PIÙ SICUREZZA PER I CICLISTI SULLE STRADE: UN PERCORSO CONDIVISO PER UNA CULTURA DIFFUSA

NEWS | 05/01/2026 | 07:30
di Guido La Marca

Un testo di legge costruito partendo dall’esperienza di chi la strada la vive ogni giorno. È questo lo spirito che guida la proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti, che vede nell’onorevole Roberto Pella il primo firmatario, esito di un lavoro coordinato che ha messo insieme la visione delle forze politiche in campo, delle istituzioni e dei grandi protagonisti del ciclismo italiano.


Il percorso condiviso ha trovato, fin dai propri esordi, il supporto e la disponibilità di figure chiave per esperienza e competenza, come il prefetto Roberto Sgalla, già direttore centrale della Polizia Stradale e presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ed Eugenio Amorosa, già primo dirigente della Polizia di Stato, unitamente a numerosi altri prefetti e rappresentanti delle forze dell’ordine in servizio, sindaci e presidenti di provincia, autorità sportive, al fine di garantire un confronto aperto e ampio, a garanzia di una norma applicabile e coerente con le esigenze dei territori e con l’attualità del periodo che viviamo.


Tra i dati disponibili, il recente Atlante degli incidenti ciclistici, pubblicato dal Politecnico di Milano, esplora, attraverso cinque dashboard realizzate e consultabili da tutti, le dinamiche degli incidenti, la gravità, la mortalità, la distribuzione geografica e la relazione tra incidentalità e diffusione dell’uso della bici nelle province e nelle regioni italiane: uno strumento che ricomprende, non solo in ambito sportivo-agonistico, i contorni di un fenomeno da contrastare e prevenire attraverso un intervento in grado di riconoscere la vulnerabilità degli utenti deboli e rafforzarne la tutela.

Secondo i dati ufficiali, sono oltre 16.000 gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti e quasi 200 i morti.

Negli ultimi mesi, dal deposito del disegno di legge dello scorso luglio, si sono intensificati molteplici incontri: direttori di corsa, organizzatori delle più importanti corse italiane, come ad esempio RCS Sport, l’Associazione Direttori Sportivi (ADISPRO), l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti (ACCPI), le associazioni a tutela dei ciclisti, i presidenti delle Commissioni della Lega del Ciclismo Professionistico (di cui Pella è presidente) e la Federazione Ciclistica Italiana, che non ha fatto pervenire ancora alcuna proposta.

Così come per la modifica all’articolo 9 del Codice della Strada, in merito alla semplificazione organizzativa delle corse, avvenuta sempre su iniziativa del deputato Roberto Pella (Forza Italia) e approvata all’unanimità in Parlamento lo scorso maggio, anche la proposta di legge n. 2489 è stata condivisa e sottoscritta da tutti i rappresentanti delle forze politiche: il presidente della Commissione Trasporti, Salvatore Deidda (Fratelli d’Italia), e tutti i capigruppo di maggioranza – Carmine Fabio Raimondo (FdI), Elena Maccanti (Lega), Andrea Caroppo (FI), Franco Tirelli (Noi Moderati) – e di opposizione – Anthony Emanuele Barbagallo (PD), Antonino Iaria (M5S), Giulia Pastorella(Azione), Luca Pastorino (Gruppo Misto), Maria Chiara Gadda (Italia Viva) e Franco Manes(Minoranze Linguistiche).

Oltre ad esperti di organizzazione e direzione delle corse, sono stati coinvolti attivamente coloro che il ciclismo lo praticano da sempre, essendone autentici protagonisti: i campioni del mondo Francesco Moser, Giuseppe Saronni(vicepresidente della Lega Ciclismo Professionistico), Gianni Bugno, Maurizio Fondriest, Alessandro Ballan, Paolo Bettini (anche campione olimpico), Claudio Chiappucci (maglia a pois al Tour de France) e Vincenzo Nibali (vincitore dei tre grandi Giri).


IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

La proposta di legge consta di quattro articoli che intervengono per rafforzare la sicurezza dei ciclisti.

Telaio con numero di identificazione: ogni bicicletta prodotta dovrà riportare un codice identificativo.

Ciclisti affiancati: fuori dai centri abitati, se la strada è sufficientemente larga (almeno 1,5 metri di distanza laterale per il sorpasso), i ciclisti possono procedere affiancati fino a due e in gruppi di massimo dieci persone.

Casco obbligatorio per chi usa calzature vincolate e per i minorenni: chi utilizza biciclette con pedali o scarpe con tacchetti che fissano i piedi al mezzo deve indossare il casco, tenendolo correttamente allacciato. Il casco è sempre obbligatorio per chi ha meno di 18 anni, sia che utilizzi la bicicletta sia che venga trasportato.

Obbligo luci: i ciclisti devono avere accesa una luce posteriore rossa sempre visibile, in ogni condizione di giorno o di notte. Sui velocipedi sportivi, di notte, devono essere presenti anche luci anteriori bianche.

Formazione e cultura della sicurezza: inserimento, all’interno dei corsi e dei test per il conseguimento della patente di guida, di contenuti riguardanti la sicurezza dei ciclisti e il rispetto degli stessi da parte degli altri utenti della strada.

In particolare, rispetto a quest’ultimo obiettivo, si è registrata la massima disponibilità da parte dei comandanti delle Polizie Municipali a integrare la formazione e l’informazione sul tema della sicurezza della viabilità ciclistica presso le giovani generazioni. Così come sarà valutata l’opportunità di prevedere, anche per mezzi pesanti e furgoni, l’obbligo di dotarsi di strumenti di rilevazione laterale, posteriore e per gli angoli ciechi, così come proposto dalle associazioni a tutela dei ciclisti.

Inoltre, sarà condiviso l’invito di sindaci e presidenti di provincia – in rappresentanza di ANCI(Associazione Nazionale Comuni Italiani) e UPI (Unione Province Italiane), con cui la Lega Ciclismo ha siglato protocolli d’intesa sin dall’insediamento del presidente Pella – che chiedono, altresì, finanziamenti straordinari per incentivare la realizzazione di corsie ciclabili nelle nuove strade o in quelle oggetto di significativa riqualificazione con una larghezza di due metri e mezzo in modo da permettere il transito nei due sensi.

Su questo tema, in primavera, si terrà un importante convegno a Treviso, promosso dal presidente Roberto Pella insieme al sindaco Mario Conte, presidente di ANCI Veneto e vicecoordinatore nazionale.


IL COMMENTO

«Ringrazio tutte le autorità, il Governo e i colleghi parlamentari che hanno voluto sottoscrivere il testo – ha spiegato Roberto Pella – le istituzioni e gli enti che, ciascuno per propria competenza ed esperienza, hanno partecipato alla stesura del disegno di legge. In particolare, voglio sottolineare la disponibilità dei campioni del mondo che oggi “non appendono la bici al chiodo”, ma si mettono a disposizione di un movimento che vuole tornare protagonista nel nostro Paese e che, grazie a un protocollo con UPI, coinvolgeremo nella sensibilizzazione all’educazione stradale nelle scuole superiori».

Un impianto normativo che punta non solo a introdurre nuovi obblighi, ma a diffondere una cultura della sicurezza e del rispetto, riconoscendo il ruolo del ciclismo come disciplina sportiva, mezzo di trasporto e strumento di mobilità sostenibile. «Per questo – conclude Pella – sono certo che, grazie al supporto del Governo e al lavoro della Commissione Trasporti della Camera, riusciremo a far approvare queste proposte nei primi mesi dell’anno».

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COMMENTI
Bene ma
5 gennaio 2026 11:20 lupin3
Buono che si muova qualcosa ma il secondo punto, scritto così, non è chiaro. Potreste specificare meglio per favore?

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