LETTERA APERTA. CARO FIORENZO, QUESTA VOLTA STO CON GATTI

LETTERA APERTA | 24/10/2020 | 09:55
di Angelo Francini

Caro avvocato Fiorenzo,


quasi sempre ci troviamo ad avere punti di vista simili, ma questa volta non mi trovo in sintonia con te e mi sento vicino a Gatti.  In questi ultimi due giorni il ciclismo italiano, attraverso le decisioni del Consiglio Federale dell’altro ieri ed i fatti del Giro di ieri, ha scoperto di essere lo sport degli ISOLATI.


Il Consiglio Federale ha deciso che dal 2021 ci si potrà tesserare quali atleti agonisti a titolo individuale, sebbene lo Statuto lo vieti…
Ieri al Giro abbiamo visto una decisione, non rientrante nelle regole, adottata non si sa bene da chi e con quale autorità. Insomma decisioni lontane da quei regolamenti e da quei “protocolli” che sono previsti negli stessi regolamenti.

Il problema credo che riguardi lo “status” di coloro che decidono tali cose: nel senso che costoro non rispondono a nessuno. Conta poco che sia stato Salvato o Bugno a farsi promotore dell’accorciamento del percorso. Conta che costoro fanno parte di quella grande schiera dirigenziale che fa parte del ciclismo degli “ISOLATI”.

Ed allora andiamo ad analizzare questo status… Il direttivo della Lega del Ciclismo Professionistico non risulta, dal 2012 anno di rinascita della LCP, mai essere stato tesserato alla FCI pur essendo prevista la relativa tessera, eppure si permette di citare l’UCI in un processo ordinario quando tale facoltà è riservata alla FCI in via esclusiva. Stessa situazione per i componenti della Commissione Tecnica della LCP, mai tesserati. Eppure interagiscono con gli Enti organizzatori affiliati approvando i programmi delle gare professionistiche italiane.

La stessa Accpi non ha alcun suo dirigente tesserato alla FCI, ma viene ammessa in modo ufficiale alle gare sebbene questo sia vietato dai regolamenti che non prevedono l’accredito di non tesserati se non nella categoria “OSPITI”. E non entro nel merito economico di tale presenza che, calcolata sul solo Giro d’Italia, equivale a circa un terzo dello stipendio minimo annuo garantito a buona parte dei corridori che partecipano al Giro d’Italia…

Gli Organi delle Leghe e delle altre associazioni di categoria previste nelle altre Federazioni ove vige il professionismo risultano tutti tesserati alla Federazione di appartenenza: nella FCI no, chissà perché?  Ora non mi meravigliano le decisioni di queste giorni: sono frutti dell’ISOLAMENTO, nel senso di non appartenenza alla FCI, che è la costante del mondo dirigenziale dell’attuale Federazione Ciclistica Italiana. In tali condizioni, non possesso della prevista tessera federale annuale, oltre a numerosi componenti degli Organi federali regionali e provinciali come venne evidenziato dalla Segretaria Generale FCI sig.ra Gabriotti con una nota ufficiale nel novembre 2018, si ritrovano alla data odierna anche TUTTI i componenti dei seguenti Organi federali di Giustizia:

- Commissione di Garanzia degli Organi di Giustizia
- Corte Federale d’Appello – 1° e 2° sezione
- Tribunale Federale – 1° e 2° sezione
- Corte Sportiva d’Appello
- Giudici sportivi regionali

Oltre a tali soggetti, per i quali l’obbligatorietà del possesso della tessera annuale discende dal Codice del Civile “capitolo associazioni” richiamato dalla Legge 242/1999 e dallo Statuto FCI, molti altri non appartenti agli Organi di Giustizia risultano privi di tessera annuale:

- Procura Federale
- Commissione Elettorale (peraltro organo esistente solo nel Regolamento Organico in uso che risulta abrogato dal dicembre 2000 (decisione del

- Consiglio Federale di cui facevo parte).
- Infine la cosa più assurda sull’ISOLAMENTO dal contesto federale che, contrariamente a quanto tutti siamo obbligati a rispettare, trova soggetti non tesserati la si riscontra nel:

- Consiglio federale, ove due soggetti sono privi della tessera qualificante rispettivamente dal 31.12.2017 e dal 31.12.2018.
- Ecco perché non sono in sintonia con Lei, siamo in mano ad estranei al nostro mondo che dovrebbero essere tutti radiati: anche coloro che tale      scempio hanno permesso.

Un caro saluto, caro Fiorenzo.

Angelo Francini  -  Vicepresidente (tesserato) del C.R.Lombardia

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COMMENTI
Fa bene Angelo Francini
24 ottobre 2020 12:05 Miguelon
a tentare di scardinare l'informalità e l'avventatezza di quest'epoca. Tutto sullo stesso piano, ognuno non risponde di nulla a parte se stesso. È ora di ricominciare il confronto con gli altri. E l'ufficialità e la formalità sono ancora strumenti validi quando manca tutto il resto.

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