IL COVID E LA BICICLETTA COME FUTURO DEL MOVIMENTO IN EUROPA

NEWS | 31/12/2021 | 07:55

Chissà quanti tra bambini e ragazzi si sono ritrovati il giorno di Natale a scartare una nuova fiammante bicicletta sotto l’albero. Scommettiamo che non solo tra i più piccoli le due ruote abbiano spopolato queste festività. Nel 2020 c’è stato un +17% nelle vendite di biciclette rispetto all’anno precedente ed il trend sembra non arrestarsi.


La bicicletta, come una fenice, continua a rinascere dopo ogni grande crisi diventando il simbolo della nuova realtà. Lo è stato dopo il secondo conflitto mondiale, dove le due ruote hanno permesso ad un paese in ginocchio di riniziare a muoversi. Lo è stato nei paesi del centro Europa come l’Olanda dove, dopo la crisi petrolifera degli anni ‘70, la bicicletta è diventata il mezzo di trasporto preferito nelle città. Lo è infine oggi, con la bicicletta che diventa uno dei pochi mezzi di trasporto ad incarnare gli ideali di sostenibilità e attenzione al futuro che la pandemia ci ha lasciato. Chissà per quanto tempo ancora questo semplice mezzo ci accompagnerà nelle nostre uscite quotidiane.


Ma quale sarà il futuro delle due ruote?

Il rilancio della bicicletta nell’era post covid è un fenomeno che non riguarda solo la Penisola ma tutto il vecchio continente. Dalla Francia alla Germania, passando per UK e Spagna la bicicletta è sempre più al centro delle politiche dei governi europei specialmente nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, è l’esempio virtuoso d’oltralpe. Negli ultimi due anni la prima cittadina di Parigi ha puntato fortemente sulla mobilità dolce aprendo decine di chilometri di “percorsi coronavirus”, escludendo alle auto anche la prestigiosa Rue de Rivoli. La Francia si conferma la più virtuosa negli investimenti del Recovery Plan dei quali più del 50% è investito sulla sostenibilità. Al secondo posto troviamo la Spagna con il 41%, poi Germania (39%) e infine l’Italia che investirà il 31% dei fondi nella transizione ecologica.

Poco al di fuori dell’Unione troviamo invece Londra che tenta di decuplicare gli spostamenti in mobilità dolce. Lo stesso Boris Johnson ha recentemente affermato «…questo è un buon momento per mettere la Gran Bretagna sulle due ruote», destinando circa 2 miliardi a pedoni e ciclisti del Regno Unito. Questa visione è condivisa anche con il primo cittadino di Londra Sadiq Khan che negli ultimi anni  ha bloccato l’accesso al centro della City alle auto, non senza dissenso tra gli automobilisti londinesi.

La mobilità dolce e la città dei 15 minuti

Dopo la Pandemia, l’obiettivo delle grandi metropoli Internazionali è quello di ripensare la loro struttura verso una realtà più a misura d’uomo. Infatti, grazie alla comparsa della mobilità elettrica, sempre più cittadini di tutte le età iniziano a strizzare l’occhio verso modalità più sostenibili per i propri spostamenti.

Continuano ad emergere in questo senso modelli virtuosi come quello di Barcellona che nell’ultimo decennio ha saputo trasformare completamente la propria viabilità diventando una delle prime metropoli europee ad assomigliare all’idea di “città del quarto d’ora”.

La filosofia de 15 minuti filosofia prevede una trasformazione radicale del contesto urbano dove i quartieri di una metropoli riescono a fornire agli abitanti tutti i servizi necessari come: scuole, negozi, ristoranti e servizi raggiungibili a piedi o in bicicletta.

La situazione italiana nella mobilità sostenibile

Un forte segnale nella penisola è stato dato dal governo italiano che ha appena stanziato 600 milioni di euro per piste ciclabili e ciclovie su tutto il territorio, ma ancora c’è tanto lavoro da fare. Infatti a mancare sono spesso le infrastrutture, specialmente nel meridione, che non permettono spostamenti sicuri per chi non utilizza l’automobile.

Troviamo ancora in alto mare città molte città del centro sud, prime su tutte Roma e Napoli, in cui la mobilità dolce stenta a svilupparsi per colpa sia delle grandi distanze ma anche per la mancanza di ciclabili e vie pedonali che difficilmente si sposano con il contesto urbano di queste città.

La città ad oggi più attiva nel Belpaese per sviluppo della mobilità dolce è sicuramente Milano dove ci sarebbe un progetto, grazie anche ai fondi del PNRR, per la costruzione di ulteriori 750 km di piste ciclabili tra Milano e hinterland-

Il primo posto per spostamenti sostenibili in Italia va sicuramente all’Emilia Romagna con Ferrara, soprannominata “la città delle biciclette” che vede più del 30% della popolazione muoversi sulle due ruote e Bologna che punta ai 1.000 km di ciclabili entro il 2030.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/covid-bicicletta-sostenibilita/

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Numeri, curiosità e statistiche aiutano a rileggere e ad approfondire quel che abbiamo vissuto nella tappa di ieri e nelle ultime tre settimane. Seguiteci: 2: LE COURT-PIENAAR SI RIPETE!Un anno dopo la vittoria a Guéret, Kim Le Court-Pienaar si ripete...


Una squadra che rifugge l'anonimato, che non si cura della classifica se non ha possibilità realistiche e allora preferisce divertirsi e divertire. E magari, portare a casa due vittorie di tappa nel Tour de France più veloce di sempre, con...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


Dietro ogni evento sportivo c'è una rete di persone, aziende e istituzioni che scelgono di investire nel territorio e nelle nuove generazioni. È anche grazie a questo sostegno che il Trittico Rosa Alta Marca Trevigiana potrà tornare dal 28 al...


Francisco Campos ha vinto, al termine di un finale elettrizzante, la prima tappa della Volta a Portugal che si è conclusa a Queluz, con il compagno di squadra Miguel Salgueiro al terzo posto davantia Carlos canal mentre Rui Oliveira, quarto,...


Ci sono vittorie che valgono molto più del semplice successo di tappa. Quella conquistata da Kim Le Court nella sesta frazione del Tour de France Femmes, con arrivo a Tournon-sur-Rhône dopo 153, 4 chilometri, appartiene senza dubbio a questa categoria....


La maglia gialla è ancora sulle sue spalle. Dopo aver dominato la cronometro di Dijon, Marlen Reusser continua a guidare il Tour de France Femmes anche al termine della sesta tappa, confermando tutta la solidità della sua squadra e la...


Erik Magagnotti e Matilde Carretta si prendono la scena ai Campionati Italiani su pista, firmando una giornata da ricordare per la categoria Omnium allievi. Due vittorie diverse per dinamica, entrambe nette per autorevolezza.Il trentino Erik Magagnotti (Ciclistica Monselice), fratello di...


Il ciclismo italiano vive un momento con poche certezze, ma tra queste c’è sempre di più Christian Scaroni. Da un paio d’anni il corridore bresciano è ormai stabilmente tra i più forti, e se non vince ci va molto vicino....


Elisa Longo Borghini alla fine dei 153 chilometri della sesta tappa del Tour de France Femmes 2026 è soddisfatta: è stata protagonista della giornata, si è piazzata con le migliori e ha fatto un balzo in avanti in classifica generale....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra