FONDRIEST, PEDALARE A 60 ANNI. «SCOPRO TALENTI, RISCOPRO IL MONDO, CONDIVIDO UNA PASSIONE»

INTERVISTA | 12/09/2025 | 09:46
di Fabrizio Salvio


Maurizio Fondriest è stato campione del Mondo in linea nel’88, nel ’93 ha vinto Milano-Sanremo e Freccia Vallone. Oggi, a 60 anni suonati, continua a pedalare come una volta. Nello spirito, almeno, se non con le stesse gambe.


Cosa rappresenta per lei la bicicletta, Fondriest?

«Libertà. Io non ho mai smesso di andare in bici, mi entusiasma come il primo giorno, forse perché ti dà l'opportunità di pedalare con persone di ogni età, come ho appena finito di fare nell’ultimo viaggio organizzato per quest’anno con Gazzetta: una settimana in Sicilia, da Palermo fino all’Etna. Sono viaggi che facciamo di solito con persone dai 40 ai 60 anni, a volte anche più anziane, che arrivano da tutto il mondo per pedalare in compagnia e visitare posti che non hanno mai visto. È quello che la bicicletta ti può dare rispetto agli altri sport, no? L’anno scorso abbiamo attraversato l’Andalusia, in precedenza Santiago de Compostela, una volta siamo partiti da Pamplona, un’altra da Lisbona. È per me l’occasione per riscoprire posti che avevo già visto, ma da corridore; e, quando corri, la tua mente è concentrata solo sulla gara, neanche ti accorgi di quello che ti sta intorno. E quando non avrò più le forze per andare in bici come oggi, mi aiuterò con la pedalata assistita, come già fanno mia moglie e molte delle persone che viaggiano insieme a noi. Perché il bello è proprio questo: condividiamo una passione, ciascuno in base alle proprie capacità».

Nella vita di tutti i giorni lei è un talent scout alla continua ricerca di giovani da lanciare nel ciclismo professionistico: perché il nostro movimento non ha più un Pantani, un Nibali?

«I motivi sono diversi, almeno tre. Uno: nessuno può sapere quando e dove nasce il talento. Sinner è altoatesino: quale tradizione tennistica ha l’Alto Adige? Nessuna. E allora? Evenepoel è un fenomeno che arriva dal calcio. Ma poi, Ganna non è un super talento a cronometro? Milan non è destinato a diventare uno tra i velocisti più forti al mondo? Quindi, diciamo meglio: a mancare, sono il campione per le classiche e quello per le gare tappe, uno scalatore. Ma arriveranno. Non so quando, ma arriveranno perché abbiamo degli junior forti. Anche tra quelli che seguo direttamente. Due: non soltanto la federciclismo, ma anche il governo deve lavorare bene, meglio di quanto faccia oggi, nello sport, e parlo dello sport in generale. Se fai praticare sport a 100 ragazzi o a 1.000 o a 10.000, la percentuale di quelli che potrebbero diventare buoni o ottimi corridori cambia. Il primo, grande lavoro è da fare nelle scuole, in cui le ore dedicate allo sport devono aumentare. È un problema anche sociale: se i ragazzi fanno sport, non hanno tempo per le cazzate. Tre: in altri Paesi corrono molti figli d’arte, da noi non è così. Non c’è un altro Saronni, un altro Moser, o Argentin, o Fondriest. Mia figlia ha iniziato a 23 anni dopo il pattinaggio artistico: troppo tardi per pensare a una carriera».

Ma possiamo essere ottimisti?

«Se iniziamo a lavorare bene adesso, i risultati li avremmo tra 5-7 anni. Non abbiamo squadre World Tour? Non avremmo risolto i problemi, ma è vero che, avendole, permetteremmo a più ragazzi di passare professionisti. In questo momento in Italia abbiamo buoni corridori che hanno difficoltà a trovare squadra, anche all’estero. Un corridore di una squadra World Tour prende 200.000 euro al mese: è chiaro che i team francesi, per esempio, prenderanno i connazionali e non gli italiani».

 


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Aria di grande ciclismo alla cena-evento di fine anno del Bici Club Spoleto “Castellani Impianti”. Venerdì 5 dicembre l’Albergo Ristorante la Macchia ha fatto da palcoscenico all’appuntamento conviviale con cui la compagine amatoriale spoletina, alla presenza di tesserati, sponsor e...


Ha preso il via giovedì 27 novembre, direttamente da “Casa Il Sogno” di Camisano Vicentino (VI), la 14ª edizione dell’asta benefica “Regala un Sogno”, appuntamento ormai irrinunciabile per gli appassionati di ciclismo. Sul sito www.regalaunsogno.org sono disponibili oggetti esclusivi...


Dopo due anni con il team Polti Visit Malta Davide De Cassan riparte dal team General Store Essegibi F.lli Curia e continua così la sua avventura nel mondo del ciclismo con una squadra proprio del suo territorio. Il ventitreenne veronese,...


Il Team Solution Tech – Vini Fantini annuncia con entusiasmo il rinnovo di Yukiya Arashiro per la stagione 2026. Il proseguimento del rapporto con il corridore giapponese si inserisce in una fase di forte crescita per il team, resa possibile grazie...


Il Vélo d’Or 2025 è stato ufficialmente assegnato e Tadej  Pogacar è ancora una volta il miglior ciclista della stagione oltre ad essere il vincitore anche del Premio Eddy Merckx per il miglior corridore da Classiche. Nella sezione femminile il prestigioso...


Dopo aver appeso la bici al chiodo a fine stagione, Alessandro De Marchi rimarrà al Team Jayco AlUla iniziando una nuova avventura come direttore sportivo dal 2026. Il 39enne corridore friulano ha trascorso più di un decennio gareggiando ai vertici...


«Oggi abbiamo scambiato le nostre bici con un tocco e una toga! È stato un onore ricevere una laurea honoris causa dall'Assemblea Nazionale dell'Ecuador. Grazie all'Università Anglo-Ispanica Messicana per questo riconoscimento. Dottor Carapaz». No, Richard Carapaz non è impazzito ma ha...


Un luogo, la taverna di casa e storica sede del sodalizio, tanto caro all'indimenticato Giancarlo Otelli, la celebrazione di un'impresa internazionale di uno dei giovani talenti della squadra, un annuncio importante sul futuro e tante autorità amministrative e del mondo...


Le origini del Trofeo Isaltessari risalgono al 25 marzo 1979. Grazie alle sportività e alla passione dei fratelli Vittorio, Antonio e Vincenzo Tessari la prima edizione fu riservata ai dilettanti di seconda serie e si svolse sulla distanza di 125...


L'Abruzzo è nella storia del Giro d'Italia sin dalla prima edizione, 1909. Il 16 maggio fu arrivo della seconda tappa a Chieti, vinta in volata del piemontese Cuniolo. Due giorni più tardi, il 18, la partenza di nuovo da Chieti...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024