L'ORA DEL PASTO. E' VERO, COLOMBIA ES PASION!

LIBRI | 10/03/2023 | 08:08
di Marco Pastonesi

Il giorno in cui fu battezzato, il prete, perplesso, borbottò: “Cosa? Jarlison? Impronunciabile. Non ha senso. Cosa avete contro i nomi normali?”. Jarlison Pantano.


Il giorno in cui scoppiò un’auto-bomba, la vigilia della festa della mamma, si trovava in casa e non con i genitori lungo la strada: “Non avevamo abbastanza soldi per fare regali”. Esteban Chaves.


Il giorno in cui si presentò ai Campionati nazionali juniores su pista, non aveva nemmeno le scarpe da ciclismo. Provò quelle della figlia dell’allenatore, gli andavano strette, le usò comunque, e vinse cinque ori su pista e due su strada. Rigoberto Uran.

Il giorno in cui esordì nel professionismo, una cronosquadre alla Méditerranéenne, aveva pedalato per la prima volta su una bici da cronometro solo qualche ora prima, e poi in gara, sotto la pioggia, a sei chilometri dall’arrivo sbagliò strada e i compagni lo staccarono. Egan Bernal.

Il giorno in cui si sottopose a un test in salita per essere ingaggiato da una squadra, si presentò con una bicicletta che pesava 12-13 chili, partì troppo forte e a metà strada si fermò. Nairo Quintana.

Piccoli, magri, muscolosi. Ostinati, tenaci, resistenti. Umili, modesti, poveri. Scalatori. Colombiani. La prima generazione, quella di Efrain Forero, debuttò alla Route de France, l’antenata del Tour de l’Avenir, e dopo quattro tappe i suoi corridori si erano già tutti ritirati. La seconda generazione, quella di Lucho Herrera, si illuminò di immenso sui tornanti di Vuelta e Tour. La terza generazione è quella che oggi, sulle salite, detta legge. Le loro storie di pionierismo, riscatto, rivelazione e successo sono quelle di “Colombia es pasion!”, un’epopea a pedali scritta da Matt Rendell, pubblicata nel 2009 da Editions Grasset & Fasquelle, aggiornata e ripubblicata da alvento/Mulatero nel 2022, con la traduzione di Filippo Cauz (416 pagine, 21 euro).

E’ un altro mondo, quello del ciclismo colombiano. Un mondo che può sembrare antico, semplice, virtuoso. Nutrito di colazioni a pane e “aguapanela”, una bevanda ricavata da concentrato di canna da zucchero. Basato su principi come “la città ti succhia i sogni”. Irrobustito da allenamenti che cominciano alle cinque o alle sei del mattino, e poi correre al lavoro, che significa zappare sotto il sole fino al tramonto. Minato da ritardi nei pagamenti, a volte da impossibilità di pagamenti, una volta risolta caricando tonnellate di feccia sui camion, vendendole e con il ricavato sostenere la squadra. Fatto di emigrazioni in formazioni europee, dunque anche di sottomissioni, consuetudini, gerarchie, invidie.

Un mondo anche letterario, quello del ciclismo colombiano, alla Gabriel Garcia Marquez, l’autore di “Cent’anni di solitudine”, colombiano, premio Nobel. Rodrigo Anacona, il padre di Winner, potrebbe essere stato creato dalla sua immaginazione: “Sono un uomo fortunato. Ho visto morire molti dei miei compagni. Una volta, a Muzo, dei paramilitari mi hanno sparato alla gamba, ma mi provocarono solo una ferita superficiale. Sono arrivato alla pensione e, ora che la ricevo, posso trascorrere il tempo a fare quello che mi piace, cioè andare in bicicletta. Sono grato a Dio per questo”. Per il figlio scelse i nomi Winnen in onore dell’olandese Peter Winnen, terzo al Tour nel 1983, e Andrew in omaggio allo statuitense Andrew “Andy” Hampsten, vincitore del Giro nel 1988. Quando ritirò il certificato di nascita, Rodrigo Anacona si accorse che gli impiegati dell’anagrafe avevano sbagliato. “Poi pensai: aspetta, Winner significa campione, no? E almeno hanno azzeccato Andrew”.

Colombia è ciclismo, il ciclismo è passione, Colombia è passione. E un libro che adesso non manca più.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Non assaporava il sapore del successo dal 2021 quando vinse la  Coppa Sabatini davanti a Colbrelli. Nel mezzo un grave infortunio e tanti sacrifici per tornare competitivo. Non serve molto altro per comprendere il motivo dell’esperienza felice e quasi incredula...


Colpaccio di Harold Tejada nella sesta tappa della Parigi-Nizza la Barbentane-Apt di 179 chilometri. Il colombiano coglie l'attimo fuggente a 3500 metri dall'arrivo e sua è la vittoria di giornata. Al secondo posto chiude il francese Godon sul britannico Askey,...


Michael Valgren firma la fuga vincente nell'impegnativa e spettacolare quinta tappa della Tirreno - Adriatico, la Marotta-Modolfo - Monbaroccio. Il danese della EF Education Easypost è stato uno degli animatori della azione di giornata e sui muri pesaresi si è...


Thibau Nys si è sottoposto con successo a un intervento chirurgico per la sindrome da attrito prerotuleo al ginocchio sinistro. Il belga della Lidl Trek lamentava dolori ricorrenti al ginocchio a causa di un precedente trauma, e il recente fastidio...


Doppietta Tudor Pro Cycling U23 nella prima tappa dell’Istrian Spring Tour in Croazia, da Poreč a Funtana. In uno sprint molto combattuto, il tedesco Bruno Kessler ha centrato il successo davanti al compagno di squadra, il norvegese Stiansen, firmando così...


Sventola la bandiera italiana sulla prima tappa del Tour of Rhodes grazie ad Alexander Konychev. L’azzurro, che da quest’anno difende i colori della China Anta - Mentech Cycling Team, si è imposto al termine dei 154, 7 km della Maritsa...


Vittoria solo sfiorata per Lorenzo Cataldo nella seconda tappa del Tour of Antalya, in corso sulle strade della Turchia. Il toscano della China Chermin Cycling Team ha chiuso al secondo posto sul traguardo di Belek, dove si è conclusa la...


Un santino, un portafortuna, un angelo custode, un mito, un semplice omaggio, un pensiero fisso, un'idea rassicurante, un compagno di viaggio. A ventidue anni dalla sua scomparsa e a 26 anni dalla sua ultima vittoria, ottenuta a Courchevel nel Tour...


Subito dopo aver annunciato il rinnovo della longeva partnership con Mediolanum, Urbano Cairo ci ha concesso una "flash" nella quale ha sintetizzato la strategia RCS per potenziare l'immagine e l'attrattività del Giro d'Italia nel mondo e ha risposto alla nostra...


Mercoledì Affini e ieri Campenaerts. Tutta la Visma-Lease a Bike è  per Jonas Vingegaard. Quando Vingegaard ha in squadra compagni di questo livello che gli preparano l’attacco in salita, il danese torna imbattibile. E Victor Campenaerts, grande cronoman, già primatista...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024