LAPORTA, LA CICLISTA "PER CASO" CHE VUOLE ANDARE LONTANO

DONNE | 21/12/2025 | 08:16
di Alessandro Brambilla

“All’età di 5 anni ero già brava a fare verticale e spaccata. Ero tesserata per la società di Tribiano, il mio paese. Nella ginnastica artistica ho iniziato presto a vincere”. Linda Laporta, 26 anni, ora  sulla rampa di lancio in bici, nel 2025 ha trionfato nella cronoscalata di Palù di Giovo.


Dopo i numerosi successi nella ginnastica artistica con relative apparizioni nella Nazionale, Linda ha la possibilità di entrare nel gotha d’Italia, forse d’Europa, del  ciclismo rosa. “La mia specialità ginnica preferita – prosegue Linda, da gennaio 2025 portacolori BePink –  era la trave, che adoravo”.


Ha gareggiato nell’artistica pure per Fanfulla Lodi, Pro Patria Milano e Forza e Coraggio. “Il meglio in termini di vittorie e partecipazioni a tante gare internazionali l’ho dato tra i 14 e i 18 anni. Io e le mie avversarie speravamo di emulare Vanessa Ferrari, autentico fenomeno della ginnastica artistica”. 

Da maggiorenne la carriera ginnica di Linda Laporta si è arenata. “Ero una testa calda – fa notare l’atleta nata a Milano e cresciuta a Tribiano, ora residente a Bastiglia (Modena)–  e la ginnastica col trascorrere degli anni richiedeva pazienza e meticolosità. Mi dicevano di allenarmi sulla forza e io preferivo farlo sui salti. E non sempre mi attenevo al regime alimentare”.

Con conseguente stop all’attività e una fugace apparizione nel podismo. “Mi ha dato belle soddisfazioni, e anche le colleghe erano brave con me”. Al mondo della bici è approdata quasi casualmente. “Nel 2022 conobbi dei praticanti del triathlon e la bici cominciò ad incuriosirmi. Mi comprai una Trek che tra l’altro aveva un telaio inadeguato alle mie misure. Però era bella, mi piaceva, e utilizzandola avvertii sensazioni di forza. Ciclisticamente ero al sillabario, però provando e riprovando a pedalare e soprattutto a sganciare i piedi dagli attacchi rapidi intuii che valeva la pena insistere. Mi sembrava di essere ai primi passi sulla trave, come quando avevo 5 anni e frequentavo la palestra di Tribiano”.

Il coraggio non è mai mancato a miss Laporta: “Dopo poche piacevoli uscite ho alzato il numero dei chilometri a 120 , 130 e di più. Avvertivo belle sensazioni sulle salite dell’Appennino”.  Naturalmente arrivarono consigli dall’amico del cuore: “Luca Bertani, allora dilettante della Pregnana, fu tra quelli che mi esortarono a cimentarmi nel ciclismo vero”.

Qualcuno tentò comunque di dirottare Linda verso le gran fondo. “La cosa non mi stimolava, preferivo gareggiare con ragazze della mia età. Sono del segno zodiacale del leone in tutti i sensi, una combattiva. E l’amore per la bici diventava sempre più forte. Il 22 dicembre 2022 feci un sogno: mi vedevo nel gruppo, con le più forti al mondo. Un sogno bellissimo che in buona parte si è avverato”.

Simone Trigato, dirigente del velodromo di Cento, la  mise in contatto con Roberto Baldoni, noto patron di squadre femminili. Linda venne tesserata per la Zhiraf, una delle squadre controllate da Baldoni e Andrea Carlesi. La signorina Laporta cominciò a gareggiare con le Elite al Trofeo Ponente in Rosa in altre corse internazionali. Il rendimento era buono e per la stagione 2024 Baldoni la inserì nella BTC Ljubljana-Zhiraf.

“Il mestiere mi mancava – ammette Linda – non sapevo stare a ruota, sprecavo energie, però dicevano che ero forte “. La ragazza nata in Lombardia e modenese d’adozione andò al Centro Universitario di Bologna. “I test atletici evidenziarono valori elevati”.

Walter Zini manager del team BePink la mandò successivamente al Mapei Sport di Olgiate Olona (Varese) a sostenere altri test: il risultato fu altresì ottimo.  Il dirigente milanese decise così d’inserirla nel roster BePink-Imatra-Bongioanni del 2025. Il resto è storia d’oggi: Linda Laporta oltre a trionfare nella crono-open in Trentino  soprattutto si è piazzata fra le prime 10 in corse internazionali e ha contribuito al successo della BePink nella classifica a squadre della Coppa Italia delle Regioni.

“Al Giro d’Italia e altre internazionali mi è sembrato di toccare il cielo con un dito”, aggiunge Laporta. Post-corsa rosa Zini ha mandato l’emergente Linda in altura, a Livigno. “Ci sono stata 20 giorni. Tutto ok, sono tornata dalla Valtellina con un colpo di pedale eccezionale”. Linda è andata forte al Giro dell’Emilia. “Sul Monte Calvo si è creata la scrematura e io sono rimasta davanti, nelle prime 30”. E all’arrivo, dopo 2 scalate al San Luca, ha concluso al 20° posto. Alla Tre Valli Varesine è arrivata al 34°, nona al Trofeo Tessile & Moda in cima a Oropa, ottava al Giro del Veneto. Notare: in Giro dell’Emilia, Tessile & Moda e “Veneto”, in mezzo a tante  campionesse del World Tour,  Linda è stata la migliore tra le ragazze tesserate nei teams UCI Continental. Ottimo per una fanciulla che fino all’estate 2022 non sapeva cosa fosse il ciclismo.

“Gli allenamenti con Zini e i suoi consigli mi hanno migliorata. Walter per me è stato un fratello maggiore o anche il 2° papà: gli devo moltissimo. La BePink è Continental, tuttavia con organizzazione simile ad una Professional o World Tour. E fra le Continental è quella che svolge più attività all’estero, quindi ci fa migliorare il bagaglio tecnico. Sono contentissima di appartenere  alla BePink”.

La parola passa alla strada: “Lo ribadisco, sono nata sotto il segno del leone, e cercherò di dimostralo anche nel 2026. Non bisogna trascurare niente, forse debutterò a metà gennaio nelle gare di El Salvador. Ora voglio vincere”. Recentemente Linda è stata premiata alla festa del Comitato Emilia Romagna della FCI. Nell’occasione ha ricevuto i complimenti dal presidente della Lega Ciclismo Professionistico, Roberto Pella. “La Lega Ciclismo – puntualizza Linda –  sta creando grandi benefici al ciclismo femminile. Quelle di Pella sono iniziative importanti per noi”. 


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