DAGNONI. «CHE MALE C'È DIRE CHE VORREI VALORIZZARE LE NOSTRE RAGAZZE? LA ISETTI PIÙ FORTE DELLE QUOTE ROSA»

LETTERA APERTA | 06/01/2021 | 13:42
di Cordiano Dagnoni

Caro Direttore,


mi trova a dover scrivere questi pensieri dopo aver letto l'articolo di Marco Bonarrigo su Corriere.it che mi accusa di sessismo. Parole che mi hanno profondamente ferito e che reputo gratuite verso la mia persona visto che bastava ascoltare quando da me espresso nella diretta Instagram con i candidati alla corsa per la Presidenza Federale per comprendere il mio pensiero.


Io ho parlato di una valorizzazione delle nostre atlete di eccellenza da un punto di vista mediatico. E' un peccato dire che mi piacerebbe che fossero più presenti sui media? È un peccato pensare di vedere una delle nostre campionesse (e ne abbiamo tante se Dio vuole) considerate da aziende importanti al pari di Federica Pellegrini?

Per quanto riguarda la questione “quote rosa”, invece, credo che molte donne la pensino come me, a partire dalla probabilissima futura prima presidente donna della FCI (unica federazione su 44 ad esprimere un candidato donna) che ha costruito la sua carriera sul merito, sulla sua competenza, sulla sua voglia di fare, senza ricorrere all'ausilio di quote e aiutini. Daniela Isetti è lì: basta ascoltarla.

Mi spiace molto, essendo abituato a valutare le persone per capacità e merito. 

Infine mi permetto di aggiungere che chiunque, uomo o donna che sia, prima di prendere un'importante decisione, si confronta sempre con le persone di famiglia per averne l'appoggio. 

Per tutte le inutili polemiche che ne sono nate sui social aggiungo solo che la mia storia personale parla per me. Ho sempre valorizzato le donne nel lavoro, in Comitato Lombardo e, ovviamente, nella mia vita.

grazie

Cordiano Dagnoni


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COMMENTI
Col Covid dilaga la follia
7 gennaio 2021 08:28 andy48
Ho una proposta: non mi sembra giusto limitarsi alle quote rosa. Perche' non aggiungerne altre--rosse, gialle, verdi, per i giovani, la mezza eta', gli anziani, tutti naturalmente maschi e femmine, gli autoctoni e gli ultimi arrivati, i multi-gender, ecc. Allora si' saremmo veramente inclusivi: vedrete che bella insalata colorata ne verrebbe fuori. Il futuro del ciclismo? Chi se ne importa: l'importante e' rispettare le quote.

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