SCRIPTA MANENT. W NAPOLI E W COPPI

TUTTOBICI | 20/01/2026 | 08:30
di Gian Paolo Porreca

E siamo qui, domenica 28 dicembre spartiacque dell’anno, con una singolare certezza che ci è appena stata ribadita. Via mail, cortese e garbata, granitica e celeste, appena giunta con gli auguri che arrivano primi al cuore, il “W Napoli W Coppi”, per le Fe­stività, spedito da Ezio Za­nenga.


Ezio Zanenga, già, il cultore di Coppi, l’appassionato primo di Treviglio, con quel suo “Il Libro dei libri che resta la summa invidiabile di quanto su Fausto Coppi urbi et orbi sia stato pubblicato e prodotto: una antologia da tenere sul comodino, per re­stare al caldo di un sogno che vi porti in volo…
Quell’Ezio Zanenga, l’abbiamo ricordato in altre occasioni, che a Napoli da militare si affacciava sul Velo­dro­mo dell’Arenaccia, dove aveva da lontano solo, più ragazzo, immaginato i trionfi di Coppi al “Campania”…


W Napoli e W Cop­pi, e questo epinicio acquista og­gi una sfumatura celeste in più, ora che abbiamo appreso che il mese scorso è andato via pure, a 91 an­ni, il fido Jorge Batiz, il pi­stard argentino che di Coppi fu il battistrada nelle Sei Giorni di Buenos Aires delle sue stagioni estreme.

W Napoli e W Coppi, e lo ricorderemo scomparso il 2 gennaio - come si fa da un decennio di squisita devozione - ad Ercole di Caserta, nel­la Messa in memoria il giorno della sua scomparsa, nella Cappella Privata Ma­don­na della Libera, in vicolo Michitto, l’angolo di mondo dove da reduce di guerra Cop­pi riprese posto nella vi­ta sua e nella storia di tutti.

W Napoli e W Cop­pi, ed è oggettivamente un trailer dell’unica fiction che non sia finta di una narrazione di sport che conosciamo. E che è un affresco, un polittico, i quadri che si piegano e dispiegano molteplici e difformi, ma unicamente coppiani e napoletani, anzi al limite - per una lecita espansione - campani.

W Napoli e W Coppi, ed è la prigionia molto english dal tenente Towel della RAF, dicembre ’44, di cui diventa attendente. Ed è la famiglia acquisita, per comunione di ciclismo, della famiglia Mi­lano alla forneria di Sant’An­tonio Abate a Napoli… Ed è la bicicletta da corsa su cui riprendere sul serio a pedalare, donata per petizione po­polare di un giornale dell’epoca, “La Voce di Napoli”, e consegnata dal mite falegname D’Avino di Somma Ve­su­viana, il giorno della Befana 1945…

W Napoli e W Coppi, e il primato concreto e allegorico nei cuori delle vittorie uniche e diverse nel “Cam­pa­nia” del 1954, in maglia iridata e in sprint ristretto su Monti, Gauthier e Gi­smon­di, e in quello del ’55, dopo un assolo metafisico sull’A­ge­rola a strapiombo sul ma­re, e in solitaria come una Annunciazione sul Velo­dro­mo dell’Arenaccia… (Ezio Za­nenga, da remoto, lo avreb­be vissuto ancora me­glio di come descritto così).

W Napoli e W Cop­pi, ed è un serial distante da ogni paragone sulle piattaforme, qui siamo sugli altipiani del sentimento, se vi intersechiamo la fuga di amore con la Dama Bianca, in Costiera, - Coppi ha avuto due Costiere, la ligure e la nostra amalfitana -, dopo il “Campania” vinto nel ’54, al “Santa Caterina” appunto di Amalfi.

W Napoli e W Coppi, e sia pure il rituale degli occhiali Persol new style comprati dall’Ottica Pascotto gloriosa, al Corso Umberto, dove oggi c’è meno illustre la croce verde lampeggiante di una farmasanitaria.

W Napoli e W Coppi, viva l’unica tappa del Giro vinta al Vomero nel ’47 e meno viva l’influenza che non gli permise di correre, era all’Hotel de Londres, a Piaz­za Municipio, il “Campania“ del 1956...

W Napoli e W Cop­pi, grazie ad Ezio Zanenga che ci sfoglia con noi ogni almanacco con i colori del bianco e nero. E chissà che da qui Napoli non si alzi in piedi a scriverne ancora, con la comoda allusione da murales maradoniano che da poco appunto è scomparso Jorge Batiz, argentino di Buenos Aires, l’ultimo dei seigiornisti in esistenza e in gloria sempre in pista di Fausto Coppi.

W Napoli e W Coppi.

da tuttoBICI di gennaio


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