VIVIANI: «I MIEI ERRORI, QUELLI DELLA SQUADRA E UN'ALCHIMIA DA RITROVARE»

PROFESSIONISTI | 11/11/2020 | 10:03
di tuttobiciweb

Di chiudere la stagione con zero vittorie non gli era mai capitato, nemmeno da neoprofessionista. E quindi è normale che giunga per Elia Viviani il momento delle riflessioni. Il veronese si è raccontato a Ciro Scognamiglio su La Gazzetta dello Sport, questi i passaggi chiave della sua intervista.


«Non sono mai stato “super”, altrimenti, pur nelle difficoltà, almeno un successo sarebbe arrivato. Le colpe? 50 e 50 tra me e la squadra: pensavo fosse più semplice ricreare il gruppo per lo sprint attorno a me, invece non è stato così. È stta una stagione nata male, dal Down Under in poi è stato un continuo cambiamento, un continuo inseguire e se non sei sereno, diventa dura».


E ancora: «Dal punto di vista della preparazione, con Diego Bragato che ora è il mio punto di riferimento, ho cambiato poco rispetto al passato: i numeri c’erano, i risultati no. Di sicuro mi è mancato il lavoro in pista».

Elia torna poi sul passaggio dalla Deceuninck Quick Step alla Cofidis: «Credo nel progetto della Cofidis ancor più di prima. Volevo una squadra con un gruppo costruito attorno a me. L’alchimia al primo tentativo non si è creata, ma io non ci rinuncio. Il gruppo, per essere creato, deve sempre correre assieme. Sabatini deve essere una certezza, non un punto di domanda. Non può essere messo in discussione, perché siamo complementari. E Consonni sarà cresciuto ulteriormente. Obiettivi 2021? Vincere.  Non importa che gara. Qualsiasi corsa a cui ci presentiamo. Partire a tutta e continuare a tutta per tornare al successo».

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COMMENTI
continua la tradizione degli ex-Quick-Step
11 novembre 2020 10:30 vecchiobrocco
I miei migliori auguri per un 2021 migliore.
Viviani va ad allungare la lunga fila di velocisti che dopo aver lasciato Lefevre hanno vinto molto meno.... probabilmente viene a mancare la spinta motivazionale di essere in una squadra dove è già difficile guadagnarsi il pettorale di partenza. Una volta finiti in squadre dove sono "la prima ballerina" o cedono alla pressione o forse la motivazione cala ??

Mah
11 novembre 2020 11:02 Ruggero63
Non raccontiamoci storielle, quando metti i soldi davanti alla qualità tecnica della squadra, questi sono i risultati, ma sia chiaro io lo capisco, il ciclismo non è il calcio, quando i soldi ci sono bisogna prenderli.
Detto questo, non prendiamoci in giro con la storiella di Sabatini, ricordatevi il giro dello scorso anno che non fu molto migliore di questo, Viviani mollava sistematicamente Sabatini e faceva la volata in autonomia, alora si diceva che non si fidava abituato com'era a Morkov e Richeze, ora è diventato fondamentale ???

nessuno lavora come alla deceuninck
11 novembre 2020 11:02 alerossi
alla deceuninck lavorano sempre tutti insieme per trovare la giusta fiducia tra gli uomini del treno. il wolfpack non sono tanti piccoli gruppi di lavoro divisi per specialità e calendario, ma sono un unico grande gruppo di 28 corridori più lo staff. inoltre viviani non ha più morkov. la cofidis dopo aver rovinato bouhanni ha buttato nel fosso anche viviani.

treno
11 novembre 2020 13:30 fix1963
Senza treno la muscia cambia...

Ma quale squadra, il problema è Viviani
11 novembre 2020 20:51 AleC
Titolo drastico, ma ciò che faccio notare è che troppe volte Viviani è saltato su salite che il vero Elia si beveva. Qualcosa nella preparazione, un po' di appagamento (speriamo di no), un inizio di invecchiamento...boh,comunque la squadra può farti arrivare terzo invece che primo, ma prima bisogna arrivare alla volata. E magari anche con le gambe non troppo intossicate nelle salite precedenti.

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