sul traguardo valido per gli abbuoni.

Completato l’anello, a circa 15 chilometri dall’arrivo, la tappa punta verso il Garda Trentino, attraversando il centro di Riva del Garda prima degli ultimi chilometri che conducono al traguardo di Arco. Sotto lo sguardo del suo castello medievale, Arco unisce fascino storico e spirito sportivo: un luogo di luce e roccia, amato da escursionisti, arrampicatori e amanti della quiete mediterranea alpina.

"Siamo molto orgogliosi che il Garda Trentino ospiti ancora una volta il Tour of the Alps, la gara di ciclismo più iconica del nostro territorio, che dal 2020 fa parte del circuito UCI ProSeries. È un evento che racconta in modo autentico la nostra identità sportiva e la vocazione ciclistica della destinazione. I corridori avranno l’opportunità di gareggiare in un territorio che ogni anno accoglie milioni di persone appassionate di bicicletta, lungo percorsi che attraversano contesti paesaggistici di grande valore: non solo le vedute sul lago, ma anche l’entroterra, con i suoi borghi, le valli e le salite più impegnative. Non è un caso, infatti, che la nostra provincia sia stata scelta per ospitare nel 2031 i Campionati del Mondo di Ciclismo UCI multidisciplinari: un riconoscimento importante della qualità del territorio e della sua capacità organizzativa", ha dichiarato Silvio Rigatti, Presidente di Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A.

Da Arco scatta anche la quarta frazione di 167,8 Km con arrivo a Trento, che con i suoi 3600 metri di dislivello si candida al ruolo di “queen stage”. Pronti e via, il gruppo affronta il GPM di 1a categoria del Passo Bordala (14,8 km al 6,9%), per poi scendere nella valle dell'Adige, da cui la strada risale in direzione di Vigolo Vattaro. Una breve e tortuosa discesa porta nella singolare e incontaminata Valle dei Mocheni ai piedi del Passo del Redebus, altro GPM di 1° categoria (12,9 km al 6,8%).

La discesa del Redebus introduce un circuito di 37 chilometri, composto da un tratto in falsopiano fino a Baselga di Piné, una discesa ripida, un segmento pianeggiante e un nuovo falsopiano che immette sulla salita di Brusago. Completato l’anello, il gruppo punta verso Trento per un finale nervoso e tecnico, caratterizzato dall’ascesa di Povo, già snodo decisivo dei Campionati Europei del 2021. Dallo scollinamento mancano dieci chilometri al traguardo: i primi in discesa, gli ultimi in pianura, fino all’arrivo nel cuore di Trento.

Il capoluogo trentino, con la sua storia di arte e cultura e i suoi monumenti simbolo — dal Duomo di San Vigilio alla Fontana del Nettuno, fino al Castello del Buonconsiglio — ospita anche la partenza della quinta tappa, con arrivo a Bolzano. Nella prima parte del percorso, il gruppo transita da Palù di Giovo, il paese dei fratelli Moser, di Gilberto Simoni e di Sara Piffer, la giovane trentina tragicamente scomparsa nel 2025 sulle strade di allenamento. Alla memoria della sfortunata atleta, il Tour of the Alps ha deciso di dedicare il traguardo volante di Palù di Giovo, dove si raduneranno familiari e amici.

“Il Trentino continua a pedalare, nel senso più autentico e profondo del termine. Lo fa grazie a eventi come il Tour of the Alps, una manifestazione capace di unire sport di altissimo livello, passione e identità territoriale, attraversando paesaggi che raccontano storia, cultura e comunità", il commento di Matteo Agnolin, Direttore Generale dell’APT di Trento. - "Come Azienda per il Turismo, crediamo fortemente nel valore di appuntamenti sportivi di questa portata, in grado di promuovere uno stile di vita attivo e sostenibile e, allo stesso tempo, di valorizzare il territorio come spazio vissuto e condiviso. Il Tour of the Alps rappresenta una straordinaria occasione di visibilità internazionale, capace di mettere in rete territori, persone ed eccellenze locali, generando un indotto concreto e diffuso per l’economia e l’ospitalità." 

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