TRAGEDIA IN ISRAELE: INVESTITO E UCCISO (DA UN RAGAZZO UBRIACO E SENZA PATENTE) IL 21ENNE GUY TIMOR

LUTTO | 06/06/2024 | 22:25
di Francesca Cazzaniga

Ancora una tragedia della strada, ancora un ciclista ucciso da un'auto pirata. Guy Timor aveva 21 anni, era un membro della nazionale di ciclismo israeliana ed è stato ucciso da un'auto guidata da un giovane ubriaco e senza patente che stava cercando di scappare dalla polizia. 


Il drammatico incidente è avvenuto questo mattina vicino allo svincolo di Nehora, nel sud del Paese: era la sua ultima sessione di allenamento prima di volare nella Repubblica Ceca per una gara.


La polizia ha emesso in un comunicato nel quale rende noto che che il ventenne investitore è stato arrestato e le prime indagini hanno rivelato che in precedenza era già stato sorpreso a guidare senza patente. L'uomo, che non ha mai avuto la patente, ha investito Timor mentre cercava di scappare dagli agenti di polizia che gli avevano ordinato di fermarsi quando è stato visto guidare in modo pericoloso.

Guy Timor aveva rappresentato Israele negli ultimi anni ai campionati europei e mondiali, tanto su pista quanto nelle cosre su strada  .

«È una perdita enorme e dolorosa - ha detto con le lacrime agli occhi l’allenatore di Timor, Tzachi Bogen -. È incredibile come in un attimo ci sia stato portato via un amico».

Il suo compagno di nazionale Yonatan Turgeman lo ha ricordato così alla radio dell'esercito: «Era un corridore straordinario, sempre con il sorriso. Non c’era nessuno che non volesse allenarsi con lui». E poi l'attacco al suo Paese: «Ogni paese sviluppato dispone di infrastrutture ciclistiche. Ma non il nostro Paese. Non siamo tutelati».

Foto da twitter: Nimrod Hanegbi e Rotem Faber

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COMMENTI
Che lagna
7 giugno 2024 12:18 andy48
Chiaramente dispiace per il giovane ucciso in Israele mentre si allenava. D'altra parte non capisco il commento dell'altro ciclista che lamenta la mancanza di "infrastrutture ciclistiche" nel suo Paese. Immagino si riferisca alle ciclabili, o forse ai velodromi (che pero' per uno stradista sono praticamente inutili). La mia esperienza come cicloamatore sulle ciclabili di Austria, Germania, Francia e naturalmente Italia mi avevano convinto che, salvo eccezioni in luoghi semi-disabitati, le ciclabili, pur se utili per il turismo, sono impraticabili per uno sportivo che si allena in maniera anche semi-seria. Carrozzine, tricicli, gruppi di turisti carichi di bagagli che viaggiano a 15 km/h, trattori che sbucano dai campi, ecc. Pertanto negli ultimi anni ho ripreso a utilizzare le strade normali e le lamentele di tanta gente sulla mancanza di infrastrutture ciclistiche mi sembrano eccessive o fuori luogo.

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