E CI RISIAMO... (L'ULTIMO ARTICOLO SCRITTO PER NOI DA GIAN PAOLO ORMEZZANO)

TUTTOBICI | 31/01/2025 | 08:20
di Gian Paolo Ormezzano

Gian Paolo Ormezzano se n’è andato il 26 dicembre scorso. Pochi giorni prima, mancava una settimana a Natale, accompagnato dal solito entusiasmo ci ha inviato il suo articolo per il numero di gennaio. L’ar­ti­colo è questo. L’ultimo. Ciao GPO e «w noi».


Penso che chiunque mi legge qui abbia saputo di Edoardo Bove, calciatore della Fioren­ti­na stramazzato sul campo, dei gravi problemi del suo cuore, della guarigione clinica e magari della ripresa atletica. Il suo dramma in diretta tv è stato spettacolare, anche se lui subito è stato circondato, nascosto e come soffocato dai compagni che gli han­no eretto intorno un drammatico muro umano, chi sommessamente piangendo chi vistosamente disperandosi chi dandosi co­mun­que da fare. Con un’am­bu­lanza coprotagonista.


Tanti auguri speciali a Bove, si capisce, e se torna in campo tutto il tifo per lui, ma una do­manda: siamo certi di avere dato al ciclismo, ai ciclisti lo stesso tipo di commossa e solidale partecipazione in mo­men­ti simili, per drammaticità intensità timore tifo preghiera eccetera, a quelli vissuti per Bove, con tutti noi idealmente in­torno a lui?

Il fatto è che - parliamo del­l’Italia - il ciclismo, come sport concorrenziale al calcio quanto a popolarità e idolatria popolare, patisce, e la co­sa dura da anni, un senso di inferiorità. Ciclismo inteso, sia chiaro, come strada (in linea, a cronometro e a tappe), pista (dove però ci sono troppe gare con formule astruse) e cross impervio per bici speciali. E basta, il resto è fuffa.

Un ricordo personalissimo, particolare, dove contarono e contano anche le sfumature di interpretazione. Torino, Gian­ni Savio presenta la sua squadra di professionisti messa in­sieme specialmente per il Giro d’Italia, dopo la sua consueta e sa­piente e competente raccolta di pedalatori onesti ma spesso dimenticati, di atleti talentuosi stracchi e di campioni ancora attuali ma ormai di­smessi dalla fama. Padrino Mi­chel Platini allora alla Ju­ventus. Uomo di punta della squadra di Savio il belga Fred­dy Maertens, due volte campione del mondo di professionismo su strada, battendo in volata una volta Moser, una volta Saronni. Di­scorsi eccetera, Platini, personaggissimo anche nella presentazione, di­rei nella concessione di se stesso, che come presenza prevarica Maertens, il quale, umilmente, gli chiede di come va il suo calcio ed evita di parlare di sé. Io che un po’ officiavo in aiuto al collega Rai Gior­gio Martino, mi sentii davvero a disagio. Per chi eravamo lì?

Adesso mi sento a disagio se devo spiegare, spiegarmi il ciclismo di fronte ai drammi fisici di un Remco Eve­ne­poel: quasi il pudore di parteciparli, come se si accusasse uno sport di essere in sé troppo pericoloso. Un pedalatore si schianta in corsa contro un’auto abusiva, lo stesso patisce, nel senso che paga con gravi ferite, l’apertura improvvisa della portiera di un camion. Sempre que­sto Evenepoel... Insom­ma, pare proprio uno che se li va a cercare. Più che riconoscimento del tantissimo che ha già vinto, anche in sede mondiale ed olimpica e in piena era Pogacar, sembra casomai contare quello che avrebbe magari vinto senza incidenti. Che imprudente, che jellato...

Una morte in bicicletta e in diretta, quella del venticinquenne Fabio Casartelli, caduto in una discesa pirenaica del Tour 1995, ebbe rilievo anche se non specialmente per il fatto che da allora si accelerò il movimento per rendere obbligatorio il casco (lui come quasi tutti non lo portava sempre), e quel ciclista più che assurgere a martire ebbe l’onore di apparire come un pioniere, protagonista e vittima di un sacrificio umano a pro di tanti, di tutti. Poco si ricorda dell’operazione di rianimazione, vana: eppure furono tre ore cariche di intensità.

Pensateci, pensiamoci. Ogni morto pesa in as­soluto, però se si muo­re facendo sport la “co­sa” ha un peso speciale. Dire che per via del dramma di Bo­ve ci riscopriamo in debito di commozione/emozione per Evenepoel - fra l’altro con un cognome ostico alla facile scorrevole pronuncia, anche questo conta, pazzesco ma conta - sembra strano, ma non è del tutto sbagliato. Il fatto che il ciclismo sia sport pieno (stavamo per scrivere “ricco” al posto di “pieno”…) di rischi e che ci abbia, come dire?, abituato ai suoi drammi non dovrebbe contare, ma intanto speriamo con queste righe di avere “raccolto” qualcuno in più allarmato e pensoso. Alla pericolosità del ciclismo, all’automobilismo pa­dro­ne delle strade, si attribuisce intanto un calo di tesseramenti giovanili, con ge­nitori allarmati e figlioletti impauriti: altro discorso, ma non discorso “altro”.

Sommessamente, direi naturalmente è intanto morto a 91 anni Rik Van Looy , un grandissimo, il Coppi delle gare in linea e dei traguardi di giornata delle gare a tappe (me­glio persino di Merckx). Ri­cordo che L’Equipe dedicò tutta una prima pagina nel cercare di stabilire una gerarchia di grandezza fra i due, Fausto e il belga molto ma molto fiammingo. Van Looy proprio non era scalatore, il titolo perfetto fu: “Tra Cop­pi e Van Looy una montagna”. Ma qui parlo di Van Looy anche se non soprattutto per dire che troppi gior­nali hanno dedicato troppo poche righe alla sua scomparsa. Di più se ne de­dicano a semisconosciutelli giocatori di calcio. E ci risiamo…


Copyright © TBW
COMMENTI
...in compenso
31 gennaio 2025 10:21 canepari
molti hanno scritto di te. Tra GPO e la storia del giornalismo nessun confine.

Un gigante GPO
31 gennaio 2025 13:34 Pippopeppo35
Grazie di tutto, anche per questo tuo ultimo articolo

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
RCS Sport comunica l'elenco delle squadre che prenderanno il via alle seguenti corse UCI World Tour di primavera: Strade Bianche Crédit Agricole, Tirreno Adriatico Crédit Agricole e Milano-Sanremo presented by Crédit Agricole.    Le squadre partecipanti alle altre corse di RCS...


Quella che Bauke Mollema comincerà domani alla Volta Comunitat Valenciana sarà la sua ultima stagione in gruppo. Il trentanovenne di Groningen, infatti, a poche ore dal suo primo impegno agonistico del 2026 ha annunciato sui propri canali social che...


L’Etoile de Bessèges - Tour du Gard 2026 avrà come obiettivo principale quello di mettersi alle spalle gli strascichi dell’anno scorso, quando la corsa si concluse con soli 56 corridori. Vetture sul percorso durante le prime tappe, infatti, spinsero diversi...


Il Tour de Suisse vuole stare al passo coi tempi e, parafrasando Tamara de Lempicka, dar vita a un trend piuttosto che seguirlo. In tanti, infatti, potrebbero finire col prendere ispirazione da come la corsa a tappe elvetica ha...


Erasmus+ non è solo un programma di mobilità,  istruzione e sport. È una delle storie di successo più forti d’Europa e un pilastro della nostra identità europea comune. Se vogliamo un’Unione più competitiva, più coesa e più vicina ai giovani, l’ambizione per...


Non ci sarebbe da stupirsi se in questi giorni dagli altoparlanti del Velodromo di  Konya, dove si stanno svolgendo i campionati europei su pista, venisse trasmessa la canzone "Father and son” di Cat Stevens: padre e figlio sul tondino turco...


Grande soddisfazione in casa Velo Club Cattolica per l’assegnazione, da parte della Federazione Ciclistica Italiana, dei Campionati Italiani Giovanili di Ciclocross 2027, in programma il 5 e 6 gennaio 2027. Un risultato che nasce da un progetto organizzativo strutturato, in occasione...


Ben O'Connor ha confermato oggi i suoi obiettivi per la stagione 2026: il principale sarà correre per la classifica generale del Giro d'Italia. Il trentenne australiano ha vinto una tappa a Giro nel 2020 e si è classificato quarto nella...


È una notizia che riempie il cuore di tristezza, quella della scomparsa di Andrea Vezzaro, 45 anni, figura preziosa dello staff marketing della Cicli Pinarello, punto di riferimento per tutti coloro che pedalano sulle bici dell’azienda trevigiana e per quanti,...


Si è appena concluso l’AlUla Tour, corsa a tappe dell'Arabia Saudita nella quale la Jayco-AlUla gareggiava... in casa. Sulla maglia del team australiano del WorldTour (maschile e femminile) c’è infatti il nome di questa storica località araba, non lontana dal...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024