CASO ZANARDI. BENNATI. «CONFERMO, A MONTALCINO NON C'ERA NESSUNA GARA»

NEWS | 22/06/2020 | 15:33
di redazione

«Non posso rilasciare dichiarazioni e comunque non c'era alcuna corsa in svolgimento». Lo dice in modo netto Daniele Bennati, ex professionista con 54 vittorie in carriera, fra cui tappe a Giro, Tour e Vuelta, nonché pilastro della Nazionale azzurra.


Venerdì scorso Bennati partecipava alla tappa toscana di Obiettivo Tricolore, era nel gruppo quando c'è stati l'incidente ad Alex Zanardi. A chi gli chiede come è andata, Bennati rimanda a un suo post: «Alex, ancora non ci credo, nessuno ci crede, poco prima di quella maledetta semicurva avevi detto "ragazzi, oggi è uno dei più bei giorni della mia vita" ed io pensavo la stessa cosa, tutti coloro che ti scortavano verso Montalcino pensavano la stessa identica cosa, perché tu questo sai fare: trasmettere felicità, positività e allegria. Siamo tutti con te Alex».


Del gruppo faveca parte anche Enrico Fabianelli, 36 anni appassionato ciclista di Castiglion Fiorentino (Arezzo), una diagnosi di sclerosi multipla nel 2010 e 15 anni ininterrotti in bici, che racconta: «Noi vedevamo la staffetta come una tranquilla pedalata tra amici e dunque non c'era necessità di chiudere la strada, anche perché la pedalata non era competitiva. Queste cose purtroppo succedono, è la fatalità. Forse in futuro però le strade andranno chiuse comunque».

La pedalata con Alex Zanardi, spiega ancora Enrico Fabianelli, «era non competitiva quindi non necessitava, da codice della strada, di chiusura delle strade. Ci eravamo organizzati per avere una pattuglia della polizia municipale in testa per segnalare e l'abbiamo avuta sempre. A Castiglion Fiorentino erano pattugliati anche gli incroci più pericolosi, per esempio, ma è facoltativo». Con la staffetta «volevamo dare un segno di ripartenza e invece Alex ha avuto l'incidente - ricorda ancora Fabianelli -. Eravamo più indietro, ci eravamo fermati per fare fotografie, li per li non avevamo capito chi era l'atleta coinvolto nell'incidente, poi abbiamo visto la maglia azzurra ed allora abbiamo pensato a lui».

 

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COMMENTI
DPCM
22 giugno 2020 17:25 bertu
Quanto scritto sarebbe tutto più o meno corretto se non fosse che al momento sono ancora in vigore i DPCM che vietano l'organizzazione di eventi sportivi in generale, agonistici e non. A me sembra strano che un'amministrazione comunale abbia concesso una sua pattuglia per scortare l'evento.
Magari un domani verrà spiegato che la staffette denominata Obiettivo Tricolore altro non era che una seduta di allenamento collegiale... ma la vedo difficile.
Alberto Vico (Torino)

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