SE INCIDE DI PIÙ UN TRAGUARDO VOLANTE DELLA SANTARCANGELO-REGGIO

GATTI&MISFATTI | 24/05/2022 | 18:26
di Cristiano Gatti

Ormai il Giro è una Società per azioni. Una di quelle in cui nessuno detiene il 51 per cento delle azioni. Tutti hanno un pacchetto di minoranza. Carapaz conserva la maggioranza relativa con qualcosa in più, ma sono differenze dello zero virgola.


Possiamo ficcarci montagne serie, possiamo abbondare con i dislivelli, possiamo provarci per una volta con un Mortirolo tarocco (quello vero è un altro) e con il Santa Cristina nel finale, ma questi non si schiodano. Imperturbabili, si mettono a trenino come a Capodanno e saltellano via in allegria fino al traguardo. Stavolta un po' più davanti Landa sulle salite, sul traguardo un millimetro davanti Hindley, in classifica un pelo davanti Carapaz. A seguire il solito Almeida arrancante, a seguire uno splendido Nibali che tiene in piedi l'Italia (quanto a Ciccone, inutile infierire).


Sarò carogna fino in fondo: guardo la classifica dopo il tappone e non posso non rilevare che il Giro è attualmente deciso da un feroce attacco di Carapaz sul traguardo volante nella Santarcangelo-Reggio Emilia, la più piatta di tutte: da lì vengono i 3'' che gli valgono la leadership.

Spero nessuno s'offenda se dunque dico che in questa impresa non c'è un padrone. E' una Società per azioni, senza che nessuno abbia le risorse per prendere in mano decisamente il potere.

Gira e rigira, si torna alla domanda di sempre, che ci tiriamo dietro da Budapest: questa proprietà frazionata, questo equilibrio sociale, questa gestione democratica e orizzontale, rende il Giro più ricco o più misero? Ce lo siamo già detto: chi adora l'equilibrio comunque, fosse pure un mediocre livellamento in basso, gode alla sola idea che magari il Giro si decida domenica nella minicrono di Verona, 17 chilometri pesanti come una lotteria, chi invece si sublima davanti ai gesti artistici di un grande solista finisce che qui ricorre a dosi pesanti di antidepressivi.

Resta un fatto, indiscutibile e neanche tanto esaltante: nessuno stacca nessuno. Nessuno comanda, nessuno si fa comandare. Ovviamente sto parlando degli ultimi favoriti rimasti su piazza, cioè i primi quattro della classifica. Se Nibali è quinto, io sono il primo dei felicioni, ma è anche la conferma che i suoi 38 anni reggono ancora benissimo il confronto con la bella gente di questo Giro, il che non depone a favore della suddetta bella gente. Dopo 16 tappe, non abbiamo ancora visto un attacco sontuoso di uno a scelta del podio. Fanno il trenino di Capodanno, mancano le trombette, non salgono sui tavoli, ma è la stessa tiritera senza che nessuno si sogni di rovinare la festa.

Speranze che la musica cambi? L'altro giorno mi sono visto il finale della corsa con Fondriest, a bordo strada, nel centro di Cogne. Lui, che è persona seria e non dice mai cose a caso, puntava sulla tappa di Lavarone. Io riferisco e ci spero. Dunque ripartiamo e andiamo ottimisti anche a Lavarone, passando da una salita dal nome incoraggiante, Passo del Vetriolo, sperando sia anche al.

Se andiamo avanti con questa “Corsa più dura del mondo eccetera eccetera” che si gioca sul filo dei 3'' d'abbuono in pianura, non è un bel vedere. Chiamiamolo pure fascino segreto dell'equilibrio e dell'incertezza, ma ha comunque tutte le sembianze di un altro “prospetto”, come dicono quelli veri: il prospetto avvilente della pochezza.

 

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COMMENTI
quando
24 maggio 2022 21:41 Finisseur
quando capiremo che le belle corse a tappe non si fanno coi dislivelli e salite da percentuali da cappottamento sarà troppo tardi, se metti tappe impegnative tutti si difendono visto che i protagonisti son livellati

Da che pulpito...
24 maggio 2022 23:53 pickett
Ma come?Gatti non era il nemico giurato delle "noiose" cronometro?Ora si lamenta che non ci sono scarti!Mettete una crono di 50 km al posto dell'inutile tappa di Cogne e poi vediamo se non ci sono scarti.

Memoria corta
25 maggio 2022 09:03 carloprimavera
Signor Gatti memoria corta, ricordo suoi articoli a celebrare Giri con lotta sul filo dei secondi dove i traguardi volanti diventavano fondamentali. Perché deve continuamente cercare la polemica? Questo Giro molto incerto e con protagonisti alternativi a me sta piacendo. Cordialità.

Le critiche da uno che non starebbe con loro nemmeno con lo scooter
26 maggio 2022 09:04 Paracarro
Inutile ogni volta trovare critiche ai corridori.. state comodi sul divano mentre questi salgono con andature che non terreste nemmeno con la moto.. senza fantasia siete voi giornalisti non i corridori

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