VAN DER POEL. «IERI MI SONO SENTITO MEGLIO CHE A NAMUR. VAN AERT? OGNI SFIDA CON LUI E' IMPEGNATIVA»

CICLOCROSS | 21/12/2025 | 08:35
di Francesca Monzone

E così ad Anversa, la città dei diamanti, è arrivata la 127a vittoria di Mathieu Van der Poel su 200 sfide complessive contro Van Aert (51 i successi del fiammingo). Imbattibile l'olandese, che non perde un ciclocross dal 21 gennaio 2024 a Benidorm, in Spagna: lui quinto e Van Aert primo.


Per tutta la settimana, tifosi, appassionati e media avevano parlato dell'attesissimo primo duello stagionale tra i due fenomeni del ciclocross, ma a dire il vero è stata schiacciante la superiorità di MVdP. «Era un percorso diverso rispetto a quello della settimana scorsa a Namur - spiega Van der Poel, 30 anni, che ha vinto sette Mondiali nel cross come il solo Eric De Vlaeminck ha saputo fare -. Ho fatto anche una partenza leggermente migliore, ho preso subito l'iniziativa sulla sabbia, dove è più facile condurre rispetto a un percorso collinare come Namur. Quella gara era stata aggiunta al mio programma all'ultimo minuto, e l'avevo sentito. Non avevamo modificato il programma di allenamento in vista di Namur: se mi fossi riposato sia quella settimana sia questa, avrei perso due settimane di preparazione su strada. Ieri ad Anversa mi sono sentito meglio anche in gara, non ho mai sentito di dover spingere troppo ed ero molto contento del ritmo che sono riuscito a tenere. Tutto sommato, è una combinazione di circostanze che ha fatto sì che andasse meglio rispetto allo scorso fine settimana».


Sarà questo il quadro per tutto l'inverno?
«No, non credo. Ogni gara è diversa e va disputata, le differenze tra i corridori cambieranno sempre un po' in ogni caso. Ci sono alcuni percorsi simili sulla sabbia che arriveranno ora, Koksijde e Hofstade. D'altra parte, senza quella foratura di Van Aert, la storia avrebbe potuto essere un po' diversa. In ogni caso, bisogna sempre continuare a crederci. Anch'io mi sono trovato in una situazione in cui, in alcuni inverni, non potevo fare nulla contro Wout. Poi cerchi di continuare a credere in ogni gara che un giorno tutto si risolverà. È un po' come gareggiare contro Tadej Pogacar su strada. Anche lì si mantiene la speranza di vincere».

Van Aert non ha avuto grandi possibilità, però.
«La sua foratura ha certamente pesato, vedremo nelle prossime settimane se Wout sarà davanti, ma so che le nostre battaglie sono sempre impegnative. È anche grazie a Wout che ad Anversa 14.000 persone sono venute a vederci».

In ogni caso la preparazione di Van der Poel è finalizzata ai Mondiali di Hulst di domenica primo febbraio, davanti ai suoi tifosi, così lo vedremo crescere in modo un po' più graduale rispetto alla scorsa stagione. «Il Mondiale è ancora lontano, ovviamente. Sono fiducioso del buon piano che abbiamo elaborato e spero di poterlo realizzare. Sarebbe fantastico centrare il record di titoli mondiali (otto, ndr) a Hulst, in casa. Non posso continuare a correre nel ciclocross per sempre, quindi prima o poi ci deve essere una fine. Ho sempre detto che spero di concludere in bellezza, sia su strada sia nel ciclocross. Vedremo, chissà».


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