BUONE FESTE. IL PRIMO NATALE DA PAPÀ DI AFFINI TRA I BOTTI D'OLANDA

INTERVISTA | 24/12/2025 | 09:00
di Giulia De Maio

Il primo Natale da papà è speciale. Parola di Edoardo Affini, portacolori della Visma-Lease a Bike, che in questa off season si sta godendo una fase intensa e speciale della sua vita. La piccola Celeste è nata ad ottobre e per lui questo è davvero un momento ricco di emozioni nuove. Il mantovano si sta preparando ad affrontare la sua sesta stagione con la formazione di Wout van Aert e Jonas Vingegaard, una delle squadre più strutturate e competitive del panorama internazionale, e in attesa della ripresa delle gare si coccola la sua piccola.


La vita da papà è...


«Unica e bellissima. Quando parli con chi ha figli di solito pensi siano cliché ma quando la provi sulla tua pelle è tutto vero. Celeste è nata il 13 ottobre e da quel giorno detta lei i tempi, in base a quando deve mangiare e dormire. È brava, si sveglia solo una volta per notte, quindi siamo già sulla buona strada. Ho disputato l'ultima corsa il 20 settembre, poi mi sono tenuto in movimento fino a una settimana prima che nascesse per godermi l'ultima settimana di gravidanza di Lisa e le prime settimane di vita della piccola senza allenamenti. Sono stato in ritiro ad Oliva, in Spagna, solo dall'8 al 16 dicembre».

Dove trascorrerai le feste?

«A Donderen, in Olanda, nel nord della provincia di Drenthe dove mi sono trasferito per amore. Celeste è ancora un po' troppo piccolina per viaggiare, i nonni sono pazzi di gioia perché è la loro prima nipote, magari verranno a trovarci loro da Buscoldo (Mantova). Anche se Celeste non capisce che è Natale e non sa che cosa sia un regalo, un vestitino o un giocattolino per stimolare la dentizione conoscendo i parenti arriverà...».

In Olanda ci sono tradizioni diverse rispetto alle nostre?

«Anche qui festeggiano il 25 e il 26 dicembre, che chiamano Natale 1 e Natale 2, o meglio, secondo giorno di Natale. Le abitudini culinarie sono diverse da famiglia a famiglia, ma è comune cucinare alla piastra su un mini grill posto sulla tavola mentre si chiacchiera. L'idea di base è trascorrere tempo in famiglia e in compagnia degli amici più vicini, anche per l'ultimo dell'anno. Nella zona dove mi trovo amano particolarmente i botti, il governo sta elaborando una legge per vietarli ma se andrà in porto ci sarà un'insurrezione popolare (scherza, ndr). Ho già vissuto un Capodanno qui e ne ho viste di ogni, dal bimbo con il minicicciolo ai più sfasati che spendono migliaia di euro per i fuochi d'artificio più coreografici, ogni quartiere fa il suo show».

Quando ti rivedremo con il numero sulla schiena?

«Svolgerò un programma gare classico: inizierò alla Omloop Nieuwsblad a fine febbraio in Belgio. I dettagli li definiremo con la squadra a gennaio, visto il percorso del Giro d'Italia la cronometro di Viareggio sarebbe un bell'obiettivo da mettere nel mirino ma vedremo il team dove preferirà schierarmi. Non mi dispiacerebbe anche tornare al Tour de France... L'anno scorso ho corso tutte e due i grandi giri più importanti, è uno sforzo che si può fare».

Che obiettivi ti sei posto per il 2026?

«Continuare a migliorare nelle cronometro. Ogni anno provo a portare a casa il tricolore anche se so che è una sfida molto ardua contro Pippo Ganna. Cercherò di dargli filo da torcere al Campionato Italiano e non mi dispiacerebbe rivestire la maglia della Nazionale ad Europei e Mondiali. Quest'anno i percorsi non erano adatti alle mie caratteristiche e ho avuto altro a cui pensare visto che la famiglia si stava per allargare, ma per l'anno nuovo farò del mio meglio per meritarmi la convocazione».


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