TOUR DE FRANCE 2022. CALDO E COVID, I DUE TARLI DEI CORRIDORI

TOUR DE FRANCE | 13/07/2022 | 09:08
di Francesca Monzone

Colpi di calore e Covid, sono questi i pericoli principali con i quali i corridori avranno a che fare nei prossimi giorni. E’ iniziata la settimana più calda del Tour de France e i corridori dovranno idratarsi bene per non avere problemi fisici importanti. Le temperature saranno sopportabili in quota, ma quando i corridori attraverseranno le valli, il pericolo sarà reale.


Il corpo si surriscalda e l’organismo va in sofferenza e bisogna essere bravi nel dosare liquidi e zuccheri, per evitare un effetto diuresi o un abbassamento veloce della glicemia. Gli atleti dovranno fare attenzione anche alle ustioni provocate dall’esposizione al sole, un problema anche questo, di cui in pochi sono a conoscenza.


Le temperature elevate sono nemiche degli sportivi e questo lo ricorda bene Pieter Serry, il trentatreenne della Quick Step-Alpha Vinyl, che nel 2013 fu costretto ad abbandonare il Giro di California proprio per un colpo di calore. Durante quella giornata le temperature erano molto elevate e il corridore della Quick Step cadde a terra in prossimità del traguardo. Aveva affrontato una salita poco prima del finale e ricorda di aver preso una bibita e non degli zuccheri, questo aumentò la diuresi e fece scattare il malore al corridore. Serry cadde e sul corpo gli vennero messi subito dei cubetti di ghiaccio per far scendere la temperatura, prima di portarlo in ospedale dove venne reidratato.

Durante quel 14 maggio del 2013, la corsa arrivava a Santa Clarita e mentre Sagan tagliava il traguardo vittorioso, alle sue spalle i corridori cadevano per il caldo. Non solo Serry fu costretto a ritirarsi, ma ci furono altri corridori che abbandonarono la corsa stremati e alcuni riportarono ustioni sul corpo. ll corpo produce più calore attraverso lo sforzo rispetto a  quello che può dissipare. Quello può essere il caso di una scarsa ventilazione o di una temperatura ambientale troppo elevata. Quindi il surriscaldamento non dipende solo dai raggi solari, ma anche dalla capacità dell’organismo di raffreddarsi. Tutti ad esempio ricordano i gilet con ghiaccio usati al Mondiale in Qatar, oppure i collant di nylon con dentro cubi di ghiaccio che i corridori mettevano sotto le maglie durante Strade Bianche del 2020 quando la corsa, a causa del Covid, venne spostata in agosto. A

lcuni medici sportivi, riguardo ai colpi di calore e alla disidratazione, sostengono che quando arriva il sintomo, sete o urine scure, il danno è stato già fatto e che l’organismo ha iniziato il suo processo di sofferenza. Secondo alcuni studi, una persona normalmente può perdere tra 100 ml e 8 litri di liquidi in un giorno, quando ci sono alte temperature: per gli atleti questi valori salgono e possono perdere un litro e mezzo di acqua all'ora a temperature elevate. In un giorno di corsa con temperature alte, un corridore può perdere anche 12 o 13 litri.  Il ciclista non perde solo liquidi, ma anche sali ed è per questo che con l’acqua integrano i Sali, affinchè non ci sia uno scompenso con gli elettroliti. Carenza di liquidi e sali, portano dunque a disidratazione, surriscaldamento e crampi muscolari. In casi estremi, si verificano compromissione della coordinazione, insufficienza d'organo o persino aritmie cardiache.

In questo Tour de France così agguerrito, i corridori non devono fare i conti solo con caldo e perdita di sali, ma anche con il Covid, che sempre di più sta diventando padrone della corsa. I primi ad essere preoccupati ancora una volta sono i corridori che, dopo i risultati dei test fatti da Aso, sono un po’ scettici. I test hanno dato risultati negativi su tutti i corridori, ma già il giorno dopo le squadre hanno evidenziato delle positività, con Majka è risultato positivo e può continuare a correre perché la sua carica virale è bassa, mentre Bennett è stato costretto ad abbandonare la corsa. I ciclisti si interrogano e pensano prima di tutto alla propria salute e dopo al successo sportivo. Fino ad aprile se un corridore era positivo veniva fermato e sottoposto a test cardiaci importanti e oggi, invece, se vieni trovato positivo con carica virale bassa, puoi rimanere in corsa.

La percentuale sulla carica virale viene rilevata esclusivamente con tampone molecolare e test sul sangue. Al Tour vengono eseguiti i tamponi molecolari quando la positività viene rilevata dal test rapido e, in base al risultato ricevuto, si stabilisce la quantità di carica attiva nell’organismo, ovvero se il soggetto può essere più o meno contagioso.

Naturalmente nessuno mette in dubbio la serietà dei test o la sicurezza dei corridori, ma mentre il pubblico da casa si gode uno spettacolo straordinario, come solo il Tour sa regalare, i corridori sono dubbiosi e preoccupati.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il colombiano dell'XDS Astana Harold Tejada ha chiuso al secondo posto nella tredicesima tappa del Tour de France, accettando con sportività la sconfitta: «Per vincere bisogna rischiare. Mauro è stato più furbo». Tejada ci ha creduto fino all'ultimo metro, ma...


Mauro SCHMID. 10 e lode. Uno svizzero che fa il canguro, che sul traguardo fa il saltino, l’impennata, con la sua Giant. Vittoria micidiale, nella tappa più lunga (205 km) di questo Tour, alla media folle di 49, 900 km/h:...


Il corridore svizzero della Jayco AlUla, Mauro Schmid ha firmato l'azione insieme a Harold Tejada e alla fine la vittoria della tredicesima tappa si è giocata in una volata adrenalinica. Quarto Tom Pidcock, che grazie alla fuga è salito al quarto...


L'affondo decisivo, al momento giusto. Nella giornata della super fuga è Mauro Schmid a conquistare la vittoria, lo svizzero si è imposto nella tredicesima tappa del Tour de France 2026, la Dole-Belfort di 205.8km: decisivo lo scatto nel finale a...


«Eh mica me lo aspettavo di vincere. Non sono in perfette condizioni, ho mal di schiena». Niels Driesen, belga della Lotto, sembra uno caduto dalle nuvole. Non ha la fama dello scalatore puro e quindi alla vigilia della seconda tappa...


Ciclomercato, nutrizione, elogio del Mago Merlier, che ha colto l’ultima occasione utile per i velocisti. Ed ha calato il tris. Negli spunti di lettura offerti dai quotidiani, ancora una volta, l’Oscar dell’originalità va però a L’Equipe, con Alexandre Roos che...


Dopo il traguardo della settima tappa del Tour of Magnificent Qinghai Cesar Macias Estrada era completamente incredulo. Dopo una volata strettissima lui e Tommaso Nencini erano arrivati sulla stessa linea e ai giudici era occorso non poco tempo per capire...


Essere un paracarro non è propriamente un complimento, in particolare se si è un ciclista, se si è uno sportivo. Nel linguaggio colloquiale, l'espressione "essere un paracarro" viene utilizzata in modo ironico e dispregiativo per indicare una persona impacciata, molto...


Cesar Macias Estrada (team Burgos) ha vinto la settima tappa del Tour of Magnificent Qinghai anticipando  Tommaso Nencini del team Solution Tech Nippo Rali e Alexander Salby (Li Ning Star). Un finale veramente al cardiopalmo che ha visto tra i...


Una tappa per attaccanti, una tappa nella storia, una tappa imprevedibile. La frazione numero 13 del Tour de France (fate voi, se siete superstiziosi, visto che oggi è venerdì 17) è la più lunga della Grande Boucle, l'unica che supera...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra