L'ORA DEL PASTO. IL TERZINO E IL DUCE (E QUEL GIORNALISTA CHE AMAVA IL CICLISMO...)

LIBRI | 23/09/2024 | 08:16
di Marco Pastonesi

Seconda guerra mondiale. Sul fronte russo. Il terzino, da volontario, e il giornalista, per punizione, “uno spintone inflitto a un professore della seconda liceo”. Il terzino, fascista, e il giornalista, comunista “duro e puro”. Il terzino, del 1906, piemontese anzi casalasco di Vignale Monferrato, e il giornalista, del 1922, lombardo anzi brianzolo di Monza. Il terzino, che nel calcio avrebbe continuato ma come allenatore, e il giornalista, che avrebbe cominciato a scrivere soprattutto di ciclismo e pugilato, ma anche di boxe e cavalli. Il terzino e il giornalista, che rischiarono di incrociarsi “il giorno che una cigolante tradotta – il racconto è quello del giornalista – ci sbarcò in Russia, per affrontare la campagna più folle che si potesse immaginare, venimmo a sapere che, alle spalle del fronte, allora in movimento verso est, c’era un italiano che giocava a calcio, con i gerarchi sempre, che aveva nome Eraldo Monzeglio”. Il terzino nelle retrovie, come sul campo da calcio, e il giornalista in prima linea, com’era il giornalismo, anche quello sportivo, andare vedere scrivere, allora.


Vite parallele, quelle che emergono in “Il terzino e il Duce” di Alessandro Fulloni (Solferino, 336 pagine, 20 euro). Eraldo Monzeglio, il terzino del Casale, Bologna e Roma, e della Nazionale, campione del mondo nel 1934 e 1938; e Mario Fossati, il giornalista sportivo, “La Gazzetta dello Sport”, “Il Giorno”, e “la Repubblica”, “che poi avrebbe trasformato in romanzi le sue cronache al Giro e al Tour”. Il romanzo su Monzeglio si concentra su Monzeglio e la sua amicizia con i figli di Benito Mussolini fino a diventare maestro di tennis non solo dei figli ma anche del Duce (nonché il loro “istruttore ginnico ufficiale” e poi “addetto alla segreteria particolare del Duce con incarichi speciali”). Anche Fossati fu testimone della storia di Monzeglio: “Era elegantissimo. Di un’eleganza non voluta, perché l’eleganza è come il folclore, che se è voluto infastidisce. Lo stile di Monzeglio era naturale. Le ali dell’Inter, le punte, non già Meazza, indugiavano nell’egocentrismo del dribbling: e Monzeglio interveniva. Ogni suo intervento non sembrava un atto casuale ma il risultato di un pensiero, di una riflessione: un pensiero lucido, corrente, rapido, immediato”. In attesa della ferocia della guerra, l’ammirazione “nei suoi confronti era di molto impallidita anche perché Monzeglio giocava ormai a calcio soltanto con i gerarchi, che presso i richiamati e le reclute (com’ero io) dell’esercito italiano godevano sicuramente di una simpatica popolarità”.


Il terzino fu incensato dal fascismo come eroe - lo sport era propaganda – “sulla scia delle altre vittorie che in quel periodo cementarono l’immagine trionfante di Mussolini in Italia e all’estero: quelle di Bottecchia e Bartali nel ciclismo, quelle di Carnera nella boxe, quelle di Nuvolari e Varzi nei motori”. Ma a differenza, per esempio, di Bottecchia antifascista e Bartali cattolico, Monzeglio ci credeva. Vivendo da “usciere, valletto, maggiordomo, confidente e consigliere, agente segreto”, convivendo con Pavolini e Rommel, donna Rachele e Clara Petacci, Arpino e Brera, sopravvivendo a guerre e agguati, vendette e regolamenti di conti. “Un fascista non fascista”, come si definiva lui, tanto da salvare la vita anche a partigiani comunisti. E il calcio, sempre. “La panchina a cui teneva di più, quella della Nazionale, non la ottenne mai – scrive Fulloni -. Per un paio di volte sembrò sul punto di farcela, ma venne sempre stoppato sul più bello. Qualcuno, in Federazione, gli spifferò che a bloccarlo era stata la passata vicinanza al Duce e ai suoi figli. Tra insinuazioni e obiezioni velenose, qualche dirigente insorse dicendo che, con quella nomina, i due sport più amati dagli italiani sarebbero stati guidato da ex repubblichini. Era un riferimento a un suo caro amico, Fiorenzo Magni, che nel 1963 era diventato commissario tecnico degli azzurri di ciclismo. Al Leone delle Fiandre era stato contestato il controverso passato nella Gnr. Al processo fu assolto dall’accusa di omicidio e amnistiato per quella, dimostrata, di collaborazionismo”.

Fulloni intreccia storie, narra avventure, recupera documenti, valorizza testimonianze: e resuscita “il terzino”. Non c’è giudizio, né tantomeno pregiudizio. C’è invece la consapevolezza, e la ricchezza, di una commedia umana straordinaria.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Les Praeres, sede d'arrivo della sesta tappa della Vuelta España Femenina, applaude alla vittoria di Anna van der Breggen.  L'esperta olandese della Team SD Worx - Protime, negli ultimi due durissimi chilometri di salita ha conquistato vantaggio sulle avversarie ed è andata...


Paul MAGNIER. 10 e lode. Restare in piedi è già una vittoria, vincere non è cosa scontata. Volata scontrosa, brutta e folle, anche se vince un francese-texano (a 4 anni torna a Besançon) dalla faccia pulita e dal sorriso gentile,...


Si parte nel segno del secondo Paul francese, questo Magnier che se ne magnerà tanti di avversari, grana enorme per il nostro Milan. C'è pure la caduta di massa con bilancio miracolosamente lieve, in un budello finale disegnato direttamente da...


Francia in trionfo anche al Giro d’Italia. Dopo la primavera di Paul Seixas, ecco Paul Magnier, prima maglia rosa del Giro d’Italia. Ha 22 anni, è professionista dal 2024, viene considerato il futuro per le grandi classiche sullo stile di...


Era il corridore italiano più atteso ed è logico che sul volto di Jonathan Milan alberghi la delusione al termine della tappa inaugurale del Giro d'Italia: «Le sensazioni erano buone ma ci siamo persi, non so nemmeno io come e...


Un finale davvero thriller per la tappa inaugurale del Giro 109. Sul traguardo di Burgas ha vinto in volata il giovane Paul Magnier, ma clamoroso è quello che è successo a 600 m dal traguardo: una maxi caduta ha letteralmente...


Matteo Fabbro e Domenico Pozzovivo protagonisti nella terza tappa delll’Hellas Tour 2026. I due alfieri della Solution Tech NIPPO Rali hanno terminato la terza tappa della corsa greca piazzandosi rispettivamente al quinto e al decimo posto. I 207 chilometri della...


Jonas Vingegaard e i suoi compagni di squadra della Visma Lease a Bike hanno scelto di iniziare il Giro d'Italia con un piccolo gesto ma decisamente significativo.  Un'unghia smaltata di rosso per sostenere Børns Vilkår, un'organizzazione danese che s'impegna a sensibilizzare...


La 18enne Abigail Miller (UAE Development Team) ha conquistato la vittoria nell’edizione 2026 della Classique Morbihan disputata tra Quiberon e  Pluvigner sulla distanza complessiva di 111 chilometri. L’atleta britannica ha avuto la meglio sulla spagnola  Eva Anguela (Cantabria Deporte -...


Scoperto perché il presidente americano Trump segue assiduamente ‘Radio Corsa’ sulla Rai: vuole capire come faccia Beppe Conti a spararle più grosse di lui. Perplessità in Bulgaria per la totale assenza di biciclette alla presentazione delle squadre del Giro: in...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024