L'ORA DEL PASTO. NINO CERONI E QUEL LIBRO "MONDIALE" CHE VALE TANTISSIMO

LIBRI | 16/01/2026 | 08:10
di Marco Pastonesi

Un capolavoro, quei Mondiali del 1968. Il percorso, gli spettatori, l’incasso, i risultati – un oro con Vittorio Adorni, due bronzi con Michele Dancelli e Morena Tartagni -, perfino il tempo fu magnifico. Merito di una squadra, dagli amministratori agli albergatori, dai volontari ai transennisti, dai federali ai giornalisti, dagli industriali agli artigiani. Ma se non ci fosse stato lui, a dirigere l'orchestra e il coro, l’organizzazione e il traffico, quei Mondiali ci sarebbero stati comunque, ma altrove. E non così. Non a Imola.


Nino Ceroni, che se lo chiami Giovanni neppure si volta, è un piccolo grande uomo. Piccolo di taglia, e gli anni – quasi 99 - hanno pure limato qualche centimetro, ma grande di intuizioni e idee, voglia e volontà, coraggio e curiosità. E finalmente, con Massimo Marani, ha deciso di raccontarsi. Il libro s’intitola manzonianamente “Questo Mondiale s’ha da fare” (Bacchilega, 144 pagine, 30 euro) e c’è anche altro, prima e dopo il Mondiale.


La passione per il calcio, portiere dell’Imolese (e Hermann Felsner, allenatore austriaco del Bologna, alla fine di un’amichevole gli disse “bravo”), fra campi disastrati (“Si trovava una botte segata a metà, con l’acqua, per lavarsi dopo la partita: metà per gli ospiti, metà per noi”, “Ma altri andavano a sciacquarsi nel canale, poco più in là, dove c’era il lavatoio delle donne”) alla Compagnia atleti (“C’era anche Alessandro D’Ottavio, il mediomassimo di pugilato che è stato medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra del 1948, un vero e proprio armadio”), e fra gli incontri anche quello con l’olimpionico della marcia Pino Dordoni al Centro addestramento reclute (“A giorni alterni, dovevamo andare dall’Ufficiale di giornata per farci assegnare un uomo da noi controllato che, armato di ramazza, aveva il compito di pulire il loggiato attorno al cortile”), dagli allenamenti specifici (“Saltavo a piedi pari un metro, come fosse niente”) fino al fatidico incontro con Giovanni Viola, che sarebbe diventato portiere della Juventus e della Nazionale (“Vedendolo, ho capito che non sarei mai diventato un grande portiere. Ero bravino, sì, ma da quel giorno qualcosa è cambiato”).

Meglio così. Perché, convinto da Luciano Pezzi (da gregario di Fausto Coppi a direttore sportivo di Vittorio Adorni e Felice Gimondi), Nino entrò nella Us Imolese di ciclismo e cominciò a dirigere corridori e organizzare corse: il Campionato italiano di ciclocross, la Coppa Placci e, appunto, il Mondiale. Che storia: la ripicca per l’edizione scippata da Salò nel 1962, il coinvolgimento dei quotidiani sportivi (prima “Stadio” con Luigi Chierici, poi “La Gazzetta dello Sport” con Rino Negri, quindi “Tuttosport” con Giovanni Ambrosini), la sintonia con il sindaco Amedeo Ruggi, il coinvolgimento di Diego Ronchini, l’accordo con la Salvarani, ma anche i pass con le Polaroid, i viaggi in ambulanza, una mostra filatelica e una bici d’epoca, le tv della Germanvox per la prima volta disposte lungo il percorso, le tribune regolari e le palafitte abusive, i tortellini fumanti della Gris 2000, i 60 milioni di lire dimenticati nel cassetto di una stanza d’albergo, la giacca in renna della Groenlandia regalata alla campionessa mondiale Cornelia Hage e il kilt scozzese a Morena Tartagni, l’ammiraglia della Nazionale italiana rimasta a secco e sostituita da una Campagnolo dell’Esercito italiano…

Molto avrebbe fatto, Ceroni, anche dopo il Mondiale: altre Placci, altri campionati tricolori, tappe di Giri d’Italia uomini, donne e dilettanti, perfino una Sei Giorni a Bologna. A rendergli omaggio e giustizia qui si uniscono Davide Cassani nella prefazione e, nei ricordi, Vitaliana Adorni, Marino Amadori, Silvano Antonelli, Raffaele Babini, Giancarlo Ferretti, Giuseppe Figini, Gian Paolo Luppi, Renato Di Rocco, Gino Sala e Francesco Moser. “Il ciclismo – confida Ceroni – era la mia unica grande passione”. Una passione spassionata. Nino dice che a parte “qualche foto, una medaglia e un boccale, tutto il resto è nei cassetti di altre persone che non hanno fatto un tubo”. Adesso c’è questo libro. Vale tantissimo.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Jacopo Vendramin si prende il titolo iridato nella Eliminazione juniores ai Mondiali su pista di Heusden Zolder, firmando una prova di grande freddezza tattica. L’azzurro di Marghera, portacolori della Industrial Forniture Moro C&G Capital, ha gestito ogni fase con controllo...


E’ arrivato l’ultimo applauso per Julian Alaphilippe. Loulou ha scelto di scendere dalla bici e con quelle parole che solo i grandi campioni sanno dire, ha deciso di salutare il mondo del ciclismo: «Mi ritiro con immensa gratitudine» Ci sono...


Quasi dieci mesi dopo l'ultima volta, Sofie van Rooijen torna ad alzare le braccia al cielo. La velocista olandese di UAE Team L'IMAD ha conquistato oggi la Konvert Kortrijk Koerse, in Belgio, imponendosi con grande forza nello sprint finale. La...


Sulle strade del Giro delle Fiandre fa festa un fiammingo: Jenno Berckmoes ha vinto la terza tappa del Renewi Tour 2026 con arrivo a Geraardsbergen. Il corridore della Lotto Intermarché aveva attaccato sul Muur assieme ad Alec Segaert (Bahrain Victorious),...


L’olandese Keije Solen ha conquistato la seconda tappa del Tour de l’Avenir, la Nogent‑le‑Rotrou – Amboise di 116 chilometri, completando la doppietta per la Lotto Group Wanty dopo il successo inaugurale di Driesen. In uno sprint molto serrato, Solen ha...


Sprint vincente di Alessio Magagnotti al termine dei 197 chilometri della Schwäbisch Hall / Offenbach an der Queich, seconda tappa del Deutschland Tour. Il 19enne trentino della Red Bull - BORA - hansgrohe ha concluso a braccia alzate una appassionante lotta...


La Decathlon CMA CGM fa ancora la voce grossa al Tour du Limousin-Périgord 2026, con Noa Isidore che ci ha preso gusto e ha centrato la seconda vittoria della sua corsa e della sua carriera sul traguardo di Limoges. Il...


Kim le Court Pienaar ha vinto la terza tappa del Tour of Britain Women, è bastato un attacco a 3 km dal traguardo per diventare imprendibile. L'atleta delle Mauritius aveva cerchiato la frazione di 104, 7 da Mold a Great...


Primoz Roglic sarà al via della Vuelta a España. Domani lo sloveno prenderà posto sulla rampa di partenza di Monaco per affrontare l'ultimo Grande Giro della stagione, ma questa volta senza l'obbligo di inseguire il quinto successo. Dopo quattro trionfi...


Per la Locomodora del Carchi questa sarà la settima Vuelta a España, e la correrà con una voglia di attaccare che non è mai venuta meno e quella capacità, quasi unica, di trasformare una giornata qualunque in un momento da...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra