GABRIELE BALDUCCI, UN TALENT SCOUT IN QUARANTENA

INTERVISTA | 12/04/2020 | 07:50
di Stefano Fiori

Nel caso di Gabriele Balducci si può proprio dire che abbia percorso tutte le strade che portano al ciclismo. Una specie di piccolo cannibale nelle categorie minori, dove ha vinto molto e di qualità anche grazie al suo mentore, concittadino e diesse Marcello Massini. L'approdo al professionismo data 1997, subito bagnato da una bella vittoria nella Alassio Cup, gara perfetta per esaltare le sue ottime doti di passista. Da allora sono state dodici le annate trascorse nella massima categoria del ciclismo, contraddistinte da 14 vittorie tra cui spicca, al Giro d'Italia, la tappa di Pinerolo, il nome di una cittadina capace tuttora di provocare un brivido lungo la schiena degli appassionati di ciclismo che ancora oggi ricordano una delle più grandi imprese di Fausto Coppi, appunto nella tappa del Giro da Cuneo a Pinerolo.
Appesa la bici al chiodo, Balducci iniziò la collaborazione con l'intramontabile amico e tecnico Marcello Massini al Team Idea Shoes MCS, prima di passare al GS Mastromarco-Chianti Sensi come direttore sportivo, portando con sé l'allievo prediletto Alberto Bettiol, ma questa è ormai storia attuale, come ci dice lo stesso Balducci.


«Se con Massini sono cresciuto sotto l'aspetto caratteriale e tecnico, alla Mastromarco ho trovato una vera famiglia ed una persona impareggiabile come Carlo Franceschi: non per nulla è la società della quale faccio parte con immutato entusiasmo ormai dal 2013».


2013, l'anno dei mondiali in Toscana, nei quali tu sei stato pienamente coinvolto.
«Sì, Paolo Bettini, allora CT della nazionale italiana e mio grande amico, mi volle come collaboratore e anche quella è stata un'esperienza importante per la mia crescita professionale».

Come trascorri questa imprevista ma necessaria quarantena?
«A casa, con mia moglie Romina, a Santa Maria a Monte; uso molto il computer e mi sento spesso con corridori ed amici, incluso Marcello Massini che ha... attaccato l'ammiraglia al chiodo proprio quest'anno, dopo una festa memorabile che abbiamo organizzato in suo onore. Marcello abita a un paio di chilometri da casa mia e la nostra amicizia è ormai inossidabile».

Come puoi gestire i tuoi atleti della Mastromarco a distanza?
«Semplice, mi consulto con alcuni preparatori e poi invio ai ragazzi le tabelle sempre aggiornate per gli allenamenti. Ho approntato dei programmi settimanali con esercizi diversi ogni giorno, tra palestra fitbull, corpo libero e rulli. Controllo con attenzione i minuti e l'intensità del lavoro svolto, ma non dev'essere superato da ognuno dei miei ragazzi il limite di un'ora e mezzo al giorno di attività».

Com'è strutturato il GS Mastromarco versione 2020?
«Come un team solido e in grado di cogliere importanti risultati. Già nelle recenti, prime corse alcuni dei nostri ragazzi si erano messi in evidenza; cito Ferri, Nencini, Molini, Magli e Marcellusi. Alla Firenze-Empoli abbiamo classificato 4 dei nostri tra i primi10 e qualche osservatore fin troppo interessato ha mosso delle critiche, affermando che avevamo commesso un grosso sbaglio a non puntare solo su di un atleta, per provare vincere invece di guardare al risultato complessivo. Io rimando le critiche al mittente, confermando che per me vale sempre la squadra, non il singolo».

Ora però non sappiamo nemmeno se le gare potranno riprendere, tu cosa ne dici?
«Sono angosciato soprattutto per i miei atleti giunti al quarto anno tra i dilettanti, poiché se la stagione 2020 verrà annullata non avranno prospettive per il fututo. Personalmente sono convinto che se non ripartiremo entro fine maggio, il 2020 del ciclismo dilettantistico sarà da considerarsi chiuso».

E questo maledetto coronavirus?
«Non credo che, se anche i contagi e le morti diminuiranno, la partita potrà considerarsi vinta. Serve un vaccino come soluzione defintiva, ma i tempi sembrano ancora lunghi per averlo. Nei giorni scorsi ho telefonato a Luciano Rui, un amico, veneto, diesse della squadra dilettantistica più forte d'Italia, la Zalf. Ebbene Luciano l'ha scampata bella poiché il coronavirus lo aveva infettato; ora è in convalescenza ma mi ha detto che ha vissuto un calvario terribile».

Questi ciclisti che ancora viaggiano sulle strade che sensazione provocano in te?
«I cicloamatori che sfidano i decreti governativi fanno del male a loro stessi e soprattutto agli agonisti come noi, creando un clima ostile verso i ciclisti in genere che potremmo scontare in futuro. Ci vuole ragionevolezza e consapevolezza perché soltanto se ognuno darà il proprio, seppur piccolo, contributo si potrà uscire da questa tragica situazione».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Anno 2026, si festeggia il ritorno del Giro di Sardegna. La stella del Sardegna torna a risplendere grazie alla determinata volontà di Lega Ciclismo Professionistico e Gruppo Sportivo Emilia (organizzazione tecnica) supportate dalle autorità dell’isola. Nel glorioso albo d’oro del...


Con il tris calato da Jonathan Milan sul traguardo di  Abu Dhabi Breakwater e Isaac del Toro primo davanti ad Antonio Tiberi nella classifica generale a tempo, ieri è calato il sipario sull’UAE Tour 2026. Di bici e competizioni ciclistiche...


Paul Seixas è senza dubbio il futuro del ciclismo francese. Nato a Lione il 24 settembre del 2006, è diventato professionista lo scorso anno con la Decathlon – AG2R la Mondiale, dopo aver passato due anni nella squadra di sviluppo...


La nazionale etiope al Tour du Rwanda ha un selezionatore di appena 22 anni, che nel 2025 era a Kigali in veste di corridore. Si chiama Kiya Rogora, ha gareggiato anche in Toscana, alla Maltinti Lampadari, e dallo scorso autunno...


Il casco disincentiva l’uso della bicicletta. Non è una priorità. Per alcuni è anche un’azione di distrazione di massa: imporre l’obbligo del casco per poi non fare più nulla, per non affrontare più il problema. In questi giorni, in queste...


Mentre la stagione entra nel vivo e si avvicinano le prime gare italiane, dal numero di tuttoBICI di febbraio vi proponiamo una nuova raffica di dubbi che ci ha sottoposto il nostro Angelo Costa. Van der Poel nel cross èa...


Le iscrizioni alla 7ª edizione della BERGHEM#molamia stanno andando a gonfie vele, avendo già raggiunto quota 700 partecipanti! Un risultato che conferma quanto questa granfondo sia diventata un appuntamento atteso nel panorama cicloamatoriale. per proseguire nella lettura vai su tuttobicitech.it


E’ partita ufficialmente la stagione di S.C.V. Bike Cadorago con la presentazione della nuova squadra donne juniores. Buona partecipazione di pubblico presso la Sala Consiliare per vedere e conoscere le nuove ragazze che saliranno in bici pronte ad attaccare il...


Non ha sbagliato niente, Juan Ayuso, e sulle pendenze all'11% dell'Alto de Malhao ha conquistato la sua prima vittoria stagionale e la classifica finale della Volta Algarve, con 14" sul francese Seixas. Un modo perfetto per presentarsi in gruppo con...


Un grave incidente si è verificato oggi nel corso della prima tappa del Tour du Rwanda. Il comunicato emesso dagli organizzatori della corsa spiega i fatti: «La direzione del Tour du Rwanda si rammarica di informare il pubblico di un...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024