SIAMO STATI TUTTI «PAOLOROSSI»

LUTTO | 10/12/2020 | 09:29
di Marco Pastonesi

Italiano? Paolorossi. Il 1982, i Mondiali di calcio, Italia-Brasile 3-2. Segnò tutti e tre i gol azzurri. Quel giorno eravamo cinquanta milioni di Berruti che superava gli americani a Roma 1960, o di Gimondi che batteva Merckx al Montjuich 1973.


Italiano? Paolorossi. Aveva le ginocchia a pezzi, nelle foto rituali prima della partita non riusciva mai a piegarle del tutto, aveva anche la fedina penale compromessa, si era forse piegato – lì sì – alla tentazione delle scommesse e dei trucchi, o forse era solo stato tirato dentro, ma aveva comunque pagato e ricominciato a fare quello che sapeva.


Italiano? Paolorossi. Centravanti, non ne aveva fisico né doti. Non si sa neanche quale fosse – come si dice – il suo piede buono. Non era buono neanche di testa. Non calciava rigori né punizioni. Però la buttava dentro. Di riffa o di raffa, di rimbalzo o di deviazione. In area era un demonio. O un angelo.

Italiano? Paolorossi. Da allora ci chiamarono tutti così. In Grecia e in Egitto, in Svezia e in Portogallo, in Messico e in Thailandia. Non Leonardodavinci o Galileogalilei, ma Paolorossi. Eravamo tutti Paolorossi perché Paolorossi era italiano e aveva tutto dell’italiano, la fragilità fisica e – forse, almeno per un attimo – quella morale, ma anche l’estro, la scaltrezza, la sveltezza, le risorse nascoste e invece appartenenti da sempre, da che mondo è mondo, da che Italia è Italia, da che calcio è calcio, di quell’arte che è il sopravvivere, l’improvvisare, l’arrangiarsi. E degli italiani possedeva e dimostrava il meglio: la leggerezza e il sorriso.

Italiano? Paolorossi. Tutto attaccato, nome e cognome, il nome e il cognome più comuni, un modo di dire, di chiamarsi, di confondersi. Nelle nostre vite sono apparse, sfilate, incontrate e intromesse squadre di Paolorossi, ma lui era l’unico Paolorossi individuabile, identificabile, indimenticabile, il Paolorossi.

Italiano? Paolorossi. Stavolta, a impadronirsi e distruggere i polmoni, non è stato il Covid-19, ma un tumore. Cambia poco, cambia niente. Il 2020 si è trasformato in un funerale cantato e in un’orazione funebre lunghi dodici mesi, i giornali in pozzi di necrologi e paludi di coccodrilli. Queste righe non volevano esserlo. Erano nate solo come biglietto di viaggio, come lettera di ringraziamento, come un debito di felicità. Inestinguibile.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Pessimo gusto
10 dicembre 2020 15:49 pickett
Ricordare il calcio scommesse;Rossi venne squalificato senza la minima prova,e si dichiarò sempre innocente.Davvero singolare questo trattamento per una persona amata e benvoluta da tutti,mentre ci si è guardati bene,qualche giorno,di ricordare le infinite mascalzonate di quel farabutto di Maradò.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Tutti aspettavano il campione del mondo, grande favorito di giornata e lo sloveno non ha tradito le aspettative, tagliando il traguardo a Oudenaarde in solitaria. Uno dopo l'altro, Tadej Pogacar si è liberato dei suoi avversari, conquistando la terza vittoria...


Diciannove chilometri in perfetta solitudine, affrontati da dominatrice, per andare a cogliere il trionfo sul traguardo del Giro delel Fiandre: Demi Vollering ha davvero regalato spettacoio sulle strade e sui muri del Belgio, conquistando una delle vittorie più belle della...


Ci si è messo anche il treno a rendere ancora più incredibile la giornata odierna al Giro delle Fiandre. Dopo una sessantina di chilometri, quando la fuga di giornata era ormai in atto, il gruppo è arrivato ad un passaggio...


Riccardo Lorello firma un capolavoro al 77° Trofeo Piva internazionale Under 23, imponendosi in solitaria sulle strade di Col San Martino, nel Trevigiano. Il toscano della Padovani Polo Cherry Bak ha piazzato l’attacco decisivo sul Muro di San Vigilio, a...


Anche la 50° Coppa Caduti di Reda, classica primaverile del ciclismo italiano nella categoria Elite e U23 organizzata dalla società cicloturistica La Rôda Reda, è andata in archivio con un grande risultato sportivo e organizzativo. A vincere, per il secondo...


Tadej POGACAR. 10 e lode. Affronta avversari e muri di petto, ma deve sputare l’anima. Decide di aprire il gas a 100 chilometri dal traguardo, portandosi via il meglio del meglio, quindici corridori dal pedigree elevato. Per molti avrebbe vinto...


L’ultimo vincitore della due giorni di “Pasqualando” sul circuito di Ponte a Egola in provincia di Pisa porta la firma dell’allievo Simone Zunino ottenuta in volata con posti d’onore per i due toscani Frosini e Ginesi. Centodieci i partenti e...


Due su cinque. Dopo aver conquistato la Sanremo, Tadej Pogacar riconquista il Giro delle Fiandre e tiene aperta la possibilità di inanellare tutte le maggiori classiche in un anno solo! Completando uno dei Fiandre più lunghi di sempre (278, 2...


I sessanta li ha toccati nel finale di quella magnifica cavalcata che gli valse il Fiandre 2002 e l’incoronazione di sua Maestà Eddy Merckx: «Vai Tafone, il Fiandre è tuo!». Se lo ricorda bene Andrea Tafi, che i 60 li...


È Anita Baima la più forte di tutte in volata a conclusione della gara Open femminile per Elite, Under 23 e juniores. La brillante atleta della Isolmant Premac Vittoria ha superato sul rettilineo di via del Cuoio l’elite Valgonen e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024